L'arca olearia
Usare il compost per fertilizzare l'olivo: nessun effetto sulla disponibilità di azoto
I rifiuti agroindustriali sono un'alternativa ecologica ai fertilizzanti inorganici. La lavorazione del terreno e i cambiamenti stagionali esercitano un'influenza maggiore dell'aggiunta di compost
30 marzo 2022 | R. T.
I compost agroindustriali rappresentano sia un'alternativa sostenibile ai fertilizzanti inorganici che uno strumento di gestione del riciclaggio dei rifiuti. Tuttavia, c'è ancora molta incertezza su quanto il loro uso possa contribuire al bilancio globale azotato.
Il CNR di Siviglia ha valutato due diversi compost (sansa di oliva (AC) e biosolidi (BC) per un periodo di tre anni per valutare i cambiamenti nei pool di azoto (NH4+ e NO3-), le emissioni di N2O e i geni chiave associati al ciclo dell'azoto [monoossigenasi dell'ammoniaca (amoA) e N2O reduttasi (nosZ)] in confronto con un controllo, trattato solo con fertilizzazione minerale.
A tal fine, una dose bassa (equivalente a 17,8 kg per albero di AC o BC) e una dose alta (equivalente a 26,7 kg per albero di AC+ o BC+) è stata applicata ad ogni singolo appezzamento composto da nove alberi di olivo senza irrigazione in un disegno completamente randomizzato.
I tassi di emissione di N2O hanno mostrato un'alta variabilità spaziale e temporale e non sono stati rilevati cambiamenti significativi nei pool di azoto rispetto al controllo.
Tuttavia, il fatto che il suolo trattato con BC+ ha presentato il 20% in più di NO3- rispetto al controllo dopo la seconda aggiunta di compost e che le basse dosi di entrambi i compost hanno mostrato circa il 30% in meno di NH4+ rispetto al controllo, suggerisce diversi percorsi nella mineralizzazione dell'elemento.
Inoltre, il bilancio azotato ha mostrato che i terreni trattati con AC hanno utilizzato tutto l'azoto fornito e a sua volta promosso il consumo di azoto nativo, mentre il suolo ammendato con BC ha solo consumato parte del azoto esogeno fornito.
La valutazione dei geni batterici amoA e nosZ rifletteva che erano le pratiche di lavorazione del terreno piuttosto che la fertilizzazione che ha avuto l'impatto più significativo sulla loro abbondanza, diminuendo questo effetto verso la fine dell'esperimento.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Identificazione delle molecole chiave nella defoliazione indotta da Verticillium dahliae su olivo
Uno studio internazionale ha individuato la base molecolare della defoliazione causata da Verticillium dahliae. I determinanti genetici della patogenicità e aprono nuove prospettive per diagnosi molecolare e strategie di resistenza varietale
06 luglio 2026 | 10:00
L'arca olearia
Olio d'oliva sotto esame: un nuovo indice elettrochimico per misurare la capacità antiossidante
Ecco un innovativo metodo elettrochimico per valutare rapidamente e a basso costo la capacità antiossidante degli oli d'oliva. Distingue con precisione gli extravergini di alta qualità, identificando i composti fenolici più attivi, come l'idrossitirosolo e l'oleuropeina
04 luglio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Spintor Fly o Flypack contro la mosca dell'olivo: ecco quando la strategia non è risolutiva
Valutata l'efficacia delle tecniche Attract-and-Kill per il controllo di Bactrocera oleae, la temibile mosca delle olive. Non sempre, anche partendo presto con gli interventi si ha la risoluzione del problema. Validità di Spintor Fly o Flypack strettamente legata all'andamento produttivo dell'oliveto
03 luglio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Ecco il segreto per avere un oliveto e un olio di oliva carbon neutral
Il segreto per rendere gli oliveti carbon neutral non è tanto il tipo di certificazione (biologico, integrato o biodinamico), quanto la quantità di carbonio che ogni anno viene restituita al suolo. Sopra le 3 tonnellate di carbonio organico per ettaro all'anno compensate quasi interamente le emissioni delle lavorazioni agricole, avvicinandosi alla neutralità climatica
03 luglio 2026 | 15:00
L'arca olearia
La resistenza alla siccità nelle varietà di olivo, ecco cosa ci racconta la fotosintesi
L'analisi delle curve di risposta della fotosintesi all'anidride carbonica rivela strategie differenziate di adattamento alla siccità in 14 cultivar di olivo, offrendo agli olivicoltori strumenti concreti per la scelta varietale in un contesto di crescente scarsità idrica
03 luglio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Usare le foglie d'olivo in frantoio: una nuova leva per migliorare qualità e profilo aromatico dell'olio extravergine d'oliva
L'aggiunta controllata di foglie d'olivo durante l'estrazione può modificare positivamente colore e profilo aromatico dell'olio extravergine senza alterarne i principali parametri qualitativi. La ricerca apre nuove prospettive per la valorizzazione di un sottoprodotto della filiera
03 luglio 2026 | 13:00