L'arca olearia

Un modello Favolosa per il rilancio della Puglia e dell'Italia olivicola

Un modello Favolosa per il rilancio della Puglia e dell'Italia olivicola

È boom FS-17 – Favolosa per gli olivicoltori italiani: nel periodo 2017-2020 vendute quasi 1,3 milioni di piante. Su quasi 800mila c’è la firma del Consorzio Oliveti d’Italia. Non solo una cultivar ma un modello produttivo

03 dicembre 2020 | Nicola Ruggiero

L’arma della speranza nelle mani degli olivicoltori della Puglia, e del Salento in particolare, alle prese col flagello della xylella.
Ma, più in generale, un modello razionale, sostenibile e conveniente adattabile a qualsiasi forma di allevamento e a ogni sistema produttivo in base alla localizzazione del terreno, alle sue caratteristiche e alle dimensioni aziendali.

Puntare sulla Fs-17, per tutti la Favolosa, varietà certificata dal Cnr e nata dall’incrocio tra la “Frantoio” e l’“Ascolana tenera”, significa proiettarsi nel futuro, rispettando la biodiversità e mantenendo inalterata la grande qualità della tradizione olivicola italiana.
La cultivar, come noto, è considerata la più resistente al terribile batterio importato dal Sudamerica, già presente in molte aree olivicole del Mediterraneo, che ha distrutto il patrimonio olivicolo salentino e che rischia di mettere a repentaglio, con la sua avanzata, il vero polmone olivicolo italiano rappresentato dalle province di Bari e Bat.

Il Consorzio Oliveti d’Italia lavora da più di 15 anni alla creazione di un “modello Favolosa”, un percorso virtuoso che consenta agli imprenditori di investire senza esitazioni in un piano che è a tutti gli effetti win win, come dimostrano chiaramente i numeri che parlano meglio di qualsiasi altro esempio.
Fs-17 si distingue per l’elevata attitudine alla propagazione per talea, il rapido accrescimento in campo con inizio di fruttificazione già al secondo anno di piantagione (10%) e l’evoluzione rapida di incremento produttivo che porta la produzione al 50% nel terzo anno (60 quintali), 80% nel quarto anno (96 quintali) e 100% dal quinto anno in poi.

La pianta non soffre della ciclicità produttiva degli impianti tradizionali e, a regime, arriva a produrre in media 120 quintali di olive per ettaro, da raccogliere a inizio ottobre.
Ipotizzando la piantumazione su un ettaro di 800 piante a sesto 5 x 2,5 Nord-Sud, l’investimento complessivo previsto ammonterebbe a poco più di 7300 euro suddivisi tra lavorazione del terreno, concimazione di fondo e livellamento (1000 euro), acquisto delle piante, pali, tiranti, basi in calcestruzzo, tutore e piantumazione (circa 4800 euro), sistema di irrigazione (1500 euro circa).

I costi per la manutenzione e la gestione dell’impianto si aggirerebbero attorno a 1000 euro per i primi due anni, per poi salire lentamente fino ai circa 1650 euro dal quinto anno in poi comprendendo manodopera e raccolta meccanizzata con apposita scavallatrice che impiega circa 2 ore ad ettaro.

Calcolando la vendita di olive prodotte ad un costo medio di 70 euro al quintale, media dei prezzi registrati negli ultimi 5 anni, l’investimento complessivo, compreso delle spese di gestione, produrrebbe utili già a partire dal quarto anno di produzione dell’impianto.
Quale uliveto riesce a dare ricavi reali in meno di cinque anni?
Senza contare naturalmente, come auspicabile, che l’eventuale decisione di trasformare le olive in olio e di vendere il prodotto potrebbe portare a guadagni nettamente superiori.

L’olio extravergine d’oliva di Favolosa, infatti, è caratterizzato da un fruttato medio intenso, con piccante che prevale sull’amaro e note di erba tagliata, mela, pomodoro fresco e, leggermente, di carciofo, con un alto contenuto di polifenoli antiossidanti ed un gusto accattivante per la stragrande maggioranza dei consumatori che prediligono sapori delicati.
La lenta e inesorabile agonia del comparto olivicolo italiano, causato sicuramente da problemi fitosanitari gravi ma anche, e soprattutto, dall’assenza di una visione politica e strategica del settore, può essere ribaltata con idee, lavoro e coraggio, elementi di cui sono dotati tutti gli olivicoltori italiani.

Il modello Favolosa che mettiamo a disposizione degli uomini e delle donne che amano la nostra terra consente all’olivicoltura di guardare con fiducia al futuro e il Consorzio Oliveti d’Italia continua ad essere pioniere di questa visione differente basata su qualità, innovazione e competitività.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Quando e come potare l'olivo: ridisegnato il calendario agronomico

La potatura dell'olivo post-fioritura non penalizza la produzione e riduce l'emissione di succhioni, aprendo nuovi scenari per la gestione degli oliveti. Lo studio condotto nelle Marche su tre cultivar italiane 

22 aprile 2026 | 16:00

L'arca olearia

Remolido di Coratina: le differenze nell'olio di oliva tra prima e seconda estrazione

La seconda estrazione può portare a recuperare il 50% dell'olio di oliva contenuto nella sansa ma il remolido mostra un aumento significativo degli acidi grassi liberi, del numero di perossidi e degli indici spettrofotometrici, indicatori di fenomeni ossidativi e idrolitici più marcati

22 aprile 2026 | 13:00

L'arca olearia

Snack funzionali e sostenibili grazie ai sottoprodotti dell'olio di oliva

L’aggiunta di pâté di oliva determina un aumento significativo del contenuto fenolico totale e dell’attività antiossidante. Nonostante la degradazione termica durante la cottura i livelli finali restano nettamente superiori rispetto allo snack convenzionale

22 aprile 2026 | 09:00

L'arca olearia

Occhio di pavone dell'olivo: strategie di intervento e risultati

L’integrazione di prodotti a elevata persistenza nelle fasi autunnali e primaverili, associate a elevata piovosità, e l’utilizzo di formulati a pronto effetto nelle fasi iniziali dell’infezione dell'occhio di pavone dell'olivo, rappresentano un modello di difesa razionale ed efficace

21 aprile 2026 | 13:00

L'arca olearia

Alternanza di produzione dell'olivo: l'effetto della potatura e del trattamento con acido naftaleneacetico

Si può ridurre l'alternanza di produzione dell'olivo intervenendo post fioritura, favorendo i germogli vegetativi. La riduzione dell'alternanza di produzione non incrementa complessivamente la quantità di olive prodotte negli anni

20 aprile 2026 | 15:00

L'arca olearia

Da due a tre fasi in un click: ecco la nuova generazione di decanter per l'estrazione dell'olio d'oliva

La separazione delle fasi richiede sistemi ad alta efficienza capaci di operare in condizioni variabili di carico e composizione della pasta d'oliva. L’ottimizzazione del processo richiede un controllo accurato di diversi parametri

20 aprile 2026 | 12:00