L'arca olearia

I fenoli secoiridoidi dell'olio extra vergine d'oliva fondamentali nella lotta contro il cancro

I fenoli secoiridoidi dell'olio extra vergine d'oliva fondamentali nella lotta contro il cancro

Nel futuro composti come oleocantale, oleaceina, oleuropeina e ligstroside, componenti fenolici essenziali dell'extra vergine, saranno sempre più inseriti nelle terapie antitumorali, per via delle loro molteplici azioni benefiche

02 aprile 2021 | T N

La dieta mediterranea è una combinazione di alimenti principalmente ricchi di antiossidanti e nutrienti anti-infiammatori che hanno dimostrato di avere molti effetti positivi sulla salute, come sottolineato dal Cnr di Palermo.
L'olio extravergine d'oliva è una componente importante della dieta mediterranea. L'importanza dell'extra vergine può essere attribuita ai composti fenolici, rappresentati da alcoli fenolici, idrossitirosolo e tirosolo, e ai secoiridoidi, che includono oleocantale, oleaceina, oleuropeina e ligstroside (insieme agli agliconi e ai derivati glicosidici degli ultimi due). Ogni secoiridoide è stato studiato e caratterizzato, e i loro effetti sulla salute umana sono stati documentati da diversi studi.

I secoiridoidi hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antiproliferative e, pertanto, presentano un'attività anticancro.

Accanto alla sua ben documentata azione antinfiammatoria legata all'inibizione degli enzimi COX, studi preclinici hanno infatti anche definito la capacità dei secoiridoidi di modulare lo stato ossidativo delle cellule, svolta sia come antiossidanti che come pro-ossidanti in modo dose-dipendente. I risultati ottenuti finora, in modelli di cancro in vitro e in vivo, mostrano chiaramente che i secoiridoidi possono anche esercitare un'attività anticancro grazie alla loro capacità di indurre la produzione di radicali liberi.
Infatti, tutti i composti hanno mostrato la capacità di inibire la proliferazione cellulare e indurre l'apoptosi, anche se con obiettivi diversi, a seconda del modello tumorale. I secoiridoidi inibiscono vie essenziali per la proliferazione, come AKT e ERK, inducono l'apoptosi interferendo con l'espressione di proteine pro-apoptotiche, come Bax, o anti-apoptotiche Mcl1 e Bcl-xl, modulano la via dell'autofagia, e regolano le metalloproteinasi. Anche l'azione che svolgono sui meccanismi di base dell'EMT, che si traduce in invasività tumorale e metastasi, è rilevante. Infatti, mentre Tyr agisce sulle vie della β-catenina e del TGF-β nel cancro della mammella, nello stesso modello di cancro modula la via HER2/MET e riduce la vimentina inibendo significativamente il tasso di recidiva, il che rende questi composti sfruttabili nella terapia post-intervento.
Di particolare rilievo sono gli studi condotti in combinazione con altri farmaci chemioterapici (cioè, OC più lapatinib; OC più tamoxifene; Oleuropein più cisplatino o trastuzumab; Tyr più paclitaxel) che hanno evidenziato che l'aggiunta di secoiridoidi ha prodotto effetti sinergici nel ridurre la proliferazione delle cellule tumorali. Inoltre, i secoiridoidi non sono risultati citotossici per le cellule sane.

Molti studi clinici recenti, completati o in corso, sono stati sviluppati per valutare gli effetti dell'extra vergine e della dieta mediterranea come supporto ai protocolli terapeutici in diversi tipi di neoplasie. Sono in corso studi per valutare i miglioramenti della funzione metabolica, del peso corporeo e della sopravvivenza in pazienti con cancro alla prostata, per studiare la prevenzione del cancro al seno e per testare la sua capacità di modulare gli effetti collaterali e alleviare la fatica legata al cancro in pazienti sottoposti a chemioterapia.
Uno studio clinico è attualmente in corso per valutare gli effetti dell'assunzione alimentare di olio d'oliva ricco di oleocantale sulla progressione della malattia in pazienti con leucemia linfocitica cronica (CCL). Uno degli scopi di questo studio clinico è anche quello di studiare il meccanismo anticancro dell'extra vergine fenolo oleocantale nella neoplasia.

Il gran numero di risultati significativi che emergono da tutti i dati riportati rendono i secoiridoidi efficaci agenti anticancro, sia da soli che in combinazione con altri farmaci, adatti ad un uso più significativo nelle terapie future.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Spettroscopia terahertz per smascherare le frodi nell’olio extravergine: riconosce anche gli oli di qualità inferiore

Le potenzialità della spettroscopia nel dominio del tempo (THz-TDS) per individuare adulterazioni dell'olio extravergine di oliva con oli raffinati e prodotti scaduti. Una prospettiva interessante per sviluppare controlli rapidi e non distruttivi contro le frodi olearie

03 novembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Estraibilità dell’olio dalle olive: il ruolo dell’acqua, delle emulsioni e delle scelte in frantoio

La resa in olio non dipende soltanto dalla quantità di grassi presenti nelle olive, ma anche dalla facilità con cui possono essere liberati e separati dalla pasta. Umidità del frutto, maturazione, cultivar, frangitura, gramolazione e centrifugazione determinano l’efficienza estrattiva, con effetti diretti sui costi di lavorazione

03 novembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Forze di resistenza al distacco delle olive: perché il frutto si stacca (o non si stacca)

Uno studio condotto su 21 cultivar di olivo dimostra che a determinare la resistenza del frutto non è la cultivar in sé, ma soprattutto la dimensione del frutto e il diametro del peduncolo. La resa per pianta, invece, non incide direttamente

02 novembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

L’Unione europea dimentica l'olio di Coratina nella deroga sul limite degli steroli

Il Regolamento europeo 2026/2358 del 21 agosto 2026 prevede le deroghe per il contenuto di steroli totali a 800 mg/kg per Koroneiki e Nocellara del Belice ma dimentica l’accordo al Consiglio Oleicolo Internazionale sulla Coratina

02 novembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Le riserve di carboidrati non determinano l’alternanza produttiva dell’olivo

Messa in discussione l’ipotesi secondo cui l’alternanza produttiva dipenda dall’esaurimento delle riserve durante le annate di carica: anche con una riduzione del 75-100% dei frutti, l’accumulo di carboidrati aumenta soltanto in misura limitata

01 novembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Occhio di pavone dell'olivo: dalla diagnosi alla difesa integrata

Spilocaea oleaginea, agente dell'occhio di pavone, riduce clorofille e carboidrati delle foglie, ma che azoxistrobina e ossicloruro di rame, applicati con la giusta cadenza, contengono l'infezione e recuperano la funzionalità fotosintetica

31 ottobre 2026 | 12:00