L'arca olearia

Fare la maionese con l'olio extra vergine d'oliva non è un tabù

Fare la maionese con l'olio extra vergine d'oliva non è un tabù

L'olio extra vergine d'oliva non è solo perfetto in frittura ma anche per preparare la maionese. La scienza smonta anche l'ultimo stereotipo che ancor oggi impedisce l'utilizzo del re dei grassi a 360 gradi in cucina

16 giugno 2021 | R. T.

La dieta mediterranea, considerata una delle più sane del mondo, è caratterizzata in parte dalla fonte principale dei suoi grassi, che è l'olio extravergine di oliva. Tra i benefici per la salute del consumo dell'extra vergine c'è la presenza di composti fenolici, che hanno dimostrato di abbassare l'incidenza delle patologie coronariche e sono sospettati di fornire molti altri benefici per la salute. Questi composti fenolici contribuiscono anche al sapore dell'olio, aggiungendo sia la pungenza specifica in gola che le note amare che sono apprezzate dagli intenditori ma riportate come sgradevoli dai consumatori.

Alcune proteine derivate dal cibo, in particolare dai tuorli d'uovo e dal siero di latte, quando vengono aggiunte a extra vergini pungenti e amari, riducono o addirittura eliminano sia la pungenza in gola che l'amarezza.

Così, quando vengono utilizzati in varie ricette di alimenti (ad esempio la maionese), gli oli pungenti e amari possono perdere le loro caratteristiche pungenti e amare rendendoli così più appetibili per molti consumatori.

I composti fenolici sono noti per interagire con le proteine attraverso legami idrogeno, interazioni idrofobiche e idrofile. La soppressione sensoriale osservata in presenza di proteine alimentari è causata dal legame dei composti sensoriali liberi alle proteine. La formazione di tali complessi renda i composti che inducono pungenza e amarezza non più disponibili per attivare i rispettivi recettori sensoriali (TRPA1 e TAS2R).

Le interazioni tra i composti fenolici dell'olio extra vergine d'oliva e le proteine potrebbero potenzialmente e negativamente influenzare la loro biodisponibilità e le loro attività fisiologiche.

I composti fenolici dell'extra vergine possono interagire con le proteine in diversi luoghi e fasi: (1) con il cibo durante la lavorazione degli alimenti, come discusso, ma anche (2) nel corso della digestione nella cavità orale, nella faringe e nel tratto gastrointestinale con le proteine alimentari, gli enzimi e il microbioma, (3) dopo l'assorbimento, con le proteine del plasma e, infine, con le proteine target in diversi tessuti del corpo.

La posizione delle interazioni proteina-fenolo, la posizione del bersaglio oleocantale (tessuti), la modalità e la posizione del sito di attivazione dell'oleocantale sul bersaglio dettano l'attività biologica del composto. La natura dell'interazione oleocantale-proteina (reversibile o irreversibile, gruppi chimici coinvolti) è un altro elemento chiave che può influenzare l'attività di entrambi i partner, fenolico e proteico. Per esempio, è stato dimostrato in vitro che l'oleocantale inibisce la fibrillizzazione della proteina tau, bloccando la tau nello stato naturalmente non piegato. È stato quindi suggerito che l'oleocantale ha il potenziale di diventare un nuovo agente terapeutico per tauopatie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer. Studi di struttura-funzione hanno dimostrato che i due gruppi aldeidici dell'oleocantale sono necessari per l'attività inibitoria. Se i gruppi aldeidici non sono intatti, al momento dell'interazione, l'oleocantale non può attivare la proteina bersaglio.

Il profilo sensoriale degli oli varia a seconda dell'uso in cucina e dei componenti della matrice alimentare a cui viene aggiunto. La cosa più importante è che i consumatori devono capire che i livelli di amaro e piccante potrebbero diminuire notevolmente una volta nel loro piatto.

Bibliografia

Peyrot des Gachons, C., O’Keefe, A.J., Slade, L. et al. Protein suppresses both bitterness and oleocanthal-elicited pungency of extra virgin olive oil. Sci Rep 11, 11851 (2021)

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Oli monovarietali italiani: dalla chimica ai cluster sensoriali, un nuovo modello per riconoscere e valorizzare le cultivar

Ecco un approccio "olistico" che integra analisi sensoriale, composti fenolici, volatili e terpeni per distinguere gli oli monovarietali italiani. I risultati dello studio mostrano che nessun modello riesce a identificare la singola cultivar, ma è possibile raggruppare le cultivar in tre cluster sensoriali stabili

09 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

La mosca dell’olivo non vive solo nell’oliveto, si trova anche nei boschi

Monitorata la presenza di Bactrocera oleae lungo un gradiente uliveto-bosco: catture fino a 100 metri tra i pini, sporadiche a 300. Il microclima del bosco, più fresco dell’uliveto, sembra favorire la presenza del fitofago. Un’ipotesi di lavoro che apre scenari nuovi per la difesa integrata in un clima che cambia

09 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Oliveto superintensivo: nessuna cultivar è perfetta, la scelta dipende dalla strategia aziendale

Uno studio decennale condotto in Spagna su sei varietà mette in luce come composizione dell'olio e stabilità ossidativa siano guidate dal genotipo, ma fortemente modulate dall'andamento climatico annuale. Per gli olivicoltori la lezione è chiara: servono prove di lungo periodo prima di decidere cosa piantare

09 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Meteo, acqua e aroma dell’olio: come temperatura e piogge orientano il profilo volatile delle olive

La componente aromatica dell’olio extravergine non nasce soltanto in frantoio. Temperatura, disponibilità idrica, piogge durante la maturazione, stato di idratazione della drupa, cultivar e grado di maturazione condizionano il metabolismo che porta alla formazione di aldeidi, alcoli ed esteri responsabili delle note verdi, erbacee e fruttate

09 ottobre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Documento di trasporto elettronico per l'olio d'oliva italiano, per decreto arriva il DAO

Il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo integra il SIAN e il Registro Telematico dell’Olio per rafforzare la tracciabilità delle movimentazioni di olive e olio. Tra le novità, la riduzione da sei a tre giorni dei termini di registrazione e un maggiore coinvolgimento degli olivicoltori nei controlli digitali

09 ottobre 2026 | 10:40

L'arca olearia

Crisi olivicola, Confagricoltura Corato/Bari BAT parteciperà alla manifestazione di lunedì 12 ottobre a Bari

Dopo il grido d’allarme sulla crisi strutturale del comparto, l’associazione invita olivicoltori, frantoiani, cooperative e agricoltori a sostenere le ragioni della protesta. “Da tempo sollecitiamo le istituzioni con proposte tecniche concrete, ma senza risposte. Ora serve una risposta unitaria: il tempo degli interventi spot è finito”

08 ottobre 2026 | 15:20