L'arca olearia
Oli extra vergini di oliva Dop e delle marche più vendute alla prova del laboratorio e del panel test
Un gruppo di ricercatori ha analizzato, mediante tecniche standard e innovative, 18 oli a denominazione di origine e 25 blend commerciali, scelti tra le marche più consumate nel 2016 in Italia. Gli oli commodity, avevano, in molti campioni, grandi quantità di molecole generalmente indesiderate
10 gennaio 2020 | Alessandro Vujovic
Un gruppo di ricercatori ha analizzato, mediante tecniche innovative di analisi cromatografica combinando la gascromatografia monodimensionale-spettrometria di massa (GC-MS) e gas cromatografia bidimensionale con spettrometria di massa a tempo di volo (GC×GC-TOF-MS), due gruppi di olio extravergine di oliva.
Per continuare a leggere l'articolo è necessario un abbonamento a TN Plus
ACCEDI O REGISTRATI E ABBONATI ADESSOPotrebbero interessarti
L'arca olearia
La cocciniglia mezzo grano di pepe dell'olivo: strategie di monitoraggio e controllo per una gestione sostenibile
I due picchi annuali (primavera/inizio estate), la presenza di predatori naturali utili e la superiorità dei piretroidi. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori sulla scelta dei prodotti e sui tempi ottimali di intervento
13 agosto 2026 | 12:00
L'arca olearia
Nuova strategia contro l'occhio di pavone: niente più trattamenti a calendario, si interviene solo con pioggia e umidità
La ricerca israeliana rivoluziona la difesa dell'olivo: basta con gli interventi fissi in autunno. Ecco i tre parametri ambientali che dicono quando è davvero il momento di trattare
12 agosto 2026 | 11:00
L'arca olearia
L'utilizzo del talco micronizzato nell'estrazione dell'olio d'oliva: un'opportunità per le paste difficili
Le conseguenze della scelta di raccogliere precocemente le olive sono drammatiche in termini di resa estrattiva. Mentre i frutti possono contenere oltre il 20% di olio, le rese che si ottengono da paste difficili sono notevolmente inferiori
11 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Scatta l’allerta lebbra dell'olivo: monitoraggio e prevenzione decisivi
Con l’inizio dell’invaiatura aumenta il rischio di lebbra dell'olivo, una patologia fungina che può compromettere la produzione e la qualità dell’olio. Piogge, elevata umidità e temperature favorevoli possono accelerare le infezioni
10 agosto 2026 | 13:45
L'arca olearia
Il boro nell'olivicoltura: quando la concimazione non fa la differenza
Uno studio rivela che la concimazione borata, sia al suolo che per via fogliare, non incrementa i livelli di boro nelle foglie degli olivi adulti. Tuttavia, emerge chiaramente il fenomeno della rimobilizzazione del nutriente dalle foglie verso i fiori, un aspetto cruciale per la comprensione della fisiologia dell'olivo
10 agosto 2026 | 09:00
L'arca olearia
La crisi dell’olio di oliva italiano è ora! Ma i frantoiani sono rimandati al Ministero del Made in Italy e soldi forse all'autunno
La situazione del sistema olivicolo-oleario italiano è precaria con la campagna olearia che si avvicina sempre più. Nessun fondo emergenziale stanziato dal governo che vara invece il Piano Olivicolo Nazionale e il ColtivaItalia alla Camera. Le questioni dei frantoiani di competenza del Ministro Urso. Ne abbiamo parlato col Sottosegretario Patrizio La Pietra
07 agosto 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registratimaria lisa clodoveo
11 gennaio 2020 ore 13:23Gli oli commodity, avevano, in molti campioni, grandi quantità di molecole generalmente indesiderate ... è la prova che non esiste l'olio di qualità a basso prezzo. I consumatori si illudono che sia possibile ottenere il meglio senza corrispondere un controvalore. Non fingiamo di non sapere che ciò che non si paga subito con il denaro si pagherà in seguito in salute e ambiente.
francesco Donadini
11 gennaio 2020 ore 09:47Scusate, faccio fatica a capire lo scopo di un articolo del genere! Sembra, per analogia, una partita di calcio finita 10 a 0. Al di là del risultato si va ad analizzare la fatica presente nelle 44 gambe degli atleti per scoprire e dichiarare che c'è analogia tra fatica spesa e la vittoria ottenuta, chi si era allenato meglio ha vinto! Cerchiamo di fare buona, corretta e comprensibile comunicazione verso il consumo consapevole dell'olio EVO, non esiste paragone vitale e salutare tra un olio EVO da 3 euro e uno da 30 Euro!!!
Alessandro Vujovic
16 gennaio 2020 ore 01:11Innanzitutto mi permetta ma, un'informazione è non corretta, quando si accusa un prodotto senza averne gli elementi per esprimere un giudizio. In questo caso, si è dimostrato, al di là della maschera che lo tutela, nella fattispecie la dicitura di "OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA", la presenza di molecole che normalmente si ritrovano in oli difettati, ma che la concentrazione è tale da non essere percepiti all'assaggio e tali da non alterare i parametri merceologici classici. Questa chimica altamente sofisticata, che vede separatamente singole molecole, mi permette di risalire allo scarso stato di salute del frutto (ammassato, temperature e tempi inadatti di conservazione, parassiti, putrescente...? decida lei) ma non frutto sano premessa necessaria, ma non sufficiente, per un olio di alta qualità.