L'arca olearia

L'impatto dei cambiamenti climatici sulla qualità dell'olio extra vergine di oliva, anche italiano

Quando la temperatura media giornaliera, nel periodo dalla fioritura all'inolizione, supera i 25 gradi si ha una diminuzione lineare del contenuto in olio e uno sbilanciamento nella proporzione tra gli acidi grassi, con una diminuzione del tenore in acido oleico

15 dicembre 2017 | R. T.

Cosa accade nell'oliva quando fa troppo caldo?

Se la temperatura media giornaliera è uguale o superiore ai 25 gradi, dal periodo di fioritura all'inolizione, si ha un decremento lineare del contenuto in olio con l'aumento termico.

Ma il caldo può influire sensibilmente anche nella proporzione tra i singoli acidi grassi, con una diminuzione lineare dell'acido oleico con temperature medie giornaliere dai 16 ai 32 gradi centigradi.

Una ricerca argentina, per cercare di comprendere meglio il fenomeno, ha riprodotto temperature estreme, in termini di massima, minima e media, per comprendere l'effetto su parametri agronomici e qualitativi dell'olio extra vergine d'oliva.

L'esperimento ha cercato di emulare non solo le condizioni di stress dovuti ai cambiamenti climatici ma anche gli sbalzi termici che possono essere associabili a differenti condizioni microclimatiche, come la vicinanza a montagne o al mare, a elevate altitudini, tutti parametri che possono influire sull'ampiezza termica durante il giorno.

Lo studio ha valutato le variazioni di resa (peso secco del frutto e concentrazione dell'olio e le proporzioni dei principali acidi grassi nell'olio, in ragione delle diverse dimensioni dell'oscillazione giornaliera della temperatura

In particolare sono stati applicati cinque trattamenti termici: un controllo (T0) che ha seguito la dinamica giornaliera della temperatura ambiente, due livelli di riscaldamento diurno (8-20 h) che ha aumentato la temperatura di 5 e 10 °C rispetto a T0 durante il giorno, e due livelli di riscaldamento notturno (20-8 h) a 5 e 10 °C in più rispetto a T0. I trattamenti sono stati applicati per 76 giorni durante la fase di accumulo dell'olio utilizzando camere trasparenti con termoregolazione individualizzata per racchiudere i rami fruttificanti degli alberi di cultivar Arauco.

I trattamenti hanno permesso di raggiungere un'ampia gamma di temperature medie giornaliere.

Il peso secco dell'oliva ha mostrato una tendenza alla dimnuzione con l'aumentare della temperatura media, mentre la proporzione di olio nel frutto ha mostrato un rapporto significativo con l'ampiezza termica media giornaliera e più debole, ma significativo, con temperature medie giornaliere massime e minime.

La proporzione dell'acido grasso principale nell'olio, l' acido oleico, mostrava significative associazioni negative con la temperatura media giornaliera minima e con la temperatura media giornaliera e un significativo rapporto curvilineo con l'ampiezza termica media giornaliera, ma non era significativamente associato con la temperatura media massima.

E' quindi evidente che non vanno considerate solo le temperature massime raggiunte durante il giorno per valutare l'eventuale impatto sulla produttività e qualità dell'olio ma una serie di parametri climatici e meteo più complessi, con particolare riferimento all'ampiezza termica.

Bibliografia

G.P. García-Inza, A.J. Hall, M.C. Rousseaux, Proportion of oleic acid in olive oil as influenced by the dimensions of the daily temperature oscillation, In Scientia Horticulturae, Volume 227, 2018, Pages 305-312, ISSN 0304-4238

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