L'arca olearia
Puglia, Calabria e Sicilia olivicole hanno ripreso la corsa produttiva
A dicembre le tre principali Regioni olivicole italiane totalizzano quasi il 70% delle giacenze nazionali di olio di oliva, anche a denominazione di origine. L'incidenza sale all'80% per il prodotto biologico
12 gennaio 2022 | T N
La produzione italiana si sveglia a dicembre, con più di 50 mila tonnellate prodotte in un solo mese, e le giacenze che superano le 100 mila tonnellate, più precisamente 138 mila tonnellate secondo l'ultimo report Frantoio Italia della Repressione Frodi.
Oggi sono giacenti 69 mila tonnellate in Puglia e 13 mila rispettivamente in Calabria e Sicilia, in crescita di 3 mila tonnellate circa sia in Calabria sia in Sicilia e di oltre 30 mila tonnellate in Puglia rispetto al 30 novembre 2021.
Il 68% della produzione nazionale di olio di oliva è quindi concentrata in sole tre Regioni, a cui seguono Toscana e Umbria, dove si concentra lo stoccaggio degli imbottigliatori e dove sono presenti, al 31 dicembre 2021 rispettivamente 13 mila e 6000 tonnellate di olio.
Se guardiamo ai dati, scopriamo inoltre che si continua a produrre molto olio extra vergine di oliva a denominazione di origine, con gli stock cresciuti di 6000 tonnellate in un mese, oltrepassando le 18 mila tonnellate, di cui quasi 9 mila in Puglia tra Terre di Bari e Igp Puglia, 4700 mila tonnellate in Sicilia, tra Igp Sicilia e Dop Val di Mazara e Valli Trapanesi, oltre alle 1000 tonnellate di Igp Calabria. Quindi, anche per le denominazioni di origine, quasi il 70% della produzione nazionale è concentrata nelle tre Regioni, segno evidente che stanno acquisendo anche la leadership produttiva di olio certificato.
Sfiora le 30 mila tonnellate la produzione di olio di oliva bio giacente nelle cisterne italiane, in crescita di 10 mila tonnellate rispetto al novembre 2021. In questo caso l'incidenza delle tre Regioni olivicola d'Italia è ancora più importante, sfiorando l'80% della produzione bio nazionale, con 13600 tonnellate in Puglia, 4,4 in Sicilia e 6 in Calabria.
Nel complesso il mese di dicembre segna la ripresa della produzione nazionale dopo le piogge e il maltempo di novembre che non sembra aver inciso, tranne per il ritardo nella raccolta, sui quantitativi totali di olio nazionale.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Valutazione dell'interazione tra condizioni climatiche e fenologia dell'olivo
Utilizzare modelli matematici per stimare i diversi periodi fenoligici dell'olivo, a partire dalla fioritura, può divenire molto utile non solo per affrontare i cambiamenti climatici ma anche per gestire le pratiche agronomiche in annate
02 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
Gli effetti del carico produttivo e del deficit idrico sul profilo fenolico delle olive
Il diradamento delle olive, simulando una cascola precoce, influisce in modo limitato sull’accumulo di olio nel frutto. Il deficit idrico determina una diminuzione significativa della resa in olio già dalle fasi intermedie di maturazione. L'impatto sui fenoli
27 febbraio 2026 | 16:30
L'arca olearia
Intelligenza artificiale per l'olivicoltura: cosa sa fare e cosa ancora no
E' possibile utilizzare l'IA per migliorare l'efficienza e la sostenibilità dei processi di produzione, manutenzione e raccolta delle olive. Algoritmi di Deep Learning come Convolutional Neural Networks per l'identificazione della cultivar e la classificazione delle malattie fogliari e la previsione dei raccolti con elevate accuratezze
27 febbraio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Differenziazione fiorale e dinamiche di allegagione nell'olivo
La differenziazione fiorale si avvia diversi mesi prima dell’antesi e comprende due fasi: induzione, regolata da segnali endogeni e da accumulo di freddo invernale, e differenziazione morfologica. L'equilibrio dinamico tra genetica, fisiologia e ambiente
27 febbraio 2026 | 15:30
L'arca olearia
Il contributo dell'olivo al mantenimento della stabilità del suolo e contro il dissesto idrogeologico
Gli olivi adulti forniscono un contributo comparabile a vigneti con inerbimento permanente, pur risultando inferiori a boschi. Tuttavia, rispetto a vigneti totalmente lavorati o aree arate, anche gli olivi garantiscono una riduzione apprezzabile della suscettibilità al dissesto
27 febbraio 2026 | 14:40
L'arca olearia
Gli olivi monumentali di Ostuni e la sfida della convivenza con la Xylella fastidiosa
La positività molecolare non coincide necessariamente con sintomatologia grave. In zona infetta la convivenza controllata può essere possibile in determinate condizioni, soprattutto per alberi monumentali ad alto valore paesaggistico
26 febbraio 2026 | 16:00