L'arca olearia
Produzione di olio d'oliva in Italia sotto le 300 mila tonnellate: male il Sud
Difficoltà in Puglia, Calabria e Sicilia con produzioni in flessione non compensate dal maggior carico di frutti nel Centro-Nord
29 settembre 2020 | C. S.
Sebbene ancora prematuro, lo scenario produttivo della campagna in corso sembra abbastanza delineato, con una flessione che al momento si stima di oltre il 20% rispetto alle 366 mila tonnellate della campagna precedente, attestandosi quindi su una produzion di olio di circa 290 mila tonnellate secondo Ismea.
A grandi linee, si dovrebbe avere una flessione importante al Sud, non debitamente compensata dalla maggior produzione del Cento Nord, vista anche la differenza di peso delle due aree. Alternanza fisiologica e qualche problema legato alle condizioni climatiche alla base di tale risultato.
In generale nell'Italia centro-settentrionale si è verificata un'ottima fioritura. Le piogge estive, anche se abbondanti, non hanno sino ad ora compromesso il buon risultato. Si stima, pertanto, una produzione abbondante e di qualità.
Discorso opposto, invece, al Sud a partire dalla Puglia settentrionale dove ha influito innanzitutto una fisiologica alternanza dopo l'abbondante produzione dello scorso anno. Flessione particolarmente consistente negli areali dove si è raccolto fino a molto tardi (febbraio). Nonostante un autunno ed un inverno caratterizzati da una siccità importante, lo stato vegetativo delle piante è apparso in buone condizioni anche grazie al supporto fitosanitario. La fioritura, invece, è stata ridotta e in tema di allegagione si segnalano fenomeni di distaccamento del peduncolo con conseguente caduta del frutto, per ora non eccessivi e dovuti probabilmente agli "sbalzi termici". Tuttavia, nel complesso, le olive non hanno subito forti infestazioni da parte della mosca delle olive, pertanto si otterrà un olio di alta qualità.
Permangono nel Salento le problematiche legate alle perdite degli oliveti a causa della Xylella.
Poco ottimismo anche aree della Calabria dove, compatibilmente con l'alternanza produttiva, si è avuta una fioritura ed una allegagione di buon livello, in parte ostacolati da piogge consistenti e conseguente umidità nel periodo di maggio-giugno.
In anticipo, rispetto alla media, anche lo sviluppo vegetativo in Sicilia, con una produzione che al momento non sembra discostarsi troppo da quella dello scorso anno, ma lontana dall'essere considerata di carica.
Nel contesto internazionale, il principale competitor italiano, la Spagna, prevede un'annata buona ma non all'altezza delle aspettative di qualche mese fa a causa della mancanza di piogge. Per la Grecia e Tunisia si stima, invece, una riduzione ("scarica" fisiologica).
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