L'arca olearia

Trovati i geni coinvolti nella resistenza alla verticillosi dell'olivo

Trovate differenze genetiche tra diverse varietà nelle regioni di sette geni precedentemente conosciuti con il loro coinvolgimento nei meccanismi di difesa delle piante contro il Verticillium dahliae

09 dicembre 2020 | T N

I ricercatori dell'Istituto di ricerca e formazione agricola e della pesca dell'Andalusia, Ifapa, Alameda del Obispo (Córdoba) hanno trovato variazioni genetiche legate alla resistenza alla verticillosi in diverse varietà di olivi.

Durante il loro studio, i ricercatori hanno osservato che ci sono più geni coinvolti nella risposta all'infezione da V. dahliae e anche diversi meccanismi di risposta. In questo modo non si può parlare di un solo gene presente nell'olivo, ma di un intero insieme di geni che sono responsabili della costruzione di diverse barriere protettive e che possono variare tra i diversi genotipi.
L'identificazione dei geni coinvolti nella resistenza alla verticillosi aiuta nella creazione di marcatori che facilitano il processo di selezione e identificazione di nuove varietà

Gli esperti hanno analizzato le differenze genetiche nelle regioni di 7 geni precedentemente conosciuti con il loro coinvolgimento nei meccanismi di difesa delle piante contro il V. dahliae.

A seguito dei test, gli esperti sottolineano che i geni TLP1 e PFN2 hanno mostrato variazioni genetiche che sono adatte per l'uso in futuri lavori di selezione.
La prima, per la sua utilità nel differenziare altre sottospecie e la seconda, perché potenzialmente correlata alla resistenza alle malattie.
Alcune di queste risposte possono essere barriere fisiche, come la lignina, una sostanza presente nelle pareti cellulari che impedisce al fungo di entrare nella pianta.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Campi elettrici pulsati per l’olio extravergine d'oliva: più fenoli e un aroma verde più intenso

La tecnologia dei campi elettrici pulsati modifica il profilo qualitativo e aromatico dell’olio vergine di oliva. Il trattamento favorisce l’estrazione dei composti fenolici e la via enzimatica della lipossigenasi, aumentando del 48,4% il contenuto di (E)-2-esenale, molecola associata alle note verdi

28 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Acetamiprid e flupyradifurone nell’olio d'oliva: cosa succede ai residui dopo il trattamento contro la mosca dell'olivo

Acetamiprid e flupyradifurone sono insetticidi sistemici con un comportamento chimico molto diverso da quello dei principi attivi fortemente lipofili. Il semplice trascorrere dei giorni dopo il trattamento non è sufficiente, da solo, per prevedere la concentrazione finale: dose, epoca di applicazione, sviluppo della drupa, condizioni meteorologiche e processo di estrazione incidono sulla residualità

28 settembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Dalle acque reflue dei frantoi un concentrato di polifenoli per fortificare il succo di arancia rossa

Un sistema di filtrazione a membrane consente di recuperare dall’acqua di vegetazione elevate quantità di idrossitirosolo e altri composti bioattivi. Un concentrato ottenuto per osmosi inversa, aggiunto al succo di arancia rossa, ha mantenuto attività antiossidante e caratteristiche sensoriali accettabili anche dopo 60 giorni di conservazione refrigerata

28 settembre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53: stessa origine per il batterio in Italia e in Francia

Un’analisi genomica delle popolazioni di Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53 rinvenute in Francia evidenzia una stretta parentela con i ceppi italiani. I risultati suggeriscono che alcuni isolati francesi potrebbero derivare dallo stesso evento di introduzione che ha interessato l’Italia

27 settembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva miscelato con oli di semi, ecco i tre semplici parametri per smascherare la frode

Acidità, perossidi, coefficienti di estinzione UV, pigmenti e polifenoli possono essere utilizzati insieme per individuare l’aggiunta di oli di soia, girasole e mais all’olio extravergine di oliva. K268, contenuto fenolico e attività antiossidante siano particolarmente informativi

27 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Funghi nematofagi nei suoli degli oliveti del Mediterraneo: ecco perché il clima conta più della gestione biologica

Il ruolo dei funghi nematofagi, predatori naturali dei nematodi parassiti delle piante, negli agroecosistemi olivicoli. La loro presenza e attività non dipendono tanto dal metodo di coltivazione (biologico vs convenzionale), quanto piuttosto da fattori climatici e pedologici, in particolare dall'aridità

26 settembre 2026 | 11:00