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Ecco come Bruxelles vede l'olio di oliva al 2031

Ecco come Bruxelles vede l'olio di oliva al 2031

Crescerà la produzione in Spagna, Italia e Portogallo dove si prevede un leggero calo del consumo di olio d'oliva pro capite, con diminuzioni annuali che vanno da -0,4% a -0,6%

10 dicembre 2021 | T N

La Commissione europea prevede che la produzione europea di olio d'oliva raggiungerà 2,5 milioni di tonnellate nel 2031 (+22% rispetto al 2020), guidata da una migliore redditività e creazione di valore. Tuttavia, il cambiamento climatico continuerà ad essere una sfida per il settore, portando a variazioni annuali nelle produzioni e nella qualità dell'olio.

Bruxelles si aspetta che la produzione di olio d'oliva segua un modello eterogeneo nella UE. In particolare, in Spagna, Italia e Portogallo si prevedono aumenti medi annui della produzione compresi tra il 2,5% e il 5%. Nel caso della Grecia, ci si aspetta un calo limitato della produzione, a causa di una piccola diminuzione della superficie e di uno sviluppo ritardato della produttività.

Le esportazioni dell'UE diventeranno più importanti con l'aumento della produzione (dal 35% nel 2020 al 44% nel 2031). Poiché il consumo pro capite rimane basso nelle principali destinazioni di esportazione dell'UE, il potenziale di crescita è chiaro. L'UE potrà continuare a beneficiare dell'immagine positiva dell'olio d'oliva in termini di salute e della sua riconosciuta qualità, con un'esportazione di 1 milione di tonnellate entro il 2031.

Secondo la CE, la creazione di valore dovrebbe essere sostenuta attraverso le esportazioni di olio d'oliva confezionato e di alta qualità (compresi gli oli d'oliva biologici); mentre le importazioni dell'UE dovrebbero rimanere elevate, riflettendo l'aumento della produzione nei paesi non UE.

Bruxelles si aspetta anche che la crescita del consumo europeo sia guidata dai paesi non produttori (dal 21% nel 2020 al 32% nel 2031), poiché il consumo pro capite storicamente elevato nei principali paesi produttori dell'UE potrebbe diminuire ulteriormente (-0,6% all'anno, rispetto al -3% del 2010-2021).

Nel complesso, le vendite al dettaglio sono il canale dominante (circa il 65% nel 2021) dove l'olio d'oliva biologico guadagna alcune quote (circa il 3% nel 2021). Questa etichetta, precisa il rapporto, è più attraente per i consumatori dei mercati non tradizionali - ad esempio il 20% in Finlandia o il 31% in Danimarca - mentre varia dallo 0,5% al 2% nei principali paesi produttori, per i quali la percezione di autenticità e qualità è più basata sulla cultura. Tuttavia, in entrambi i casi potrebbe fornire un incentivo per evitare un ulteriore calo, anche se il prezzo rimarrà la principale attrazione per l'acquisto.

Nella sua relazione, Bruxelles prevede un leggero calo del consumo di olio d'oliva pro capite in tutti i principali paesi produttori dell'UE, con diminuzioni annuali che vanno da -0,4% a -0,6%. Questo declino riflette la maturità del mercato e le diverse tendenze di consumo delle giovani generazioni.

Per quanto riguarda gli altri paesi dell'UE, si prevede una tendenza ancora crescente, raggiungendo un consumo pro capite di 1,5 kg entro il 2031. In generale, il consumo di olio d'oliva sta aumentando a causa di una crescente consapevolezza degli effetti positivi dell'olio d'oliva sulla salute, così come una crescente popolarità della Dieta Mediterranea.

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