L'arca olearia

Le bugie affiorano, ecco tutte quelle sulla Dop Taggiasca

Grazie alla delibera della Giunta regionale del 4 luglio 2017, si scoprono certe manovre oscure, cominciate già nel 2016 e forse ancor prima. Le dichiarazioni alle televisioni e sui giornali lasciano il tempo che trovano. Ora a parlare sono gli atti

01 settembre 2017 | Alberto Grimelli

Sulla Dop Taggiasca, purtroppo, si sono accumulate una tal serie di omertà e bugie che ora ricostruire la verità, o almeno parte di essa, diventa davvero difficile.
Per fortuna, a venirci in aiuto, è la Regione Liguria con la delibera della Giunta regionale n. 536 del 4 luglio 2017 che dà il via libera alla Dop Taggiasca e alla sostituzione del nome varietale, da Taggiasca in Gentile.

Prima un antefatto.
Il 3 novembre 2008 al Comitato Promotore Oliva Taggiasca in Salamoia, progenitore di quello odierno, era giunta la bocciatura della proposta di Dop direttamente dal Ministero delle politiche agricole. Il dirigente di allora, Roberto Varese, così scriveva: “... la documentazione presentata da codesto Comitato promotore non può essere presa in considerazione in quanto la denominazione per la quale si richiede il riconoscimento contrasta con le prescrizioni dell'articolo 3 comma 2 del Re. n. 510/2006... Infatti la varietà Taggiasca risulta iscritta nell'elenco delle varietà di olive ufficialmente iscritte nello schedario oleicolo italiano al numero d'ordine 326...”

Era quindi noto, fin dal 2008, ai membri del Comitato promotore di allora, che in larga parte sono gli stessi di oggi, e alla Regione Liguria, inserita nella missiva del Ministero in copia conoscenza, che una Dop non poteva essere autorizzata con il nome di una varietà.

Alla luce di tale lettera del Ministero assume tutt'altro significato la lettera di impegno e sostegno alla Dop Taggiasca di Coldiretti Liguria, Cia Liguria, Confagricoltura Liguria e Consorzio Dop Riviera ligure del 15 aprile 2016 in cui si legge: “E' fondamentale agire con forza per la cancellazione dallo Schedario Oleicolo Italiano del termine Taggiasca ai fini: dell'immediato deposito del disciplinare di produzione della Oliva Taggiasca in salamoia Dop...”
I soci forti del Comitato promotore, quindi, sapevano che la condizione essenziale per la Dop Taggiasca, era la sostituzione del nome della varietà.

Andiamo oltre.
Il Comitato promotore Dop Taggiasca deposita l'istanza di registrazione il 2 marzo 2017.
Il Presidente del Comitato promotore, Roberto De Andreis, rilascia molte interviste nelle quali afferma che è stata depositata solo l'istanza di registrazione della Dop e null'altro, salvo aspettare delucidazioni dalla Regione Liguria e dal Ministero.

Sappiamo dalla delibera regionale che nel 2016 e nel 2017 è intercorsa numerosa corrispondenza tra Regione e Ministero.

Sappiamo che il 9 maggio 2017 c'è stato un incontro tra il vice Ministro alle politiche agricole Andrea Olivero e il Comitato promotore Dop Taggiasca. In base alle dichiarazioni di De Andreis: “L’incontro, primo di una lunga serie, è stato necessario anche per pianificare i successivi passaggi dell’iter ministeriale necessari all’ottenimento della denominazione protetta Taggiasca”.

In base alla summenzionata delibera regionale sappiamo che il 18 maggio 2017 è stata ricevuta dalla Regione Liguria, per conoscenza, una istanza di sostituzione all'interno del Registro Nazionale delle Varietà sez. Olivo del nome Taggiasca con Gentile allo scopo “di far decadere eventuali o possibili interpretazioni di conflittualità tra nome della Dop e nomi varietali di piante.” L'istanza di sostituzione è stata presentata dal Comitato promotore della Dop Taggiasca.

Ricapitoliamo:
I soci forti della Dop Taggiasca sapevano fin dall'inizio (15 aprile 2016) che un tale nome per la Dop non sarebbe stato approvato dal Mipaaf sulla base dei precedenti (3 novembre 2008)
Dopo le polemiche sulla sostituzione Taggiasca-Giuggiolina hanno fatto finta di nulla, presentando comunque l'istanza (2 marzo 2017) ma ben sapendo che si sarebbe dovuto procedere con la sostituzione
Dopo l'incontro con il vice Ministro Olivero (9 maggio 2017) si rendono conto che il Mipaaf non avrebbe “giocato di sponda” e che occorreva presentare l'istanza di sostituzione, che evidentemente, visti i tempi stretti (9 maggio incontro col vice Ministro – 18 maggio ricezione in Regione) tenevano già pronta in un cassetto
L'istanza di registrazione della Dop Taggiasca ottiene il via libera della Regione Liguria (4 luglio 2017), anche sulla base dell'istanza di sostituzione varietale.

Qualcuno lo definirebbe un complesso gioco a scacchi.
Io preferisco chiamarlo un castello di menzogne.

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