L'arca olearia
Non solo glifosato, l'impatto ambientale del diserbo degli oliveti
L'utilizzo del diserbo sugli oliveti in Spagna è pratica molto comune e applicata sistematicamente. Tra i principi attivi più utilizzati vi sono la terbutilazina e l'oxyfluorfen. Quest'ultimo può contaminare le acque superficiali anche nel lungo termine
26 aprile 2019 | R. T.
L'utilizzo del diserbo negli oliveti, in particolare sulla fila, è pratica comune in Spagna dove vengono utilizzati diversi diserbanti durante l'anno.
Non solo il disseccante glifosato, quindi, ma anche la terbutilazina e l'oxyfluorfen. Il primo è un erbicida selettivo ad azione sistemica che viene assorbito per via radicale. Essendo poco solubile resta localizzato negli strati superficiali. Persiste nel terreno per 4-12 mesi. Il secondo è un erbicida selettivo ad azione di contatto. Esplica una migliore azione in terreno di medio impasto con basso contenuto di sostanza organica. L'efficacia e la persistenza di questo principio attivo sono esaltate durante il periodo autunno-primaverile. Persiste nel terreno per 2-4 mesi.
E' quindi evidente che è soprattutto l'oxyfluorfen a essere utilizzato in vece del glifosato, lasciando alla terbutilazina la funzione di diserbante invernale-primaverile di lungo termine.
I casi di contaminazione delle acque superficiali da erbicidi nelle zone in cui sono stabiliti gli oliveti spagnoli non sono infrequenti.

L'Instituto de Recursos Naturales y Agrobiología di Siviglia ha quindi cercato di comprendere i processi del suolo che influenzano il destino degli erbicidi in campo.
E' quindi stato effettuato uno uno studio di monitoraggio sui due erbicidi più utilizzati dopo il glifosato (terbutilazina e ossifluorfene) nei primi 2 cm di terreno, nelle acque di dilavamento e nei sedimenti.
I rilievi sono stati effettuati dopo l'applicazione degli erbicidi dall'inverno in condizioni di precipitazioni naturali. Al termine dell'esperimento sul campo della durata di 107 giorni, non sono stati recuperati residui di terbutilazina nel suolo, mentre il 42% dell'oxifluorfen è rimasto negli strati di terreno superficiale.
Nelle acque di dilavamento sono stati misurati livelli molto bassi di entrambi gli erbicidi. Tuttavia, le concentrazioni sono state leggermente superiori per la terbutilazina (0,53% della concentrazione applicata) rispetto all'oxifluorfen (0,03% della concentrazione applicata), in relazione alle rispettive solubilità in acqua.
In accordo con i dati sui residui nel suolo, il 38,15% dell'oxifluorfen è stato trovato nel sedimento di ruscellamento, contro lo 0,46% per la terbutilazina. Di conseguenza, i coefficienti di distribuzione del suolo erbicida misurati all'interno di vasche di deflusso in campo era molto maggiore per l'oxifluorfen (Kd = 3098) che per la terbutilazina (Kd = 1,57).
L'erbicida oxifluorfen è co-trasportato con i sedimenti in ruscellamento, rimanendo intrappolato e/o adsorbito agli aggregati di particelle del suolo, in parte a causa della sua bassa solubilità in acqua. Al contrario, la dissipazione del suolo di terbutilazina può essere associata maggiormente ai processi di lisciviazione, favorita dalla sua elevata solubilità in acqua, basso assorbimento e lenta degradazione.
Confrontando questi due erbicidi, i risultati riaffermano l'importanza delle proprietà fisico-chimiche degli erbicidi nel dettare il loro comportamento nel suolo e suggeriscono inoltre che gli erbicidi a bassa solubilità, come nel caso dell'oxifluorfen, rimangono suscettibili al trasporto fuori sito associato ai sedimenti.
Bibliografia
Maria Jesus Calderon, Elena De Luna, Jose Alfonso Gomez, M. Carmen Hermosin, Herbicide monitoring in soil, runoff waters and sediments in an olive orchard, Science of The Total Environment, Volumes 569–570,
2016, Pages 416-422, ISSN 0048-9697
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Identificare la varietà di olivo dal nocciolo dell'oliva
L'analisi morfometrica dei noccioli di olivo rappresenta un'alternativa promettente agli approcci genetici tradizionali, spesso complessi e costosi, per l'identificazione delle varietà. Presentato un dataset completo di caratteristiche morfometriche di noccioli di olivo, aprendo nuove prospettive per la ricerca archeobotanica e per la gestione delle collezioni di germoplasm
18 luglio 2026 | 12:00
L'arca olearia
La mosca dell’olivo e il caldo: quando la temperatura diventa un’alleata
La mosca dell’olivo è un avversario formidabile, ma la sua biologia, fortemente legata alla temperatura, fornisce le chiavi per un suo controllo più razionale e sostenibile. Conoscere le sue soglie termiche significa trasformare il caldo da nemico in un potenziale alleato
17 luglio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Zeoliti vulcaniche: la risposta naturale per l'olivicoltura sostenibile in condizioni di stress idrico
Uno studio quinquennale dimostra l'efficacia dell'ammendante naturale nel migliorare la crescita dell'olivo e la fertilità del suolo. L'utilizzo di tufo zeolitico vulcanico come ammendante del suolo rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per l'olivicoltura in regioni aride e semiaride
17 luglio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Un sensore low-cost per valutare la maturazione delle olive e la qualità direttamente in campo
Un dispositivo multispettrale economico, basato su intelligenza artificiale, promette di rivoluzionare il monitoraggio della maturazione delle olive, offrendo agli agricoltori uno strumento portatile per decisioni tempestive e mirate
17 luglio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Il calcio e il carbonio nel suolo degli oliveti: un equilibrio fondamentale per la fertilità e la sostenibilità
Rivelata l'importanza del calcio come elemento chiave per la stabilizzazione del carbonio organico e inorganico nei suoli calcarei degli oliveti. L'uso combinato di fertilizzanti minerali e letame ovino, rispetto alla sola concimazione organica, modifica profondamente la distribuzione del carbonio tra le forme organiche e inorganiche, influenzando la fertilità a lungo termine
17 luglio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Un bioerbicida per controllare le malerbe dell'oliveto
Gli studi scientifici del Progetto HERBILAV confermano il potenziale erbicida dei sottoprodotti della distillazione della lavanda, aprendo nuove prospettive per il controllo delle malerbe in oliveto e oltre
17 luglio 2026 | 10:00