L'arca olearia
Scoperti geni chiave per la sintesi dell'oleuropeina nell'oliva
La sintesi dell’oleuropeina nell'olivo coinvolge passaggi biochimici diversi da quelli ipotizzati in letteratura e che la caratterizzano in modo unico
20 novembre 2020 | C. S.
L’olivo (Olea europea) è una specie di grande valore economico, nutrizionale e culturale. Le caratteristiche salutistiche ed edonistiche dell’olio di oliva dipendono in larga misura dalla presenza di una classe di metaboliti secondari chiamati secoiridoidi: tra questi, spicca per importanza e notorietà l’oleuropeina.
L’Istituto di bioscienze e biorisorse (Ibbr) del Cnr di Perugia, da anni impegnato con il gruppo di ricerca coordinato da Luciana Baldoni in attività di analisi e caratterizzazione della diversità olivicola e del controllo genetico dei caratteri di rilevanza agronomica e qualitativa, ha contribuito all’identificazione di numerosi geni coinvolti in importanti pathway metabolici attraverso diversi approcci di genomica e trascrittomica. In particolare, è recentemente riuscito a isolare e caratterizzare funzionalmente diversi geni, tra i quali uno della via biosintetica dell’oleuropeina (Alagna et al. 2016; JBC 291(11):5542-54), anche grazie alla collaborazione stabilita con il gruppo della Prof. Sarah O’Connor del Department of Natural Product Biosynthesis presso Max Planck Institute for Chemical Ecology (MPI CE), Jena (Germania).
Grazie a una borsa short-term finanziata dal Cnr, la dottoressa Ornella Calderini (Cnr-Ibbr), operando in collaborazione i colleghi tedeschi, ha contribuito alla scoperta di due ulteriori enzimi della via biosintetica degli iridoidi di olivo. Questi enzimi portano alla formazione dell’oleoside 11-methyl estere (gene OeOMES), precursore dell’oleuropeina e della secoxiloganina (gene OeSXS). Il lavoro, realizzato da un gruppo multidisciplinare di cui fa parte anche la dott.ssa Fiammetta Alagna di Enea Trisaia (MT), è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista New Phytologist (http://dx.doi.org/10.1111/nph.16975).
Questi studi hanno permesso di stabilire che la sintesi dell’oleuropeina in olivo coinvolge passaggi biochimici diversi da quelli precedentemente ipotizzati in letteratura e che caratterizzano in modo unico la via biosintetica degli iridoidi in questa specie rispetto a quella stabilita in altre specie vegetali. Una scoperta che potrà contribuire alla definizione di nuove strategie di valutazione del germoplasma e di miglioramento genetico dell’olivo, per incrementare il contenuto di oleuropeina e di altri composti secoiridodi e, di conseguenza, migliorare la qualità e le proprietà salutistiche degli oli extra vergine di oliva.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
L’olivo e i suoi parenti selvatici: un viaggio tra tassonomia e storia naturale
L’olivo coltivato (Olea europaea subsp. europaea) è uno degli alberi più iconici del Mediterraneo, ma il suo “albero genealogico” include numerosi parenti selvatici distribuiti tra Africa, Asia e isole atlantiche
13 giugno 2026 | 10:00
L'arca olearia
La firma chimica dell'olio extravergine di oliva italiano svelata dalle tecniche analitiche avanzate
Un innovativo studio condotto dall’Università di Siena dimostra come la combinazione di analisi elementare e profilo metabolico possa migliorare l’accuratezza dei modelli di zonizzazione dell’olio extravergine di oliva italiano, superando le difficoltà legate alla debole correlazione diretta tra suolo e prodotto finito
12 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Mosca delle olive fuori stagione: l'importanza della dinamica di popolazione in primavera
Il ruolo cruciale della generazione primaverile della mosca dell'olivo. Il un cambio di paradigma: interventi mirati in inverno e primavera per ridurre drasticamente le infestazioni estive e autunnali, limitando l’uso di insetticidi e aumentando l’efficacia della lotta integrata
12 giugno 2026 | 15:00
L'arca olearia
Ondate di calore e siccità, ecco come cambia la fisiologia dell’olivo
L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore rappresenta una delle principali sfide per l’olivicoltura mediterranea. Temperature superiori a 40 °C riducono significativamente la capacità fotosintetica dell’olivo, aggravando gli effetti della carenza idrica
12 giugno 2026 | 14:00
L'arca olearia
L’impronta fenolica dell’olio extravergine di oliva si decide nelle prime tre settimane dopo la fioritura
L’attività di due enzimi chiave determinano la quantità di tirosolo e idrossitirosolo che saranno presenti nell'oliva e, infine, nell’olio. Durante la successiva maturazione, questi geni si spengono e il patrimonio fenolico dell’olio è essenzialmente un “residuo” di quanto accumulato nei primissimi stadi di sviluppo della drupa.
12 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Monitoraggio rapido dell’adulterazione dell’olio extravergine di oliva con oli vegetali più economici
Analizzate miscele di olio extravergine di oliva con olio di soia, olio di girasole e olio di mais alle concentrazioni del 2%, 5% e 10%. I parametri chiave per il rilevamento dell’adulterazione nei valori di K268, nel contenuto fenolico totale e nell’attività antiossidante
12 giugno 2026 | 11:00