L'arca olearia

Un estratto di polpa di oliva ricca di idrossitirosolo per produrre una crema virucida anti Covid-19

Un estratto di polpa di oliva ricca di idrossitirosolo per produrre una crema virucida anti Covid-19

Non solo l'attività antivirale diretta ma anche l’attività antinfiammatoria dell’idrossitirosolo ha contribuito all'effetto protettivo, perché l'infiammazione eccessiva è associata all'esacerbazione dei sintomi del Covid19

16 aprile 2021 | Alessandro Vujovic

Le misure per controllare la SARS-CoV-2 sono in primis la vaccinazione, ma anche misure efficaci anti contagio, come l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale e il lavaggio delle mani, nonché l’utilizzo dei disinfettanti chimici per decontaminare le superfici; in tal senso vi è anche un aumento della domanda di approcci antivirali utilizzando composti naturali.

Numerosi studi hanno dimostrato che i composti fenolici dell’EVO hanno molteplici attività biologiche, tra queste quella antimicrobica ed antivirale.

Il gruppo di Yamada (2009) ha documentato che l'Idrossitirosolo (HT) è capace di inattivare i virus dell'influenza A inclusi i sottotipi H1N1, H3N2, H5N1 e H9N2, il virus della malattia di Newcastle (NDV) - patologia che colpisce il sistema respiratorio dei polli, tacchini, anatre, piccioni, pappagalli etc.- e che il meccanismo antivirale richiede la presenza dell’envelope di rivestimento del virus, il cosiddetto “capside”.

I composti fenolici hanno mostrato attività antivirale nei confronti: del rabdovirus della setticemia emorragica -VHSV- (Micol V., 2005), del virus respiratorio sinciziale e il virus parainfluenzale di tipo 3 (Ma S.C. 2001), del rotavirus bovino del gruppo A (BRV), dell’adenovirus degli uccelli (FAV) (Bui N. 2009) ed inoltre un’azione anti-replicativa nei confronti dell’HIV-1 (Bao J., 2007; Lee-Huang S., 2003, 2007a, b), quest’ultima anche se non risolutiva per l’infezione.

Le ricerche hanno dimostrato un’attività antivirale dei composti fenolici tanto da costituire un brevetto nel quale si afferma che l’Oleuropeina, estratta dalle foglie di olivo essiccate, può svolgere una potente attività contro il virus di Epstein-Barr (mononucleosi), virus dell'epatite, rotavirus, rinovirus bovino, parvovirus canino e il virus della leucemia felina (Inventor: Fredrickson William R. -Indianapolis- 09/12/2000, Method and composition for antiviral therapy, United States Patent 6,117,844).

Gli studi di Seung Yoon K. (2018) sul virus dell’epatite dell’anatra (DHBV) hanno dimostrato che l’Oleuropeina inibisce significativamente la secrezione di DHBsAg (rivestimento virale) nelle cellule di coltura infettate, in modo “dose-dipendente”, riducendo la viremia, quando poi anatre suscettibili, vengono infettate. Questo è stata la prima conferma dei meccanismi di soppressione virale da parte dell'Oleuropeina sulla replicazione, sia in vitro che in vivo.

Yohei Takeda e collaboratori (2021) si sono concentrati sull’attività virucida della polpa di oliva ricca di idrossitirosolo (HT) dove l’HIDROX® 12% (Oliphenol LLC., CA, USA) è disponibile in commercio e viene prodotto dall'industria dell'olio d'oliva. Inoltre la polvere HIDROX® contiene ~12% di polifenoli, dei quali l’HT rappresenta ~40%; gli Autori hanno valutato, in vitro, l’attività inattivante nei confronti del virus SARS-CoV-2.

È stato dimostrato che la soluzione HIDROX presenta attività di inattivazione SARS-CoV-2 dipendente dal tempo di contatto, dalla concentrazione ed inoltre l’estratto HIDROX ha un'attività virucida più potente dell'HT puro.

Le attività di inattivazione della SARS-CoV-2 da parte dell’HIDROX o dell’HT sono stati testati sia in soluzione che sotto forma di crema, quest’ultima in modo da poter essere applicata localmente sulle mani.

Le ricerche sono state condotte con il virus SARS-CoV-2 (ceppo JPN/TY/WK-521) e cellule di coltura permissive.

La valutazione del meccanismo ha suggerito che sia HIDROX che HT hanno indotto dei cambiamenti strutturali del virus SARS-CoV-2, con modifiche del peso molecolare del trimero proteico spike (punte o spuntoni che rivestono la particella virale formando una corona da cui il nome coronavirus), in particolare la proteina S1, espressa sulla superficie delle particelle virali. In tal senso l’HIDROX è più potente dell’HT.

La subunità S2 della spike è coperta dalla subunità S1 e inoltre alcune regioni della subunità S2 si trovano verso l'interno della particella virale. Tali caratteristiche strutturali, della subunità S2 sulla particella virale, possono rendere difficile il contatto con HIDROX, ciò è stato dimostrato dall'effetto minore di HIDROX sul virus rispetto alla singola proteina S2 ricombinante. L'impatto sulle proteine N, che determinano la stabilità del RNA virale, sembra essere inferiore a quello delle proteine S.

Anche se la proteina spike è altamente glicosilata, questo cambiamento strutturale virucida viene indotto indipendentemente dallo stato di glicosilazione. Ricordo che la glicosilazione di una proteina consiste nel legame degli aminoacidi con gli zuccheri, operazione necessaria per determinare un ripiegamento corretto della catena proteica e inoltre gli zuccheri proteggono la proteina spike dall’attacco delle proteasi che potrebbero danneggiarla irrimediabilmente, cioè non più capace di legarsi ai recettori cellulari delle cellule bersaglio (ACE2, Angiotensin Converting Enzyme 2).

Inoltre, il trattamento HIDROX o HT interrompe il genoma della SARS-CoV-2 e questo risultato suggerisce che la particella virale diventa fragile a causa del contatto, quindi questi composti fenolici incontrano direttamente il genoma virale situato all'interno della particella virale o del genoma virale fuoriuscito.

Per quanto riguarda il meccanismo dell'interruzione del genoma virale, Furukawa et alii (2003) ritengono che sia determinato dall’azione di molecole di ossigeno reattivo in presenza di ioni metallici, traducendosi in danni ai nucleotidi.

Oltre a HT, l’HIDROX contiene tra i vari composti fenolici anche l'oleuropeina, che come hanno già dimostrato Soni M.G (2006) e Bullotta S. (2013) ha un’azione antivirale.
Park S. (2013) ed Ou C. (2014) hanno documentato che la somministrazione orale e intraperitoneale di estratti vegetali ricchi di polifenoli o di composti fenolici dell’olio hanno un effetto protettivo nei topi nei confronti dei virus influenzali.

È stato suggerito che non solo l'attività antivirale diretta ma anche l’attività antinfiammatoria dell’HIDROX ha contribuito all'effetto protettivo, perché l'infiammazione eccessiva è associata all'esacerbazione dei sintomi del COVID-19.

Si ritiene che una scarsa igiene delle mani aumenti il rischio di infezione e il loro lavaggio o l'uso di disinfettanti antivirali può ridurre questo rischio, tuttavia, l'uso frequente degli agenti chimici, per l'igiene delle mani, causa irritazione cutanea, mentre questa crema può migliorare le condizioni della cute.

Nello studio di Takeda, 20 mg di crema distribuita su 2,25 cm2 di superficie, inattiva il SARS-CoV-2, anche con un titolo virale di 5,25 log10 TCID50 (TCID50=dose infettante in coltura cellulare con un effetto citopatico nel 50% delle cellule di coltura tissutale inoculate), entro alcuni minuti in modo dipendente dalla concentrazione. Si presume che il titolo virale sia considerevolmente superiore alla quantità di virus che normalmente rimane l'ambiente contaminato.

I risultati rivelano la possibilità che, l'estratto di ulivo ricco di HT possa essere applicato in modo sicuro a protezione da vari virus, compreso il SARS-CoV-2.
Pertanto, la crema contenente HIDROX può essere applicata topicamente come crema antivirale per le mani.

Bibliografia

Takeda Y. et alii. 2021,The SARS-CoV-2-Inactivating Activity of Hydroxytyrosol-Rich Aqueous Olive Pulp Extract (HIDROX®) and Its Use as a Virucidal Cream for Topical Application. Viruses, 13; 232. https://doi.org/10.3390/v13020232

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