L'arca olearia
Slalom tra guide e concorsi oleari, consigli per non perdersi nel labirinto
Per partecipare a tutte le più importanti guide e a tutti i più rinomati concorsi nazionali e internazionali non bastano 40 mila euro. Troppi per la maggior parte di olivicoltori e frantoiani. Se non ci si accontenta solo della pergamena o dell'applauso, occorre saper scegliere, partendo dalle necessità dell'azienda
08 febbraio 2019 | T N
Se pensate che questo articolo vi indichi a quali guide e concorsi partecipare e a quali no, potete anche smettere di leggere. Non ci occuperemo neanche delle fasi di selezione e del gossip di settore che si accompagna inevitabilmente a questo processo. In ogni campo (si veda il [...]
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Accedi o RegistratiAntonio Giuseppe Lauro
14 febbraio 2019 ore 19:33Caro Alberto,
grazie per la precisazione. E’ chiaro che un giornale, sia pure on-line, la sintesi è la migliore via per essere diretti verso il lettore.
Vorrei però entrare nello specifico (visto che a questo punto non capisco alcune cose) cercando di spiegare, a me ed ai lettori, cosa regolamenta il Reg. (CE) n. 2568 del 1991 e ss. mm. ii..
Questo, nella parte dedicata al Panel Test, parla di certificazioni dell’olio vergine di oliva e relative categorie merceologiche, decise in base alla risultanza del panel e non vi è riportata alcuna metodologia attinente i concorsi (schede, regole, ecc.). Infatti, l'unica scheda ivi riportata non riferisce di punteggio, ma parla di difetti (e li elenca), fruttato (verde o maturo), amaro e piccante. A dire il vero in prima stesura (1991) una scheda col punteggio c’era, poi per fortuna fu sostituita dall’attuale. Quindi, a meno che non ci si riferisca alla raccomandazione COI (DECISION Nº DEC-III-13/106-VI/2017 - ADOPTING RULE OT THE INSTITUTIONAL INTERNATIONAL OLIVE COUNCIL PATRONAGE TO NATIONAL EXTRA VIRGIN OLIVE OIL QUALITY COMPETITIONS ORGANISED BY COMPETENT AUTHORITIES) ed alla scheda Mario Solinas, non so cosa c’entri il citato 2568/91 (c.d. Bibbia dell’assaggiatore) e non capisco come potersi attenere strettamente allo stesso nell’organizzare un contest internazionale… Aiutami a sciogliere i (legittimi) dubbi.
Grazie per gli auspici, ti aspettiamo sempre!
Alberto Grimelli
14 febbraio 2019 ore 18:10Buonasera Antonio,
so benissimo che tu, come altre guide e concorsi, avete un ricco parterre di eventi collaterali legati al concorso che, per brevità, non è stato riportato.
Quanto alla frase "unico concorso che adotta rigorosamente tutte le prescrizioni del panel test, conformemente alla disciplina normativa europea e del Coi", ovviamente ci riferiamo a tutte le prescrizioni del Reg. 2568/91, e relative modifiche, che vincolano non solo relativamente all'utilizzo della scheda ma anche del locale e delle metodiche di assaggio. Sappiamo, ovviamente, che il Coi ha emanato una circolare illustrativa sul panel nei concorsi ma non è a questa che ci riferivamo, quanto proprio alla normativa classica, quella, tanto per intenderci, utilizzata ai fini della classificazione commerciale.
Buon lavoro e in bocca al lupo per l'EVO IOOC
Antonio Giuseppe Lauro
14 febbraio 2019 ore 10:48Buongiorno Direttore e grazie per la citazione del mio concorso EVO IOOC nell'articolo. Giusto una precisazione sul fatto che EVO IOOC non è solo un concorso business oriented, ma anche una guida gratuita riservata ai buyers ed edita in lingua inglese, seminari tematici, eventi pubblici di degustazione, tour promozionali.
Vorrei, inoltre, porre sul piatto della discussione un’ulteriore precisazione. Al mondo non vi è un "unico concorso che adotta rigorosamente tutte le prescrizioni del panel test, conformemente alla disciplina normativa europea e del Coi" come citato nell’articolo, ma posso confermare (per esperienza diretta o attraverso informazioni facilmente reperibili sui siti web dei concorsi) che anche la maggior parte dei contest internazionali citati (EVO IOOC compreso) si rifanno alla normativa COI ed utilizzano lo stesso foglio di profilo rilasciato dall'Ente promosso dall'ONU con sede in Madrid. Addirittura (ed è il caso proprio del mio EVO IOOC di cui sono fondatore e presidente) vi sono più concorsi internazionali dove la giuria è quasi esclusivamente formata da capi panel riconosciuti dal COI o dagli organismi nazionali. Tutto questo, è chiaro, per garantire professionalità ed indipendenza.
Intanto, nell’attesa di conoscere i risultati degli altri concorsi, auguri a quanti si sono affermati nel recente Los Angeles International Extra Virgin Olive Oil Competition e nel SOL D’Oro di Verona.
Alberto Grimelli
16 febbraio 2019 ore 09:41Buongiorno Antonio,
effettivamnte il regolamento comunitario e la normativa Coi non definisce l'attività di guide e concorsi, se non per la decisione del Coi da te citata.
E' vero che il regolamento 2568/91 e successive modifiche, come le norme Coi, indicano come operare nell'ambito della classificazione commerciale e/o, anche grazie alla scheda COI/T20 n. 22, delle Dop/Igp olearie. Il regolamento prescrive una serie di indicazioni che, normalmente, non vengono rispettate nell'ambito dei concorsi, prima di tutto il panel omogeneo e riconosciuto ai sensi della normativa, ma anche le caratteristiche della sala ecc ecc
Non c'è alcun obbligo per guide e concorsi di ottemperare a queste normative ed è assolutamente discutibile se ottemperare a tali vincoli sia un plus o no, nell'ambito di una competizione olearia.
Resta il fatto che un concorso ha scelto di farlo ed è un'informazione (senza che sia necessariamente un titolo di merito) che va data.
Buon lavoro