L'arca olearia

Xylella può essere battuta solo aumentando la ricerca applicata

Xylella può essere battuta solo aumentando la ricerca applicata

Sono stati fatti progressi significativi in aree tecnico-scientifiche come l'individuazione di colture resistenti e sostitutive, e lo sviluppo di misure di controllo e trattamenti contro il patogeno

05 maggio 2021 | C. S.

"Dobbiamo tradurre in azione questa settimana di intensa riflessione" Sono state queste le parole di Claude Bragard, presidente del gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sulla salute dei vegetali nel chiudere la terza conferenza europea su Xylella fastidiosa.

All'evento online hanno partecipato scienziati, docenti universitari e portatori di interesse da oltre 60 Paesi. Le presentazioni e i dibattiti hanno evidenziato la continua importanza della ricerca applicata nell'affrontare X. fastidiosa, l’organismo nocivo alle piante  che ha avuto un effetto devastante sull'agricoltura europea da quando fu individuato per la prima volta sul continente nel 2013, ha detto il dottor Bragard. 

In particolare sono stati fatti progressi significativi in aree come l'individuazione di colture resistenti e sostitutive, e lo sviluppo di misure di controllo e trattamenti contro il patogeno. Ma il processo di trasferimento dei risultati della ricerca in assistenza pratica ai portatori di interesse deve accelerare, ha detto parlando a fianco di Maria Saponari, coordinatrice del progetto di ricerca finanziato dall'UE XF-Actors, la cui ultima riunione si è tenuta prima della conferenza. XF-Actors ha guidato la ricerca europea su X. fastidiosa negli ultimi quattro anni.

A pochi giorni dall'annuncio della Commissione europea di voler cambiare le regole sugli Ogm, Luigi Catalano del Civi-Italia, l'organismo nazionale che rappresenta il settore vivaistico, ha indicato alla terza Conferenza Efsa sulla Xylella fastidiosa la necessità di avviare "un programma su larga scala" per costituire varietà di ulivo e di altre piante resistenti alla Xylella fastidiosa, anche utilizzando il nuovo biotech "per ottenere nuove varietà vegetali molto più velocemente rispetto ai metodi genetici tradizionali".

Sulla stessa linea gli agricoltori Ue del Copa e Cogeca, che chiedono anche soluzioni specifiche per salvare gli alberi monumentali, e l'associazione europea dei vivaisti Ena. Agricoltori e vivaisti vorrebbero inoltre vedere concretizzati ristori e investimenti nelle aree più danneggiate dal batterio, test rapidi, più sorveglianza e prevenzione, ma anche più comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini. Anche per alcuni scienziati intervenuti nel dibattito l'attuale legislazione Ue sulle biotecnologie è "un collo di bottiglia". Ma la ricerca percorre molte strade. "Non c'è da aspettarsi una sola soluzione, la ricerca sulla Xylella fastidiosa in Europa avanza sulla biologia degli insetti vettori e la suscettibilità delle piante ospiti", ha detto Maria Saponari dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ipsp) di Bari, chiudendo la conferenza Efsa.

Saponari fa parte del gruppo che nel 2013 ha rilevato per primo la Xylella fastidiosa in territorio Ue , collegando il parassita al disseccamento rapido degli ulivi nel Salento.

Il dottor Bragard ha elogiato il lavoro di XF-Actors per aver contribuito a costruire una "crescente comunità di giovani ricercatori brillanti e laboriosi" che stanno aiutando gli scienziati a capire e trovare soluzioni al problema X. fastidiosa.

Un totale di 102 poster sono stati presentati nell’ambito dell'evento, molti dei quali prodotti da giovani ricercatori.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Produrre olio di oliva "italiano" in Marocco: l'influenza del clima sulla qualità dell'extravergine

Differenze marcate tra le cultivar italiane Leccino, Frantoio, Carboncella e Carolea, coltivate in Marocco, e la Picholine, confermando il ruolo determinante dell’interazione tra patrimonio genetico e condizioni pedoclimatiche

05 giugno 2026 | 10:00

L'arca olearia

Estratti di foglie di olivo contro l'Helicobacter pylori

Già millenni fa, gli antichi Romani usavano l’olio extravergine di oliva nella cura delle gastriti e delle ulcere, oggi sappiamo che ciò è dovuto ai composti fenolici contenuti in questo “alimento funzionale”. Oggi l'attenzione si concetra sulle foglie di olivo

04 giugno 2026 | 16:00 | Alessandro Vujovic

L'arca olearia

Ecco come la tignola dell'olivo sceglie di deporre le uova

Ecco i fattori che influenzano la scelta del sito di ovideposizione da parte di Prays oleae, la tignola dell’olivo. Il comportamento della femmina non è casuale ma ottimizza la performance larvale, selezionando foglie con basso rischio di abscissione e bilanciando il rapporto carbonio/azoto

04 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

La cultivar Bambina è un tesoro pugliese per un olio extravergine ad alto profilo nutraceutico

La biodiversità olivicola pugliese custodisce varietà minori dal notevole potenziale. Tra queste, la cultivar Bambina, rustica e resiliente, mostra caratteristiche nutraceutiche paragonabili alla rinomata Coratina

04 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Fioritura dell'olivo e sviluppo dei frutti, mobilitazione del boro e implicazioni sulla fertilizzazione

Il boro è un elemento essenziale per la fioritura e l’allegagione nell’olivo. Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, il boro può essere mobilizzato dalle foglie giovani verso fiori e frutti in fase di allegagione

03 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

L'olivo può resistere a quattro anni di intensa siccità e tornare a produrre velocemente

Uno studio spagnolo dimostra che gli olivi sottoposti a stress idrico prolungato recuperano pienamente la funzionalità fisiologica in una sola stagione irrigua. Ma il prezzo si paga sulla produzione, almeno inizialmente

02 giugno 2026 | 16:00