L'arca olearia

Slalom tra guide e concorsi oleari, consigli per non perdersi nel labirinto

Per partecipare a tutte le più importanti guide e a tutti i più rinomati concorsi nazionali e internazionali non bastano 40 mila euro. Troppi per la maggior parte di olivicoltori e frantoiani. Se non ci si accontenta solo della pergamena o dell'applauso, occorre saper scegliere, partendo dalle necessità dell'azienda

08 febbraio 2019 | T N

 Se pensate che questo articolo vi indichi a quali guide e concorsi partecipare e a quali no, potete anche smettere di leggere. Non ci occuperemo neanche delle fasi di selezione e del gossip di settore che si accompagna inevitabilmente a questo processo. In ogni campo (si veda il [...]

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

L'influenza di temperatura, umidità e CO2 sullo sviluppo della lebbra dell'olivo

Anche bassi livelli di incidenza di lebbra dell'olivo possono compromettere la qualità organolettica e nutrizionale dell’olio d’oliva, riducendone il valore di mercato. L'importanza dei fattori ambientali sul suo sviluppo

24 febbraio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Influenza del periodo e dell'intensità della potatura dell'olivo sulla crescita, sulla qualità dei frutti e sulla resa in olio

La potatura dell'olivo riduce la tendenza all’alternanza di produzione o irregolare, favorendo un numero adeguato di nuovi germogli ogni anno. Il miglioramento del rapporto polpa/nocciolo responsabile dell'aumento del contenuto di olio dei frutti dell'olivo

23 febbraio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Migliorare la qualità dell'olio extravergine di oliva con l'intelligenza artificiale

Valorizzati i dati ottenuti dalla spettroscopia FT-IR, che fornisce una sorta di “impronta digitale” del campione grazie alla stima degli esteri etilici degli acidi grassi, indicatori fondamentali per stabilire la qualità dell’olio e individuare eventuali difetti o sofisticazioni

23 febbraio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Lab-on-a-fruit: un approccio per la valutazione chimica della composizione dell'olio d'oliva prima dell'estrazione

L'approccio lab-on-a-fruit può prevedere la predominanza di alcuni fenoli nell'olio d'oliva. 83 metaboliti sono stati annotati sui frutti monitorando tre famiglie chimiche

22 febbraio 2026 | 12:00

L'arca olearia

L'utilizzo dei residui di potatura dell'olivo: dalla bruciatura alla bioraffineria

I costi di trasporto raggiungono i 143 €/t con il trasporto di cippato fresco che rappresentano il 60% dei costi totali. I minimi di costo si verificano quando gli stoccaggi intermedi decentralizzati sono abbastanza numerosi da abbreviare il trasporto di cippati freschi, ma abbastanza limitati da evitare investimenti di capitale eccessivi

21 febbraio 2026 | 12:00

L'arca olearia

La lotta contro la mosca dell'olivo con trappole attivate da insettici naturali: la vera efficacia

L'applicazione di trappole attivavate ha comportato una significativa riduzione dell'infestazione delle olive durante entrambe le stagioni, con livelli di infestazione inferiori di circa il 20% rispetto a quelli registrati negli oliveti senza trappole

20 febbraio 2026 | 16:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati

Alberto Grimelli

16 febbraio 2019 ore 09:41

Buongiorno Antonio,
effettivamnte il regolamento comunitario e la normativa Coi non definisce l'attività di guide e concorsi, se non per la decisione del Coi da te citata.
E' vero che il regolamento 2568/91 e successive modifiche, come le norme Coi, indicano come operare nell'ambito della classificazione commerciale e/o, anche grazie alla scheda COI/T20 n. 22, delle Dop/Igp olearie. Il regolamento prescrive una serie di indicazioni che, normalmente, non vengono rispettate nell'ambito dei concorsi, prima di tutto il panel omogeneo e riconosciuto ai sensi della normativa, ma anche le caratteristiche della sala ecc ecc
Non c'è alcun obbligo per guide e concorsi di ottemperare a queste normative ed è assolutamente discutibile se ottemperare a tali vincoli sia un plus o no, nell'ambito di una competizione olearia.
Resta il fatto che un concorso ha scelto di farlo ed è un'informazione (senza che sia necessariamente un titolo di merito) che va data.
Buon lavoro

Antonio Giuseppe Lauro

14 febbraio 2019 ore 19:33

Caro Alberto,
grazie per la precisazione. E’ chiaro che un giornale, sia pure on-line, la sintesi è la migliore via per essere diretti verso il lettore.
Vorrei però entrare nello specifico (visto che a questo punto non capisco alcune cose) cercando di spiegare, a me ed ai lettori, cosa regolamenta il Reg. (CE) n. 2568 del 1991 e ss. mm. ii..
Questo, nella parte dedicata al Panel Test, parla di certificazioni dell’olio vergine di oliva e relative categorie merceologiche, decise in base alla risultanza del panel e non vi è riportata alcuna metodologia attinente i concorsi (schede, regole, ecc.). Infatti, l'unica scheda ivi riportata non riferisce di punteggio, ma parla di difetti (e li elenca), fruttato (verde o maturo), amaro e piccante. A dire il vero in prima stesura (1991) una scheda col punteggio c’era, poi per fortuna fu sostituita dall’attuale. Quindi, a meno che non ci si riferisca alla raccomandazione COI (DECISION Nº DEC-III-13/106-VI/2017 - ADOPTING RULE OT THE INSTITUTIONAL INTERNATIONAL OLIVE COUNCIL PATRONAGE TO NATIONAL EXTRA VIRGIN OLIVE OIL QUALITY COMPETITIONS ORGANISED BY COMPETENT AUTHORITIES) ed alla scheda Mario Solinas, non so cosa c’entri il citato 2568/91 (c.d. Bibbia dell’assaggiatore) e non capisco come potersi attenere strettamente allo stesso nell’organizzare un contest internazionale… Aiutami a sciogliere i (legittimi) dubbi.
Grazie per gli auspici, ti aspettiamo sempre!

Alberto Grimelli

14 febbraio 2019 ore 18:10

Buonasera Antonio,
so benissimo che tu, come altre guide e concorsi, avete un ricco parterre di eventi collaterali legati al concorso che, per brevità, non è stato riportato.
Quanto alla frase "unico concorso che adotta rigorosamente tutte le prescrizioni del panel test, conformemente alla disciplina normativa europea e del Coi", ovviamente ci riferiamo a tutte le prescrizioni del Reg. 2568/91, e relative modifiche, che vincolano non solo relativamente all'utilizzo della scheda ma anche del locale e delle metodiche di assaggio. Sappiamo, ovviamente, che il Coi ha emanato una circolare illustrativa sul panel nei concorsi ma non è a questa che ci riferivamo, quanto proprio alla normativa classica, quella, tanto per intenderci, utilizzata ai fini della classificazione commerciale.
Buon lavoro e in bocca al lupo per l'EVO IOOC

Antonio Giuseppe Lauro

14 febbraio 2019 ore 10:48

Buongiorno Direttore e grazie per la citazione del mio concorso EVO IOOC nell'articolo. Giusto una precisazione sul fatto che EVO IOOC non è solo un concorso business oriented, ma anche una guida gratuita riservata ai buyers ed edita in lingua inglese, seminari tematici, eventi pubblici di degustazione, tour promozionali.
Vorrei, inoltre, porre sul piatto della discussione un’ulteriore precisazione. Al mondo non vi è un "unico concorso che adotta rigorosamente tutte le prescrizioni del panel test, conformemente alla disciplina normativa europea e del Coi" come citato nell’articolo, ma posso confermare (per esperienza diretta o attraverso informazioni facilmente reperibili sui siti web dei concorsi) che anche la maggior parte dei contest internazionali citati (EVO IOOC compreso) si rifanno alla normativa COI ed utilizzano lo stesso foglio di profilo rilasciato dall'Ente promosso dall'ONU con sede in Madrid. Addirittura (ed è il caso proprio del mio EVO IOOC di cui sono fondatore e presidente) vi sono più concorsi internazionali dove la giuria è quasi esclusivamente formata da capi panel riconosciuti dal COI o dagli organismi nazionali. Tutto questo, è chiaro, per garantire professionalità ed indipendenza.
Intanto, nell’attesa di conoscere i risultati degli altri concorsi, auguri a quanti si sono affermati nel recente Los Angeles International Extra Virgin Olive Oil Competition e nel SOL D’Oro di Verona.