L'arca olearia
Le olive da impianti superintensivi pagate sempre meno
Dagli impianti superintensivi oli dal fruttato leggero, per i mercati e i consumatori meno ricercati. Così si insegue la Spagna e dunque anche le sue quotazioni all'ingrosso. L'Italia è davvero incapace di un suo modello colturale?
13 gennaio 2017 | Sebastiano Di Maria
Vogliamo raccontarvi, anche se con qualche settimana di ritardo (per queste cose c’è sempre tempo e spazio), di un evento culturale del mondo olivicolo-oleario che, pur svolgendosi in una piccola realtà del panorama nazionale, di diritto rientra nelle manifestazioni che ogni anno offrono nuova linfa e slancio per chi fa dell’olivo e dell’olio la propria ragione di vita.
Dopo il successo negli anni, anche nello scorso mese di dicembre si è svolto il concorso “Goccia D’Oro”, il premio destinato ai migliori oli extravergini del Molise, giunto alla sua tredicesima edizione. Il concorso, indetto per la prima volta nel 2004, in occasione del decennale della fondazione a Larino dell’Associazione Nazionale “Città dell’Olio”, si è svolto venerdì 16 dicembre proprio nel Comune frentano. Come sempre è promosso dall’Ufficio Olivicolo dell’ARSARP di Larino nella persona di Maurizio Corbo che, nella presentazione dell’ultima edizione, ha sottolineato come “l’olivicoltore dei nostri tempi, dovrà essere sempre più attore e meno spettatore affinché subisca gli eventi tecnologici con l’abilità di chi ama e sa prendersi cura di questa straordinaria pianta”. L’agronomo, e capo panel, ha fatto chiaro riferimento al sistema di allevamento dell’olivo e alla necessità di approfondire la tematica per consegnare agli olivicoltori la conoscenza per scegliere autonomamente e consapevolmente. “La conoscenza dell’olivo come entità viva e razionale porterà gli operatori di settore a saper scegliere ciò che è giusto per l’economia aziendale che non dovrà tener conto, banalmente, della quantità di olive prodotte ma di tutto ciò che essa comporta”. Ed ecco quindi, ad affiancare il concorso, come da prassi consolidata, l’evento formativo/informativo su “quale forma di allevamento per l’olivicoltura di oggi”.
Tra i relatori, Giorgio Pannelli del CRA OLI di Spoleto, uno dei massimi esperti nella ricerca olivicola in Italia. “Siamo il paese che consuma l’olio migliore (in Italia l’80% dell’olio consumato è extravergine, in Spagna solo il 20%), però produciamo la metà dell’olio che consumiamo. Purtroppo in Italia c’è sempre meno spazio per i nostri oli di qualità, perché sempre maggiori sono gli oli extravergini generici: dove c’è genericità per l’Italia non c’è spazio!” Analisi impietosa quella di Pannelli, che poi cerca di dare una possibile via d’uscita: “dobbiamo imparare a fare il meglio possibile in campagna, che si definisce con tre parole, fruttato, amaro e piccante, stranamente mai nominate in tv”. Non poteva mancare il dovuto approfondimento sul tema scottante del superintensivo in olivicoltura. “Il principale valore di una coltivazione superintensiva è la macchina, tutte le cultivar utilizzate, però, sono produttrici di oli generici, sia per origine, sia per caratteristiche intrinseche degli oli, sono varietà che non hanno una grande identità. Non si vince la sfida del mercato dell’olio globale semplicemente imitando quello che si fa in Spagna, noi possiamo competere solo trovando un modello italiano, contare sul nostro patrimonio varietale che ci consente di valorizzare e coltivare la nostra diversità”. Decisa la chiosa, altrettanto la stoccata alle istituzioni: “purtroppo tutti i centri di ricerca dell’olivo o sono stati chiusi (Pescara) o sono stati azzoppati (Cosenza). La crisi dell’olio deriva da una crisi totale del sistema, dall’apice alla base della piramide”.
Sulla stessa lunghezza d’onda di Pannelli anche il ricercatore Giuseppe Lopriore dell’Università di Foggia: “vengo spesso accusato di fare gli interessi di altri e di vendere fumo, non sono un promotore del sistema superintensivo”, l’amara ammissione del giovane accademico. Lo stesso poi individua uno dei problemi dell’olivicoltura italiana: “la superficie olivicola è rimasta pressoché costante negli ultimi 30 anni in Italia. Invece di crescere sul mercato seguendo il consumo siamo diventati dei grandi commercianti di olio a livello mondiale.
Questo incide tanto sul nostro mercato perché, oltre ai costi molto alti di produzione, la grande quantità di olio sul nostro territorio fa cadere vertiginosamente il prezzo della categoria merceologica extravergine”. Anche sul tema superintensivo è stato molto cauto, “questi impianti possono diventare sostenibili, se affiancati a quelli tradizionali, per la produzione di oli più vicini al grosso dei consumatori, che ancora non accettano di buon grado l’amaro e il piccante”.
Interessante anche il punto di vista dell’olivicoltore pugliese Giustiniano Serrilli che ha sperimentato a sue spese il superintensivo, ammettendo che, dopo vari problemi di gestione, hanno ottenuto oli fruttati leggeri per far fronte al mercato meno ricercato, ma che non investiranno più in tal senso, anche alla luce un altro problema che sta insorgendo, “le olive da superintensivo vengono pagate di meno”.
L’Istituto Agrario di Larino, che da qualche anno fa da location all’evento, ha messo sul piatto tutta una serie di progetti e di iniziative in essere che vedranno l’unico Istituto Agrario della Regione protagonista e punto di riferimento della ricerca olivicolo-olearia in Molise, e non solo. E adesso il giusto merito per chi, pur in un’altra annata difficile, è riuscito ad ottenere risultati lusinghieri per i propri oli e a dare lustro ad una realtà, quella molisana, viva ed intraprendente.
I premiati alla XIII edizione di “Goccia d’Oro”:
CATEGORIA AMATORI – valutati dalla giuria di assaggiatori professionisti:
Fruttato Leggero: DI PAOLO LUCIANA di CIVITACAMPOMARANO
Fruttato Medio: PASTORINI FABRIZIO di LARINO
Fruttato Intenso: DEL BALSO NICOLA di GILDONE
CATEGORIA PROFESSIONISTI - valutati dalla giuria di assaggiatori professionisti:
Fruttato Leggero: AZ. AGR. RADATTI ADAMO di LARINO
Fruttato Medio: MOTTILO BRUNO di LARINO
Fruttato Intenso: TRESPALDUM di MASTRANGELO G. di MAFALDA
CATEGORIA PROFESSIONISTI - valutati dalla giuria di assaggiatori alunni IV°B Novelli di Larino:
Fruttato Leggero: F.LLI GASDIA di LARINO
Fruttato Medio: SOC. AGR. RICCI MICHELE srl di LARINO
Fruttato Intenso: TRESPALDUM di MASTRANGELO G. di MAFALDA
CATEGORIA PROFESSIONISTI - valutati dalla giuria di assaggiatori studenti ITAS sez. Casa Circondariale di Larino:
Fruttato Leggero: TAGLIAFERRI DOMENICO di S. ELIA A PIANISI
Fruttato Medio: MOTTILLO BRUNO di LARINO
Fruttato Intenso: DI BATTISTA MANRICO di S. CROCE DI MAGLIANO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA BIO/DOP
Giuria assaggiatori professionisti:
PATUTO ALESSANDRO di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA BIO/DOP
Giuria assaggiatori alunni IV° B Novelli di Larino:
BERCHICCI LUIGI di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA BIO/DOP
Giuria assaggiatori studenti ITAS sez. Casa Circondariale di Larino:
PATUTO ALESSANDRO di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA BIO
Giuria assaggiatori professionisti:
OLIO DI FLORA DE “LA CASA DEL VENTO” di DI LENA PASQUALE di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA BIO
Giuria assaggiatori alunni IV° B Novelli di Larino:
OLIO DI FLORA DE “LA CASA DEL VENTO” di DI LENA PASQUALE di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA BIO
Giuria assaggiatori studenti ITAS sez. Casa Circondariale di Larino:
OLIO DI FLORA DE “LA CASA DEL VENTO” di DI LENA PASQUALE di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA DOP
Giuria assaggiatori professionisti:
AURIEMMA MARIA LUISA di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA DOP
Giuria assaggiatori alunni IV° B Novelli di Larino:
AURIEMMA MARIA LUISA di LARINO
MIGLIOR OLIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA DOP
Giuria assaggiatori studenti ITAS sez. Casa Circondariale di Larino:
AURIEMMA MARIA LUISA di LARINO
GRAN PREMIO FRANCESCO ORTUSO
Valutato dalla giuria assaggiatori professionisti
AURIEMMA MARIA LUISA di LARINO
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Raccolta notturna delle olive: quando il freddo aiuta la qualità dell’olio
Raccogliere nelle ore più fresche può limitare gli effetti delle alte temperature sulla drupa e favorire un profilo aromatico più verde. Le ricerche condotte in Italia mostrano differenze interessanti su composti volatili, acidità e numero di perossidi, ma la gestione della temperatura deve essere inserita in una strategia più ampia
23 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
La relazione tra luce e produzione dell'olivo, ecco come la densità dell'oliveto influisce sulla resa
La maggiore densità riduce la qualità della luce (R/FR più basso) e la PAR incidente alle quote basse, con ricadute su vegetazione, fioritura e fruttificazione. La produzione per ettaro resta però simile tra i due sistemi, grazie a strategie compensative della pianta
23 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Dall’oliveto al piatto, la nuova frontiera dell’olivicoltura da reddito per ottenere valore aggiunto dall'olio d'oliva
LIFE Olivares Vivos+ ha ideato modello nel quale biodiversità, redditività, qualità dell’olio e valorizzazione gastronomica diventano parti di un’unica strategia. Quando la redditività viene meno, aumenta il rischio di abbandono
23 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Occhio di pavone dell’olivo, attenzione tra fine estate e autunno: il rischio può essere “nascosto”
L’occhio di pavone può essere presente nell’oliveto anche quando le foglie non mostrano ancora sintomi. Il monitoraggio di fine estate consente di individuare le infezioni latenti e valutare il rischio in vista delle prime piogge autunnali
23 settembre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Un compost marino contro i funghi patogeni dell’olivo
Gli scarti della lavorazione dei gamberetti potrebbero trasformarsi in risorsa per la difesa biologica dell’olivo. Uno studio ha dimostrato che il compost ottenuto da questi residui può esercitare una significativa attività antifungina contro alcuni dei principali patogeni patogeni
22 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ecco come la chimica operativa trasforma l'olio extravergine di oliva in un prodotto premium
Sono pochi i parametri operativi chiave su cui produttori e imbottigliatori basano le proprie decisioni strategiche sull'olio extravergine di oliva. Ecco quali sono, come monitorarli e dare il giusto valore commerciale e gastronomico a ogni singolo litro di olio prodotto
22 settembre 2026 | 12:00 | Simone Pucci
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati