L'arca olearia
Il problema dell'olivicoltura italiana è il part time
La mancanza di cure colturali nei piccoli oliveti, le cui famiglie hanno ormai perso un gran numero di membri anziani, lasciano a desiderare fortemente perché tutti gli altri membri sono impegnati in lavori che non riguardano i loro olivi
14 settembre 2016 | Franco Scaramuzzi
Nella rubrica "Cara Nazione" del QN dell'11 settembre, il Quotidiano nazionale ha pubblicato una brevissima nota su "La produzione dell'olio non è un optional" di Annibale Cherubini (PG) che merita di essere divulgata come segno di buon senso e di saggezza.
Basterebbe leggere il breve articolo "Non c'è da lottare solo contro la mosca" pubblicato da Teatro Naturale il 9 settembre.
La mancanza di cure colturali nei piccoli oliveti, le cui famiglie hanno ormai perso un gran numero di membri anziani, lasciano a desiderare fortemente perché tutti gli altri membri sono impegnati in lavori che non riguardano i loro olivi. Questi oliveti che già qualche anno fa erano stati complessivamente ritenuti circa 1/3 della superficie olivicola toscana, non possono essere sostituiti da altre coltivazioni per imposizioni dell'attuale Legge regionale.
Attraversando queste zone olivicole si può constatare la carenza di lavorazioni del terreno (o sfalci) e tantomeno di irrigazioni e di concimazioni e di trattamenti antiparassitari. La potatura è ormai poliennale e viene compiuta con seghe meccaniche. Non ne subiscono le conseguenze solo le olive, ma è ampiamente visibile una perdita di foglie che riduce fortemente il pregio paesaggistico di questi alberi. Non sono considerazioni nuove, ma continuano ad essere ripetutamente diffuse, senza che nessun responsabile risponda, fornendo spiegazioni o proponendo adeguamenti.
Il silenzio generale forse deriva dal reddito che viene percepito per oliveti abbandonati attraverso i contributi pubblici europei gestiti dalle Regioni. Sarebbe opportuno chiarire ai cittadini che pagano le tasse, perché e come funziona il meccanismo che forse fa giungere quattrini anche ai proprietari dei piccoli oliveti abbandonati.
Fonte: Accademia dei Georgofili - georgofili.info
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Aggiungere acqua durante la frangitura peggiora resa e qualità dell’olio d'oliva
Uno studio sperimentale mette in discussione una pratica utilizzata nei frantoi per gestire paste particolarmente asciutte: l’aggiunta di acqua durante la frangitura. L’intervento non migliora l’estrazione e può ridurre significativamente polifenoli e pigmenti dell’olio extravergine di oliva
10 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Olio d'oliva: arriva il primo standard certificato per misure più accurate
L'Istituto Nazionale di Tecnologia Industriale argentino (INTI) ha sviluppato un Materiale di Riferimento Certificato (CRM) per l'olio d'oliva vergine. Obiettivo: garantire l'affidabilità dei test
10 ottobre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Oli monovarietali italiani: dalla chimica ai cluster sensoriali, un nuovo modello per riconoscere e valorizzare le cultivar
Ecco un approccio "olistico" che integra analisi sensoriale, composti fenolici, volatili e terpeni per distinguere gli oli monovarietali italiani. I risultati dello studio mostrano che nessun modello riesce a identificare la singola cultivar, ma è possibile raggruppare le cultivar in tre cluster sensoriali stabili
09 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
La mosca dell’olivo non vive solo nell’oliveto, si trova anche nei boschi
Monitorata la presenza di Bactrocera oleae lungo un gradiente uliveto-bosco: catture fino a 100 metri tra i pini, sporadiche a 300. Il microclima del bosco, più fresco dell’uliveto, sembra favorire la presenza del fitofago. Un’ipotesi di lavoro che apre scenari nuovi per la difesa integrata in un clima che cambia
09 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Oliveto superintensivo: nessuna cultivar è perfetta, la scelta dipende dalla strategia aziendale
Uno studio decennale condotto in Spagna su sei varietà mette in luce come composizione dell'olio e stabilità ossidativa siano guidate dal genotipo, ma fortemente modulate dall'andamento climatico annuale. Per gli olivicoltori la lezione è chiara: servono prove di lungo periodo prima di decidere cosa piantare
09 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Meteo, acqua e aroma dell’olio: come temperatura e piogge orientano il profilo volatile delle olive
La componente aromatica dell’olio extravergine non nasce soltanto in frantoio. Temperatura, disponibilità idrica, piogge durante la maturazione, stato di idratazione della drupa, cultivar e grado di maturazione condizionano il metabolismo che porta alla formazione di aldeidi, alcoli ed esteri responsabili delle note verdi, erbacee e fruttate
09 ottobre 2026 | 12:00