L'arca olearia
Claim salutistico dell'olio in etichetta, perchè nessuno dice che l'extra vergine d'oliva è sano?
Non tutti i consumatori sono ugualmente sensibili alle indicazioni salutistiche in etichetta. L’interesse verso l’alimentazione sana è correlato positivamente con età e frequenza di consumo, come ci spiega un finalista della Borsa di studio Giorgio Fazari
25 febbraio 2022 | Tommaso Fantechi
Il mercato dell’olio d’oliva sta attraversando una fase di transizione. La crescente concorrenza basata sul prezzo sta creando non poche difficoltà ai produttori di oli di alta qualità, come quelli italiani. Allo stesso tempo la domanda sta crescendo in quei paesi che fino a pochi anni fa non utilizzavano l’olio nella propria dieta. Perciò gli olivicoltori sono obbligati a valutare le nuove opportunità del mercato, per intercettare potenziali nuovi consumatori.
Una possibilità è offerta dal Regolamento 432/2012 dell’UE, che sottolinea che l’olio extravergine d’oliva ha diritto ad un health claim, cioè un’indicazione in etichetta, che garantisce l’effetto benefico dei suoi polifenoli contro il colesterolo LDL (cosiddetto cattivo) in favore del colesterolo HDL. Fino ad oggi, però, quasi nessun olio d’oliva riporta la dicitura indicata. È quindi giusto chiedersi se siano stati poco furbi i produttori a non cogliere questa opportunità o se siano stati bravi a capire che non avrebbe portato nessun vantaggio competitivo.
Il mio studio si è quindi proposto di rispondere a questa domanda attraverso la realizzazione di un esperimento di scelta discreta (figura 1), somministrato attraverso un questionario online e indirizzato ad un campione composto da giovani tra i 18 e i 40 anni provenienti da tutto il mondo. Il campione d’indagine risulta interessante perché i giovani di oggi saranno i consumatori di domani e dunque saranno gli eventuali acquirenti futuri dell’olio d’oliva.

Figura 1: l'esperimento a scelta discreta consiste nella creazione di un mercato ipotetico in cui vengono proposti ai rispondenti 12 set di scelta, come quello in figura.
La metodologia impiegata per l’elaborazione dei risultati si basa su un modello ibrido che permette di collegare un mixed logit a un modello ad equazione strutturale (SEM). In questo modo è possibile capire, attraverso la funzione di utilità, quali attributi (tra prezzo, origine, health claim e biologico) guidano le scelte dei consumatori per l’olio extravergine d’oliva e, allo stesso tempo, analizzare le preferenze in funzione di alcune caratteristiche psicografiche degli individui, quali l’atteggiamento verso l’olio, l’attenzione ad un’alimentazione sana e la fiducia nel sistema agro-alimentare, misurate attraverso scale già validate. La SEM ha permesso di stimare questi costrutti e individuare i loro antecedenti a partire dalle seguenti variabili: età, sesso, paese di origine e frequenza di consumo di olio d’oliva.
Il campione è stato raccolto tra marzo e maggio 2020 ed è composto da 418 individui provenienti da ogni continente, selezionati per responsabili degli acquisti e per aver consumato almeno una volta nella vita olio d’oliva. Il campione, eterogeneo per nazionalità, ha permesso di studiare le differenze tra le preferenze degli abitanti dei paesi produttori di olio rispetto agli abitanti dei paesi non produttori.
I risultati della SEM (grafico 1) ci indicano che l’appartenenza ad un paese produttore, una maggiore età e una maggior frequenza di consumo sono correlati ad un miglior atteggiamento verso l’olio d’oliva. L’interesse verso l’alimentazione sana invece è correlato positivamente con età e frequenza di consumo. Infine, la fiducia nel sistema agroalimentare è maggiore nelle donne rispetto agli uomini.

Grafico 1: schema grafico del modello SEM, contenente soltanto le variabili che influiscono significativamente sui costrutti (*indica una significatività al 95% e **al 99%).
I risultati del mixed logit (tabella 1) sottolineano, in accordo con la letteratura, che l’attributo che maggiormente interessa ai consumatori è l’origine, ma gli stessi risultati evidenziano anche che la porzione del campione con un’alta attenzione ad un’alimentazione sana dà un’importanza significativa sia all’health claim, sia al biologico. Questo dimostra che esiste un segmento di giovani che apprezzerebbe la presenza dell’indicazione salutistica in etichetta. È inoltre possibile affermare che questo segmento è composto dalle fasce di età più alte e da coloro che consumano più frequentemente olio d’oliva.

Tabella 1: i β rappresentano il peso che ogni attributo ha sulla funzione di utilità. In grassetto sono riportati i dati significativi.
In conclusione, la tesi ha dimostrato che l’health claim ha la capacità di creare valore e determinare un vantaggio competitivo per i produttori, a patto che si intercettino coloro che appartengono al segmento descritto in precedenza. Inoltre, lo studio apre nuovi spunti volti a sviluppare l’analisi dei mercati emergenti, ad esempio la Cina, approfondendo la profilazione del segmento dei consumatori più attenti alla salute, al fine di fornire agli operatori del settore indicazioni utili per una distribuzione e una comunicazione mirate. È infatti evidente che uno sfruttamento adeguato dell’indicazione salutistica, con le giuste leve, potrebbe rappresentare una spinta significativa per le vendite del prodotto.

Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Impollinazione e sviluppo dell’embrione nell’olivo: un viaggio nel cuore del frutto per migliorare le scelte in campo
Passo dopo passo il percorso dei tubetti pollinici e lo sviluppo dell’embrione dalla fioritura dell'olivo. L’impollinazione incrociata è efficace. Per l’olivicoltore italiano, questi dati offrono spunti concreti per progettare impianti misti, programmare interventi agronomici e ridurre il rischio di allegagione anomala
29 maggio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olivo e cambiamento climatico: come il caldo modifica crescita del frutto e accumulo di olio
Non sdolo più siccità, altri fattori meteo-climatici influenzano sensibilmente l'olivo da qui in avanti. Temperature elevate, maturazione anticipata e minore resa in olio: cosa emerge dai nuovi studi sugli oliveti lungo gradienti climatici
29 maggio 2026 | 16:00
L'arca olearia
L’olivo tra siccità e aumento della CO₂: strategie di sopravvivenza nel Mediterraneo che cambia
L’aumento dell’anidride carbonica atmosferica può compensare gli effetti negativi della siccità sull’olivo selvatico? Un recente studio rivela risposte sorprendentemente variabili, con implicazioni importanti di una delle specie più iconiche del Mediterraneo
29 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Determinazione assoluta dei fenoli nell’olio extravergine d’oliva per il riconoscimento del Health Claim UE
Il Regolamento Europeo 432/2012 riconosce un claim salutistico specifico per l’olio d’oliva, basato sul contenuto minimo di 250 mg/kg di composti fenolici derivati dall’idrossitirosolo e dal tirosolo. Il metodo Folin-Ciocalteu sottostima sistematicamente il contenuto fenolico
29 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Paclobutrazolo e alte temperature: una strategia per salvaguardare l’allegagione dell’olivo
Il paclobutrazolo, composto presente in diversi biostimolanti, può attenuare gli effetti negativi dello stress termico durante fioritura e post-fioritura, migliorando sensibilmente l’allegagione in condizioni climatiche critiche
28 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Oliveti resilienti al clima: compost, biochar e funghi benefici per rigenerare i suoli mediterranei
Uno studio condotto in Andalusia su oltre 3.000 olivi certificati dimostra il potenziale degli ammendanti organici e dei consorzi fungini nel migliorare la fertilità e la capacità di adattamento degli oliveti in asciutto, anche se gli eventi climatici estremi mettono in evidenza nuove criticità varietali
28 maggio 2026 | 09:00