L'arca olearia

La rivoluzione dolce di Aifo: dopo 25 anni Piero Gonnelli lascia la presidenza

La rivoluzione dolce di Aifo: dopo 25 anni Piero Gonnelli lascia la presidenza

Alla guida della più rappresentativa associazione di frantoiani oleari verrà probabilmente chiamato il pugliese Elia Pellegrino, vicepresidente uscente. Un'intervista doppia, in esclusiva per Teatro Naturale, per ricordare e proiettare il mondo delle imprese olearie nel futuro

28 maggio 2021 | Alberto Grimelli

Aifo, l'Associazione dei frantoiani italiani, nasce nel 1996 grazie a un manipolo di frantoi che hanno creduto nel valore dell'associazionismo, del fare squadra, di una visione comune.

Poco più di venti iscritti, contro gli oltre 450 di oggi, che hanno iniziato un cammino con alla guida Piero Gonnelli da Reggello. Nei 25 anni della sua presidenza Aifo è diventata una realtà riconosciuta dal Ministero delle politiche agricole e un prim'attore ai tavoli olivicoli nazionali. E' maturato però il tempo di in passo indietro.

- Piero, non mi dire che hai deciso di fare il nonno a tempo pieno
Questo no, sarebbe troppo, anche se la tentazione è forte. Resto orgogliosamente un frantoiano e probabilmente lo resterò fino alla fine dei miei giorni. Viene però sempre il tempo in cui ti accorgi che devi lasciare il passo a forze più fresche. E' venuto per me il tempo di lasciare la guida di Aifo. E' una strana sensazione, un po' di sollievo e un po' di dolore. Sollievo perchè gli oneri a carico del presidente sono davvero molti e impegnativi. Dolore perchè si chiude una pagina importante della mia vita, una pagina piena di passione e dedizione.

- sei la storia di Aifo
A proposito di dolore... Essere considerato al passato mi fa molto strano ma è giusto che siano i giovani imprenditori a prendere le redini di Aifo in un momento di cambiamento epocale. Sono sicuro di lasciare l'associazione a un valido gruppo dirigente. Da socio Aifo, quale sono e sempre resterò, guarderò sempre con rispetto e attenzione al loro lavoro. Auguro a Elia Pellegrino e a tutti i consiglieri tanta tanta fortuna. E' il loro tempo.

- Elia, Piero Gonnelli ti ha ceduto il testimone di un'eredità molto pesante
Mi fa piacere avere la benedizione di Piero, ovviamente. Ho lavorato benissimo con lui in questi anni, riconoscendo la sua professionalità in tutti i campi. Ora, però, e ci tengo a sottolinearlo, spetta ai soci Aifo scegliere la loro leadership. L'associazione non è un regno ma una democrazia. Nel corso dell'assemblea si eleggerà il prossimo consiglio, quello che guiderà Aifo in una fase importante per il Paese, per il comparto olivicolo-oleario e ovviamente per i frantoiani stessi.

- Va bene... è il primo di giugno e sei il neoletto presidente Aifo, cosa farai?
Ho capito che proprio vuoi tirarmi per la giacchetta ma credo che, per prima cosa, dovrei spiegare all'assemblea le volontà e gli indirizzi del nuovo consiglio, non credi? A te posso dire che credo nel pluralismo e nella condivisione. Posso dirti che è inutile nascondere i problemi sotto il tappeto. Negli ultimi due anni abbiamo dovuto affrontare una tempesta. Ne siamo usciti a galla ma la nave ha subito qualche danno. E' tempo di riparare partendo dalle esigenze agli iscritti. Ho condiviso le parole di Rocco Pace e di Gaetano Agostini nell'intervista della scorsa settimana su Teatro Naturale. È evidente che ci sia molto lavoro da fare, ma sono anche convinto dell'opportunitità che Aifo, la prima associazione di frantoiani in Italia, sia in grado di crescere ancora con una politica di interventi mirati al comparto. Io qualche idea l'avrei. Su sottoprodotti, principi etici, mercato, turismo dell'olio, cambiamenti climatici e tanto altro troveremo insieme il modo per trasformare le idee in progetti e poi attuarli. Ripartiamo da qui.

- Piero, ti ritaglierai il ruolo di padre nobile di Aifo?
No Alberto, l'ho detto e lo ripeto. Sono e resterò un socio di Aifo. Nulla di più. Ovviamente, qualora richiesto, sarò ben lieto di dare la mia opinione ma senza più alcun incarico, neppure formale.

- Elia, sei d'accordo?
Bisogna rispettare il volere di Piero, ovviamente. So già che, purtroppo per lui, ogni tanto lo chiamerò per pareri e consigli. Credo, e parlo a titolo personale, che 25 anni di presidenza siano un valore e un merito che Aifo non può dimenticare o rinchiudere in un cassetto della memoria. Sono sicuro che troveremo la formula più consona per riconoscere a Piero quello che è di Piero.

- Elia, un'ultima domanda: la prossima ocm olio d'oliva?
E' uno dei grandi temi che il settore dovrà affrontare, insieme con il Recovery Fund, la transizione ecologica, un mercato che cambia, la competizione internazionale crescente. I frantoiani vinceranno se l'Italia vincerà, se la filiera nazionale vincerà. So già, perchè è argomento di discussione anche all'interno dell'interprofessione Fooi, che alla nostra categoria sarà chiesto tanto. E allora dovrà anche essere dato tanto. E noi dobbiamo partire dai nostri territori, dalle diversità regionali, dalle identità.

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