L'arca olearia
Il telefono cellulare per determinare il contenuto di olio e acqua dell'oliva
L'analisi della texture di un'immagine digitale delle olive macinate, scattata tramite smartphone, permette di prevedere il contenuto di grasso e l'umidità delle olive, utile a stabilire il prezzo del lotto ma anche l'efficienza del frantoio
06 luglio 2020 | R. T.
Il Ministero andaluso dell'agricoltura, dell'allevamento, della pesca e dello sviluppo sostenibile, attraverso l'Istituto di ricerca e formazione per l'agricoltura e la pesca (Ifapa), ha concluso con successo due progetti di ricerca sul miglioramento della qualità delle olive e dell'olio d'oliva.
Il primo prevede la progettazione di un metodo rapido per determinare il contenuto di umidità e impurità negli oli d'oliva vergini attraverso la visione artificiale e il secondo un metodo che permette un'analisi del contenuto di grasso dell'oliva attraverso un telefono cellulare.
Il contenuto di olio e di acqua nell'oliva sono parametri fondamentali, sia per l'olivicoltore che per il frantoio, in quanto determinano non solo la resa dei lotti come base per stabilire il prezzo del raccolto, ma anche l'efficienza dell'estrazione dell'olio nel frantoio, cioè la resa industriale del processo.
La nuova metodologia proposta da Ifapa permette di conoscere, in pochi minuti e con un'attrezzatura che normalmente è presente nei laboratori d'analisi (trattandosi di una bilancia e una centrifuga di laboratorio e l'ausilio di una videocamera), il contenuto di umidità e impurità. Ciò è possibile grazie all'utilizzo di un'applicazione di visione artificiale (Roborealm) che, dopo aver pesato e centrifugato il campione di olio da analizzare e attraverso un'immagine, riesce a catturare l'area in pixel corrispondente al deposito di umidità e impurità sul fondo del tubo della centrifuga. Utilizzando questa tecnologia, le immagini dei campioni di olio d'oliva vergine sono state analizzate in un'ampia gamma di valori di umidità e impurità.
Gli attuali metodi ufficiali per determinare sia l'umidità (metodo del forno, ISO 662) che le impurità solubili (estrazione con solvente tramite Shoxlet, ISO 663), si caratterizzano per essere una metodologia lenta (fino a più di 24 ore in alcuni campioni), che per una notevole spesa sia in solventi organici che in energia.
La seconda delle metodologie riguarda la determinazione e il controllo del contenuto di grasso dell'oliva. A tal fine sono stati sviluppati modelli basati sull'analisi GLCM (Gray Level Co-Currence Matrix) della texture di un'immagine digitale delle olive macinate, scattata tramite smartphone, che permettono di prevedere il contenuto di grasso e l'umidità delle olive. Quando l'oliva viene frantumata per estrarre l'olio, la massa risultante ha una struttura meccanica caratteristica e visivamente differenziabile, che è fortemente influenzata dal contenuto di acqua e olio. L'analisi GLCM delle immagini digitali di questa massa terrestre può fornire informazioni sulle sue caratteristiche.
Approfittando di questa tecnologia, sono state analizzate immagini di masse di olivo in un'ampia gamma di valori di contenuto di grasso e di umidità, scattate con un telefono cellulare in condizioni certe e fisse. Si tratta di uno studio pionieristico, poiché attraverso l'analisi delle immagini acquisite con il cellulare sarà possibile estrarre dalla massa olivicola informazioni di interesse, in modo rapido e non distruttivo, come aiuto nel processo decisionale di ottimizzazione dell'estrazione dell'olio vergine di oliva.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva e blockchain: tutelare il Made in Italy con la tecnologia
L’adozione della blockchain nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano potrebbe diventare una svolta contro le frodi e per la valorizzazione del Made in Italy. Superare lo scetticismo iniziale e concentrarsi su facilità d’uso, innovazione personale e condizioni strutturali delle aziende
11 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Zeolite in olivicoltura sostenibile: controllo della rogna e resilienza alla siccità
La zeolitite ricca di chabasite si conferma un materiale multifunzionale per l’olivicoltura mediterranea. I risultati di una ricerca in Italia e Spagna mostrano che la zeolitite riduce l’uso di rame e fertilizzanti sintetici, migliorando la sostenibilità agronomica
11 giugno 2026 | 11:00
L'arca olearia
Deficit idrico severo nell’olivicoltura in clima temperato: effetti sui composti biofenolici, sui pigmenti e sul profilo degli acidi grassi nell’olio d'oliva
La disponibilità idrica rappresenta uno dei fattori abiotici più influenti sulla qualità dell’olio di oliva. L’olio ottenuto in condizioni di deficit idrico severo ha mostrato concentrazioni significativamente più elevate di acido p-cumarico, acido ferulico, clorofille totali e β-carotene, mentre l’irrigazione ha favorito idrossitirosolo, tirosolo e fenoli totali. Il profilo degli acidi grassi è risultato alterato
10 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Solfiti in frantoio: è possibile fermare l’ossidazione dell’olio d’oliva
Sebbene l’uso sia vietato nella produzione di olio vergine ed extravergine, un nuovo studio ha valutato l’efficacia del metabisolfito di potassio nel bloccare la degradazione ossidativa. Aggiunto durante la frangitura o la gramolazione, l’additivo azzera i perossidi già a 1500 ppm, ma riduce fino al 33% il contenuto di fenoli totali
10 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?
Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica
09 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano
C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto
08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli