L'arca olearia

Il tirosil oleato come potenziale marker di qualità dell'olio d'oliva

Il tirosil oleato come potenziale marker di qualità dell'olio d'oliva

La presenza di tale molecola è correlata all'aumento del difetto e all’aumento della concentrazione dei precursori sia durante i processi di irrancidimento, che di frangitura e gramolazione

16 aprile 2021 | Carmela Rachele

Il tirosolo è un noto antiossidante monofenolico presente in grande quantità nell’olio d’oliva e nelle acque dei reflui oleari.

I derivati del tirosolo, ed in particolare il tirosil oleato (Figura 1), sono meno attivi del tirosolo libero ma presentano una migliore affinità con i costituenti delle membrane cellulari. Le analisi sono state condotte utilizzando un sistema HPLC munito di una colonna cromatografica Discovery C18. Le analisi MS/MS sono state condotte per mezzo di uno spettrometro di massa in modalità negativa utilizzando il monitoraggio delle reazioni multiple (MRM). Per la determinazione del tirosil oleato una soluzione concentrata di analita è stata introdotta nel sistema LC-MS per infusione diretta.

Lo spettro di frammentazione ha registrato la presenza dello ione molecolare a m/z 401.2 e il suo frammento principale a m/z 281.3. Il tirosil oleato è stato ricercato in diverse matrici olearie: drupe, foglie, oli extravergini di oliva (cv Nocellara del Belice, Carolea,Dolce di Rossano), oli di oliva aziendali difettati, acqua di vegetazione e sansa. Per l’estrazione dei composti fenolici dalle matrici olearie sono stati utilizzati quattro metodi di laboratorio.

Il primo e il secondo metodo sono stati estremamente laboriosi e hanno richiesto un cospicuo consumo di solventi con una resa poco soddisfacente. Il terzo metodo che ha previsto l’utilizzo di una soluzione di metanolo e acqua ha fatto rilevare l’estere in piccole quantità. Il quarto metodo con l’utilizzo del n-esano ha evidenziato risultati simili al terzo metodo ma con una risposta cromatografica migliore (Figura 2).

I risultati ottenuti hanno dimostrato la presenza del tirosil oleato negli oli difettati (Figura 3), questi sono stati definiti tali dall’analisi sensoriale, classificando l’olio aziendale 1 come Vergine, l’olio aziendale 2 Lampante ed infine l’olio aziendale 3 Lampante. Inoltre, il tirosil oleato è stato rilevato nei sottoprodotti dell’industria olearia, come nell’olio di polverino di sansa (figura 4).

Dunque, questo lascia pensare che la presenza della molecola sia correlata all'aumento del difetto e all’aumento della concentrazione dei precursori sia durante i processi di irrancidimento, che di frangitura e gramolazione. Tale molecola evidentemente si forma in seguito a reazione di esterificazione catalizzata da un’opportuna esterasi presumibilmente attivata dal processo di frangitura, a partire dai precursori, l’acido oleico e il tirosolo.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano

C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto

08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Intelligenza artificiale in oliveto: possibile la diagnosi dell'occhio di pavone dell'olivo

Un gruppo di ricercatori turchi ha sviluppato un metodo ibrido che riduce del 95% i dati necessari per riconoscere l'occhio di pavone sulle foglie di olivo, mantenendo un’accuratezza del 99,7%. L’obiettivo? Portare l’intelligenza artificiale direttamente in campo, su dispositivi a batteria ed economici, senza dover passare per il cloud

08 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

La vulnerabilità economica degli oliveti tradizionali

Il termine “oliveto tradizionale” è largamente impiegato ma privo di una definizione scientifica condivisa. I parametri agronomici, come pendenza, densità di impianto, regime pluviale o irriguo, e le implicazioni per le politiche pubbliche e la certificazione degli oli di qualità

08 giugno 2026 | 12:00

L'arca olearia

Effetti dell’irrigazione con acque reflue non trattate sull’accumulo di plastificanti su olivo

Gli olivi hanno mostrato un’assorbimento limitato, con concentrazioni nei tessuti vegetali ben al di sotto delle soglie di sicurezza internazionali. I coefficienti di bioaccumulo ridotti suggeriscono una traslocazione scarsa dalla radice alle foglie

07 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Foglie longeve e frutti pesanti: cosa ci insegna l’olivo sulla variabilità tra cultivar

Un ampio studio condotto su 52 varietà di olivo, sia coltivate che selvatiche, ha misurato per quattro anni durata delle foglie, fenologia e peso dei frutti. Ne emerge che la longevità fogliare varia fino al doppio tra le varietà. Foglie e frutti seguono logiche funzionali in gran parte indipendenti

06 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Lotta biologica alla mosca dell’olivo mediante trappole e sistemi “Attract and Kill”

Stretta relazione tra andamento climatico e sviluppo della mosca dell'olivo. Efficacia della cattura massale e influenza sulla dinamica delle infestazioni. La correlazione statistica tra densità delle popolazioni adulte e danno osservato sulle olive

05 giugno 2026 | 16:00