L'arca olearia

I fenoli dell'olio d'oliva influenzano l'intensità e il tempo di rilascio degli aromi

I fenoli non sono solo amaro e piccante, in realtà hanno capacità aromatiche ancora largamente inesplorate, essendo in grado di intrappolare alcuni composti volatili attraverso un legame non covalente. I composti idrofobi hanno una persistenza più lunga in presenza di biofenoli

06 luglio 2018 | R. T.

Una ricerca dell'Università di Napoli Federico II ha applicato con successo la ionizzazione chimica a pressione atmosferica e la spettrometria di massa (APCI-MS) per comprendere l'effetto dei composti fenolici sul rilascio dei composti aromatici dell'olio d'oliva.

Otto composti aromatici sono stati monitorati in condizioni dinamiche in vivo e in vitro nell'olio d'oliva, con e senza l'aggiunta di biofenoli dell'olio d'oliva vergine (VOO).

Sono stati istituiti tre modelli di oli d'oliva (MOO) con identiche concentrazioni di composti volatili utilizzando un olio d'oliva raffinato (ROO).

I composti fenolici sono stati estratti dall'olio extra vergine e aggiunti a due modelli di olio di oliva per ottenere due diverse concentrazioni di composti fenolici (P+ = 354 mg kg-1; P++ = 593 mg kg-1).

Un altro modello di olio d'oliva era senza biofenoli VOO (P-).

I composti fenolici hanno influenzato sia l'intensità che il tempo di rilascio dell'aroma.

Nello studio in vivo, 1-penten-3-one, trans-2-esenale e gli esteri avevano un rilascio più basso in presenza di livelli più elevati di biofenoli dopo ingestione.

Al contrario, il linalolo e l'1-esanolo avevano un rilascio maggiore.

I composti più idrofobi avevano una maggiore persistenza nel respiro rispetto ai composti idrofili.

I complessi proteici di alcuni fenoli dell'olio d'oliva potrebbero spiegare il legame con i composti aromatici e di conseguenza la loro diminuzione durante l'analisi e la valutazione organolettica.

Bibliografia

Alessandro Genovese, Ni Yang, Robert Linforth, Raffaele Sacchi, Ian Fisk, The role of phenolic compounds on olive oil aroma release, Food Research International, Volume 112, 2018,
Pages 319-327, ISSN 0963-9969

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Un alleato dal suolo: il batterio OEE1 accende le difese dell’olivo contro la verticilliosi

Il ceppo OEE1 di Bacillus velezensis, applicato in via preventiva e curativa, è in grado di "armare" la pianta a livello genetico, attivando geni chiave della difesa in appena 3 giorni dall'infezione da Verticillium dahliae. Ecco come funziona questa nuova frontiera del biocontrollo

06 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

La potatura dell’olivo cambia davvero la resa? Il progetto OLIVE–EduTech cerca le risposte

Quanto incide la potatura sulla produttività dell’olivo e, soprattutto, sulla qualità delle olive e dell’olio? Il progetto interdisciplinare OLIVE–EduTech nasce per colmare una lacuna della ricerca scientifica e trasformare una pratica agronomica spesso affidata all’esperienza in una tecnica misurabile e trasferibile agli olivicoltori

05 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

PAC e olivicoltura italiana, un aiuto che non aiuta tutti: ecco chi ci guadagna e chi ci perde

L’analisi condotta su dati FADN 2010-2022 rivela che il sostegno del secondo pilastro funziona solo per un terzo delle aziende. Quelle più fragili e marginali ottengono un vero vantaggio, mentre le imprese già competitive non traggono benefici significativi. Un campanello d’allarme

04 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olio d’oliva di qualità superiore: la rivoluzione dell’hydrocooling nel pre-condizionamento delle olive

Un innovativo studio condotto in Toscana dimostra come il raffreddamento rapido delle olive appena raccolte possa migliorare significativamente il profilo aromatico e la qualità dell’olio extravergine, con benefici che si protraggono fino a un anno dopo la produzione

04 settembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

L'inclinazione dei rami nell'olivo: come l'angolo di curvatura influenza produzione e qualità dell'olio

Gestione della chioma: gli effetti di diversi angoli di curvatura (60°, 90° e 110°) sulle risposte fisiologiche e metaboliche dell'olivo, con particolare attenzione alla varietà Frantoio. I risultati evidenziano come un'inclinazione di 90° favorisca il massimo accumulo di olio nei frutti, mentre angoli più accentuati (110°) aumentino la produzione complessiva ma richiedano attenzioni specifiche nella gestione nutrizionale

04 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olio extravergine d'oliva, un giallo tutto italiano: tra panel test, multe milionarie e assoluzioni a sorpresa

La filiera dell'olio d'oliva, vanto del Made in Italy e pilastro dell’agroalimentare nazionale, è attraversata da una profonda dicotomia: un quadro normativo europeo tra i più avanzati al mondo e un’applicazione sul campo che sconta disomogeneità, incertezze interpretative e un’allarmante difformità di giudizio tra le autorità di controllo, l’Antitrust e la magistratura

04 settembre 2026 | 13:00