L'arca olearia

L'origine della Casaliva e il legame indissolubile col territorio del Garda

Nuovi elementi per l’interpretazione dei fenomeni di scarsa o abbondante produzione delle olive nell’Alto Garda trentino dopo l'analisi di oltre cento piante di olivo tra i 204 e 584 anni e 151 alberi più giovani

11 gennaio 2021 | C. S.

Il legame della varietà Casaliva con il territorio dell’Alto Garda è evidenziato da una serie di analisi genetiche condotte nei laboratori di San Michele che ha riguardato oltre cento piante di olivo tra i 204 e 584 anni e 151 alberi più giovani, facendo luce sulla composizione varietale. La forte prevalenza della varietà Casaliva sia nei vecchi oliveti che negli impianti più recenti, inclusi i più antichi patriarchi, sostiene quindi l’impegno a produrre un olio di fatto monovarietale.

L’indagine genetica è stata attuata nell’ambito di un accordo di ricerca sottoscritto tra Fondazione Edmund Mach e Agraria Riva del Garda che ha permesso di far emergere chiaramente l’antica presenza della Casaliva nell’areale più a nord della coltivazione tradizionale di olivo in Europa. Considerando la scarsa propensione dell’olivo a generare frutti per autofecondazione è necessario il polline di altre cultivar per portare a termine la fruttificazione. La ricerca pubblicata sulla rivista Genes e per la quale ha collaborato il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (Unitrento–FEM) ha inoltre indagato la provenienza del polline che porta alla formazione delle olive dai fiori di Casaliva. Ebbene, l’analisi degli embrioni estratti da 550 noccioli di Casaliva ha rivelato che oltre il 90% delle olive si sviluppa dalla fecondazione con polline di altre varietà presenti sporadicamente nella zona. Tra queste compaiono cultivar note, come il Pendolino (10% dei casi) ma soprattutto varietà di olivo che non corrispondono a cultivar conosciute, con frequenze diverse nelle varie località considerate (Monte Brione, Arco, Torbole, Linfano, Fraveggio). I risultati di questo studio introducono nuovi elementi per l’interpretazione dei fenomeni di scarsa o abbondante produzione delle olive nell’Alto Garda trentino, suggerendo l’adozione di piante impollinatrici di identità certa con caratteristiche di fioritura contemporanee a quelle della Casaliva ai fini di favorire la fecondazione efficace della varietà predominante.

Nel quadro complessivo delle attività svolte da FEM a supporto del comparto olivicolo trentino va segnalata l’attività di sperimentazione sulla gestione sostenibile della mosca olearia che ha visto la collaborazione di FEM, Agraria di Riva e PAT per cercare soluzioni tecniche di controllo migliorative, la gestione ottimale dell’irrigazione nei periodi di siccità che talvolta si verificano in prossimità della raccolta e, la carta di identità isotopica che è in grado di identificare univocamente l’olio extravergine d’oliva del Garda Trentino, nonché il protocollo di produzione per esaltare le caratteristiche nutrizionali e sensoriali dell’olio Casaliva. Tutte queste attività sono contenute e valorizzate in una pubblicazione appena uscita, edita da FEM, che sintetizza le ultime ricerche e sperimentazioni sviluppate negli ultimi anni.

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