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Punti di forza e di debolezza della logistica per l'olio extra vergine di oliva biologico italiano

Punti di forza e di debolezza della logistica per l'olio extra vergine di oliva biologico italiano

Accendiamo i riflettori sull'importanza delle catene di approvvigionamento, della loro efficienza e non ultimo della loro lunghezza

09 marzo 2022 | T N

L'avvento del commercio elettronico, e soprattutto gli effetti della pandemia Sars Covid 19 sulle misure restrittive alla mobilità imposte dai governi di tutto il mondo ormai da circa due anni, hanno acceso i riflettori sull'importanza delle catene di approvvigionamento, della loro efficienza e non ultimo della loro lunghezza: in buona sostanza sul ruolo della logistica in tutti i suoi aspetti e funzioni nel quotidiano di tutti.

Questa circostanza ha impresso una grande accelerazione alla ricerca e all'innovazione nella gestione della logistica e della Supply Chain ma per compiersi, il processo di diffusione di molte nuove soluzioni tecnologiche ha la necessità di trovare risposte puntuali alle esigenze di specifici ambiti produttivi in coerenza con nuove priorità di riconversione del sistema in ottica di sostenibilità ambientale e sociale e richiederà lo sviluppo di conoscenze e competenze.

Secondo il report Ismea “La logistica integrata a valle nella filiera biologica italiana dell’olio extravergine di oliva” nella gestione logistica della filiera e più in particolare nei trasporti e nella gestione del magazzino presso i centri di distribuzione delle catene di supermarket (CeDi), l’indagine non ha evidenziato particolari problematiche salvo la necessità di poter disporre di lotti di volume adeguato a poter contenere i costi, che mostrano un’incidenza sul prezzo finale del prodotto piuttosto elevata a causa della percentuale di penetrazione sul mercato dei prodotti biologici ancora bassa.
Risulta comunque abbastanza evidente che, a parte la particolare attenzione alla qualità, alla provenienza del prodotto, alla necessità di garantire le certificazioni bio a tutela del cliente e della credibilità aziendale, la gestione della logistica lungo la filiera dell’olio evo bio sia sostanzialmente analoga per caratteristiche e problematiche a quella della filiera omologa convenzionale.
Le problematiche e le conseguenti azioni di miglioramento sono concentrate sulla capacità di gestire in modo efficiente ed efficace la catena logistica dal fornitore al punto vendita, in particolare attraverso affidabili sistemi di tracciabilità ed una gestione dei trasporti affidata a partner terzi professionisti che assicurino costi e qualità adeguati, tempestività e garanzia di tempistiche di consegna puntuali.

Si rileva una limitata propensione degli intervistati all’introduzione di significative innovazioni nella gestione della filiera logistica, in particolare per ciò che riguarda soluzioni di Logistica 4.0,
quali ad esempio l’adozione di sistemi Blockchain per la gestione della rintracciabilità prodotto lungo tutta la filiera. Tuttavia tutte le Catene intervistate utilizzano una efficace tracciabilità dei propri prodotti attraverso soluzioni già consolidate mediante lettura Rfid e Scanner sui codici a barre Ean apposti sulle singole confezioni.
Emergono maggiormente sia le scelte in cui il costo del trasporto è a carico del fornitore piuttosto che dell’azienda e sia la predominanza del ricorso a trasportatori terzisti ed a Logistics Provider per la gestione del magazzino. La scelta di ricorrere all’outsourcing, attraverso l’utilizzo di mezzi e risorse di terzi, è motivata soprattutto da ragioni economiche, costi minori e variabili, e da ragioni gestionali, come l’assenza di immobilizzo di capitali e di problematiche legate alla gestione diretta di personale dipendente.

In conclusione, si rileva comunque, un aumento della propensione della Grande Distribuzione Organizzata a riconoscere un sempre più grande valore al settore Biologico, elemento che emerge anche da altre indagini elaborate nel corso del 2020 da Nielsen per la moderna distribuzione, con il contributo di AssoBio per gli altri canali, dove viene confermato un aumento significativo dell’assortimento dei prodotti bio a proprio marchio, con risultati estremamente positivi, pari al 48,7 % delle vendite bio totali.

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