L'arca olearia
Olive secche e danni da freddo, la correlazione possibile
I danni di Burian si stanno manifestando in tutta la loro crudezza con questa ondata di caldo. Anche alberi apparentemente non colpiti dalla gelata presentano disseccamenti delle olive o di interi rametti. Fenomeni solo all'apparenza inspiegabili
03 agosto 2018 | Alberto Grimelli
In giro per l'Italia vengono segnalati con sempre maggiore frequenza disseccamenti, più o meno estesi, di chioma fruttifera e anche di olive, in quantità non compatibili con la cascola di luglio.
Nella maggior parte dei casi si tratta di aree dove la gelata dovuta al vento siberiano Burian ha colpito ma dove, all'apparenza, i danni alle piante sono risultati minimi o trascurabili.
Da una parte gli olivicoltori sono preoccupati per un fenomeno anomalo che non sanno spiegarsi e dall'altro i tecnici sono costretti a un percorso diagnostico piuttosto lungo, dovendo scongiurare altre più pericolose possibilità.
Nelle aree pugliesi, infatti, tali disseccamenti possono venire scambiati, a un occhio inesperto come sintomi da Xylella, scatenando un ingiustificato panico.
In altre aree, come quelle calabre e lucane, si può pensare a lebbra o verticilliosi, specie se i disseccamenti si manifestano nelle aree apicali.
In alcune zone del Garda attacchi fungini del genere Phoma stanno provocando sintomi comparabili, anche se diversi.
Insomma in ogni area vi possono essere diverse spiegazioni per questi disseccamenti e, molto spesso, gli effetti della gelata vengono presi come ultima ratio, anche perchè la reazione degli olivi in primavera è risultata spesso eccellente, fugando ogni sospetto di possibili ripercussioni a causa di Burian.
In realtà spesso è sufficiente un esame visivo del rametto per accorgersi di piccole ferite, fessurazioni o rigonfiamenti, segni evidenti di danni da gelo. Più complicato, ovviamente, la verifica nel caso il rametto non presenti tali sintomi. In questi casi potrebbe essere utile fare una sezione del ramo e verificare lo stato dei vasi xylematici al microscopio o sotto una potente lente di ingrandimento.
Spesso si notano degli imbrunimenti a livello di questi vasi, con la conseguenza di avere un restringimento del flusso che può risultare insufficiente a portare acqua e nutrienti a sufficienza.
Ma perchè questi problemi non si sono manifestati in primavera?
Va ricordato che la primavera appena trascorsa è stata particolarmente mite e piovosa, condizioni ideali per lo sviluppo vegetativo senza stress. Al primo manifestarsi di condizioni avverse, con caldo torrido e siccità, ecco però che la porzione di olivo danneggiata ha manifestato tutti i propri limiti nel soddisfacimento delle esigenze idriche della vegetazione in crescita e delle giovani olivine in sviluppo.
Insomma la lunga mano di Burian si sta manifestando anche oggi, con effetti che, pur limitati, fanno capire come servirà tempo all'olivicoltura italiana per riprendersi completamente dalla gelata 2018.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Maturazione delle olive e qualità dell’olio: quale indicatore scegliere per individuare il momento ottimale della raccolta?
L’epoca di raccolta è una delle decisioni più importanti per chi produce olio extravergine di qualità. Ma come stabilire il momento giusto? Uno studio italiano ha confrontato tre metodi (visivo, indice di maturazione e durezza del frutto) per capire quale si correli meglio con resa, qualità e caratteristiche sensoriali dell’olio
11 settembre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Potatura meccanizzata dell'olivo: come la velocità di avanzamento influenza efficienza, costi e sostenibilità
La meccanizzazione della potatura nell'olivicoltura intensiva rappresenta una sfida complessa che richiede il bilanciamento di molteplici fattori: produttività, qualità del taglio, consumi energetici, costi operativi e risposta vegetativa delle piante. Ecco la velocità operativa più adeguata
11 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Campi elettrici pulsati e gramolazione: la sincronia perfetta per un olio extravergine di oliva di qualità
La tecnologia dei campi elettrici pulsati (PEF) sta rivoluzionando l'estrazione dell'olio d'oliva. Ma non è una bacchetta magica: la sua efficacia dipende da un delicato equilibrio tra l'intensità del trattamento e i tempi di gramolazione, che varia in modo significativo in base alla varietà di olive lavorate
11 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Proteggere l'olivo dallo stress estivo: quale strategia scegliere?
L'aumento delle temperature estreme e la crescente frequenza di ondate di calore rappresentano una minaccia sempre più concreta per l'olivicoltura mediterranea. Valutata l'efficacia di tre diversi prodotti – glicina betaina, caolino e carbonato di calcio – nel proteggere gli olivi dallo stress combinato di calore, siccità e forte irraggiamento solare
11 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Biostimolanti in olivicoltura: cosa succede davvero nelle prime settimane dopo il trattamento
L'effetto di due biostimolanti commerciali, uno a base di estratto di alghe e uno a base di proteine arpine. Entrambi i prodotti inducono una profonda riprogrammazione metabolica già sette giorni dopo il trattamento: l'estratto di alghe verso la crescita e l'uso efficiente del carbonio, mentre l'harpin attiva una sorta di "preparazione allo stress"
11 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Steroli dell’olio extravergine d'oliva, la “firma” chimica che aiuta a smascherare le frodi
Sono componenti minoritari, ma il loro profilo contiene informazioni preziose sull’origine botanica, sulla cultivar, sui processi di trasformazione e sull’eventuale presenza di oli estranei. Il punto sulle tecniche analitiche e Il futuro con l’integrazione di più marcatori e dell’intelligenza artificiale
11 settembre 2026 | 09:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati