L'arca olearia
Raccogliere o non raccogliere le olive? Questo è il problema
Non è sempre economico raccogliere le olive. In alcuni casi gli oliveti sono stati “abbandonati” già da qualche settimana. C'è chi ha poche olive ad albero ed è impaurito da voci di prezzi bassi e di scarsa qualità dell'olio prodotto. Ma è davvero così? Prima di organizzare il cantiere, occorre fare due conti
21 ottobre 2016 | R. T.
La situazione in Italia è piuttosto caotica nei frantoi, tra chi ha già quasi finito la raccolta e chi l'ha ancora da iniziare. Tra chi ha prodotto un extra vergine di alta qualità o di eccellenza e chi è riuscito a portare a casa a malapena un vergine. C'è chi vuole vendere le olive ma un prezzo stabile ancora non c'è. C'è chi vuole vendere l'olio e aspetta che la quotazione si impenni.
Le voci che si accavallano aumentano la confusione e, di conseguenza, il senso di incertezza all'interno della filiera olivicolo-olearia italiana, specie tra quei olivicoltori indecisi se raccogliere o meno le proprie olive.
Sul fronte dei prezzi, probabilmente, la situazione rimarrà incerta ancora per un paio di settimane. Ad oggi le quotazioni delle olive vanno da un minimo di 60 euro/quintale fino a un massimo di 100 euro/quintale. L'olio extra vergine d'oliva nuovo italiano viene quotato intorno ai 5,5 euro/kg, con punte di 6-6,2 euro/kg.
L'incertezza è dovuta proprio a una difficoltà di stima della produzione italiana. Le stime sono state fatte con i frutti sugli alberi, ma poi le olive vanno raccolte e, come già accaduto in passato, alcune olivete non verranno raccolte perchè l'operazione viene considerata antieconomica.
Facciamo due conti.
Oliveta intensiva da 400 piante ad ettaro, con una carico di olive da 5 kg ad albero, ovvero 20 quintali ad ettaro.
Un cantiere di lavoro di 4 persone, con abbacchiatori elettrici o pneumatici, può finire la raccolta in 6-7 giorni. Il solo costo di manodopera, considerati i 7 giorni, ammonta a circa 2240 euro (voucher 10 euro/ora). A questi vanno aggiunti i costi elettrici/gasolio e l'ammortamento attrezzature. E' dunque ipotizzabile un costo totale di 2500 euro. Ovvero 125 euro per ogni quintale di olive raccolte. Ipotizzando una resa media del 15%, ovvero 3 quintali di olio prodotto, e un costo di frangitura di 15 euro/quintale, il costo è di 9,3 euro/kg di olio prodotto.
I 125 euro/quintale di olive e i 9,3 euro/kg di olio sono fuori mercato, se consideriamo i valori di conferimento anche nel centro nord Italia.
La raccolta, in questi casi, è giustificata solo da ragioni commerciali, come il mantenimento della clientela, o da motivazioni affettive.
Prendiamo ora in considerazione lo stesso oliveto nella classica mezza annata, o annata di scarica, con una produzione media di 10 kg/albero, pari a 40 quintali ad ettaro.
Lo stesso cantiere di lavoro di 4 persone, con abbacchiatori elettrici o pneumatici, può finire la raccolta in 8-9 giorni. Il solo costo di manodopera, considerati i 9 giorni, ammonta a circa 2880 euro (voucher 10 euro/ora). A questi vanno aggiunti i costi elettrici/gasolio e l'ammortamento attrezzature. E' dunque ipotizzabile un costo totale di 3200 euro. Ovvero 80 euro per ogni quintale di olive raccolte. Ipotizzando una resa media del 15%, ovvero 6 quintali di olio prodotto, e un costo di frangitura di 15 euro/quintale, il costo è di 6,3 euro/kg di olio prodotto.
Gli 80 euro/quintale e i 6,3 euro/kg sono fuori mercato, al sud, in un'annata normale ma sono quotazioni alte, ma non completamente fuori mercato, al centro nord, anche in un'annata normale.
La raccolta, in questi casi, può convenire se pensiamo che la quotazione media di olive ed olio possa superare, almeno del 20%, le cifre ipotizzate per raccolta e frangitura (nel caso di conferimento di olio). Ovvero se il prezzo delle olive possa avvicinarsi ai 100 euro/quintale e quello dell'olio a 7,7 euro/kg. Il 20% è infatti una buona approssimazione, per difetto, dell'incidenza dei costi di gestione dell'oliveto durante l'anno.
In simili condizioni il guadagno sarebbe nullo ma si recupererebbero, per intero o quasi, i costi di mantenimento dell'oliveto. Si arriverebbe, insomma, al pareggio di bilancio.
In annate di scarsa produzione complessiva, con quotazioni di olive ed olio in rialzo, può risultare conveniente, almeno per recuperare i costi di gestione sostenuti, la raccolta delle olive anche con produzioni medie ad albero piuttosto scarse.
Naturalmente la presente analisi non vuole essere esaustiva delle diverse condizioni ma solo una traccia utile per effettuare un giudizio di convenienza prima della raccolta.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola
Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive
09 marzo 2026 | 09:00
L'arca olearia
Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile
Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto
07 marzo 2026 | 10:00
L'arca olearia
Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale
I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo
06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica
Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi
06 marzo 2026 | 15:00
L'arca olearia
Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?
La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane
06 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans
Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo
06 marzo 2026 | 13:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati