L'arca olearia

Il futuro dell'olivicoltura mondiale è solo irriguo

Il futuro dell'olivicoltura mondiale è solo irriguo

La metà del fatturato generato dall'olio di oliva mondiale è legato a oliveti irrigui che assorbono anche la metà della manodopera. Occorrono investimenti tecnologici e più bacini destinati all'irrigazione

23 settembre 2021 | Vilar Juan

I sistemi di irrigazione nell'olivicoltura migliorano la produttività e la redditività delle aziende olivicole, per cui è necessario optare per la modernizzazione e la digitalizzazione delle colture, facendo un uso razionale delle risorse idriche, che sono molto limitate.

Attualmente, il fatturato generato dal settore della produzione di olio d'oliva sul pianeta si aggira tra i 12 e i 15 miliardi di euro, di cui più del 50% è generato dagli oliveti irrigati, mentre questi rappresentano solo il 37% della superficie totale.
Lo stesso vale per la popolazione che l'olivicoltura internazionale lega al territorio: dei quasi 29 milioni di persone che sono legate professionalmente al settore sul pianeta, più del 50% lo è grazie agli oliveti irrigati.

Quindi l'oliveto nella cui gestione entra l'irrigazione genera un reddito per ettaro di quasi il doppio, in media, nel pianeta, che l'oliveto in asciutta, e ratifica anche l'ipotesi che la fissazione della popolazione è data dall'influenza della generazione di reddito e ricchezza. Infatti le persone che lavorano in oliveti irrigui sono tre volte tanto quelle che lavorano in oliveti in asciutta.
Si è anche visto che la permanenza della popolazione è più strettamente legata alla produzione di olive, mentre il turnover è legato, in una certa misura, più alla produzione di olio.

È quindi vitale ottimizzare una risorsa così preziosa come l'acqua, ed è necessario non solo creare le infrastrutture necessarie per rendere disponibile più acqua, ma anche fornire agli olivicoltori la tecnologia più innovativa per ottimizzare una risorsa così preziosa.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Ecco tutto quello che devi sapere sulla varietà di olivo Leccio del Corno

l Leccio del Corno si distingue nel panorama olivicolo per le sue straordinarie caratteristiche chimiche e organolettive, con un olio ricco di acido oleico e biofenoli. Tuttavia, la sua bassa concentrazione di steroli totali rappresenta un'importante criticità

24 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Stabilità dei composti bioattivi nell’olio extravergine di oliva Coratina: il ruolo cruciale del confezionamento e della conservazione

La conservazione dell’olio extravergine di oliva per periodi commercialmente rilevanti, fino a 30 mesi, rappresenta una sfida tecnologica, soprattutto per varietà ad alto tenore polifenolico come la Coratina. Il vetro scuro garantisce una significativa maggiore ritenzione dei componenti bioattivi

24 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

I danni della tignola dell'olivo, ecco come la temperatura fa la differenza

L'impiego dei gradi-giorno (GD) consente di ottimizzare gli interventi fitosanitari contro la tignola dell'olivo, adattandoli alle diverse altitudini e riducendo l'impatto ambientale

23 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Contro Xylella fastidiosa nuove varietà resistenti e diagnosi hi-tech per salvare gli olivi

Al CIHEAM di Bari presentati i primi risultati dei progetti finanziati dal Masaf. Dal "naso elettronico" ai nematodi "killer" della sputacchina, passando per 30 genotipi di olivo che resistono al batterio: ecco le armi del futuro per rigenerare i territori colpiti

22 giugno 2026 | 16:45

L'arca olearia

Caldo e olivo. Ecco come difendere le piante dalle temperature estreme

Le ondate di calore sempre più frequenti rappresentano una minaccia concreta per gli oliveti italiani. Ecco la resistenza al calore di 10 cultivar di olivo, insieme a indicazioni operative per proteggere le piante durante i periodi di stress termico estivo

22 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Il fabbisogno in freddo è il nuovo fattore critico per la fioritura dell'olivo

L'aumento delle temperature impatta diverse fasi dello sviluppo dell'olivo, dalla fioritura alla produzione dei frutti, dalla impollinazione alla suscettibilità ai parassiti. In particolare, la fase di dormienza invernale, un processo adattativo fondamentale per la sopravvivenza della pianta alle basse temperature, sta subendo alterazioni significative

21 giugno 2026 | 11:00