L'arca olearia

Agire in prevenzione contro mosca delle olive e colpi di calore

Preoccupazione, negli oliveti italiani, per l'estate in arrivo. Anche nelle olivete in asciutta è imperativo salvare il raccolto, dopo un'allegagione in parte deludente. Ecco le possibilità offerte dal mercato: biostimolanti, caolino, carbonato di calcio e rame

09 giugno 2017 | R. T.

La fioritura è stata ricca e abbondante in quasi tutta Italia ma poi le condizioni meteo, tra colpi di calore, venti tesi, magari salmastri e siccità hanno ridotto la percentuale di allegagione.
Per chi ha un oliveto in asciutta, non irriguo, è quindi imperativo salvare il raccolto.
All'orizzonte si profila un'estate calda e la mosca delle olive, spauracchio delle campagne 2014 e 2016.
E' evidente che la migliore soluzione, per una crescita ottimale delle drupe, è poter disporre di un impianto di irrigazione e sufficiente acqua per arrivare a fine estate in una condizione di deficit idrico controllato, sconsigliando di scendere sotto il 50% dell'evapotraspirazione.
Senza irrigazione ci si può affidare, con risultati soddisfacenti ma senza aspettarsi miracoli, a prodotti corroboranti.
Oggi vengono proposti, sostanzialmente, tre diverse tipologie di soluzioni:

Biostimolanti

Si tratta essenzialmente di estratti vegetali, spesso di alghe, contenenti composti organici, in particolare amminoacidi, in grado di attivare i meccanismi di protezione e preservazione della pianta. In effetti recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che i composti a base di proteine PR, o attivatori di tali proteine, possono innescare i geni di difesa della pianta, dando luogo a una risposta sistemica. Al momento sono state individuate 15 proteine PR, ciascuna delle quali fornisce una diversa induzione di resistenza che accelera i tempi di risposta nella protezione della pianta. In sostanza tali prodotti stimolano il normale metabolismo della pianta. E' evidente tuttavia che, in condizioni limite di stress, la semplice stimolazione è insufficiente e i risultati non sono visibili. Essendo molecole organiche, quindi di elevato peso molecolare, i tempi di trattamento sono fondamentali. L'irrorazione deve essere eseguita la sera, quando gli stomi delle foglie sono aperti per garantire un assorbimento ottimale. I biostimolanti non sono efficaci contro la mosca delle olive ma hanno solo una funzione corroborante contro colpi di calore e stress abiotici.

Caolino

Il caolino è una semplice polvere d'argilla. L'azione svolta dal prodotto è fisica, ricoprendo foglie e olive da un film di questa silice. Riflettendo i raggi infrarossi, abbassa la temperatura della pianta e migliora la fotosintesi. Inoltre riducendo l'evapotraspirazione, riduce il fabbisogno idrico dell'olivo. Il caolino, dunque, è un corroborante nei confronti degli stress abiotici. Il caolino crea una barriera fisica contro la mosca che, attraverso i chemiorecettori, individua una sostanza estranea evitando di deporre. La polvere di caolino, dunque, ha un duplice effetto, repellente contro la mosca e corroborante contro stress abiotici. E' evidente che l'effetto di protezione nei confronti di Bactrocera oleae è comunque limitato, efficace nel caso di popolazioni basse o medio-basse, il danno è evidente nel caso di forti attacchi. Il caolino è inoltre facilmente dilavabile, essendo sufficiente una pioggia di 15-20 millimetri per rendere necessario un nuovo trattamento.

Carbonato di calcio + rame

Il carbonato di calcio svolge la stessa funzione del caolino, avendo simili proprietà riflettenti e imbrattanti, riducendo tanto la temperatura della pianta che l'evapotraspirazione. Offre anche una parziale barriera nei confronti della mosca delle olive, meno efficace del caolino. In questo caso si sfrutta l'effetto combinato col rame. E' infatti noto che la mosca, in particolare le larve, vivono in simbiosi con dei batteri che ne aiutano la digestione. Il rame avrebbe un effetto antibatterico, riducendo così la sopravvivenza delle larve di mosca. Il carbonato di calcio, al contrario del caolino, può beneficiare molto di adesivanti, migliorando così la resistenza al dilavamento. Un buon prodotto a base di carbonato di calcio e rame può resistere a piogge fino a 40-50 millimetri.

Caolino e carbonato di calcio, attenzione al fai da te

I prodotti commerciali a base di caolino o carbonato di calcio e rame hanno costi compresi tra i 3 e i 5 euro/kg, con un costo a trattamento di circa 150 euro/ettaro.
In commercio, in particolare presso le rivendite di prodotti per l'edilizia, senza considerare il web, troviamo caolino e carbonato di calcio a prezzi stracciati: anche di soli 20 centesimi al chilo, più spesso intorno a 1-1,5 euro.
Resta l'apparente convenienza di prodursi a casa la soluzione, aggiungendo magari un po' di ossicloruro di rame o di poltiglia bordolese. Frequentemente simili soluzioni fai da te hanno costi della metà rispetto ai prodotti commerciali.
Bisogna però tenere presenti i rischi.
Per ottenere una buona uniformità di trattamento le particelle di caolino o di carbonato di calcio devono essere molto fini, ideale una dimensione inferiore ai 2 μm, anche per non intasare gli ugelli della botte/atomizzatore e per salvaguardare la pompa. Spesso il carbonato di calcio/caolino a basso prezzo ha dimensioni delle particelle ben superiori.
Inoltre è necessario considerare che un'eventuale soluzione preparata a casa ha un indice di solubilità inferiore ai preparati industriali, con la necessità di tenere sempre ben in agitazione la miscela. Anche pochi minuti di fermo macchina possono generare una precipitazione dei soluti, rendendo inefficace il trattamento.

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