L'arca olearia
Due nuovi portainnesti per l'olivo resistenti alla verticilliosi
I due nuovi portainnesti, individuati dall'Università di Cordoba, resistono ai diversi ceppi di Verticillium. Già testati con successo, possono essere utilizzati anche in combinazione con funghi micorrizici come Glomus intraradices
04 maggio 2016 | R. T.
Gli spagnoli sono sufficientemente sicuri di aver intrapreso la strada per dire addio ai danni da verticilliosi.
Queste infezioni ormai sono molto diffuse nel paese iberico e molto dannose.
In particolare la Spagna sta lottando dal 1984 contro questa patologia e in particolare il ceppo D, ovvero quello defoliante, trovato per la prima volta su cotone nelle paludi del Guadalquivir.
La verticilliosi è tuttavia una malattia molto problematica in ampi areali olivicoli per la sua rapida diffusione e le scarse possibilità di lotta offerte dalla fitoiatria.
Ad oggi l'unica reale possibilità di controllo è una gestione integrata dell'oliveto, integrando tutte le buone pratiche agronomiche che possano servire a contenere lo sviluppo di Verticillium nel suolo.
E' noto, però, che proprio il ceppo più nocivo della verticilliosi può attaccare l'olivo anche in presenza di popolazioni molto basse, ragion per cui occorre agire a livello di prevenzione.
L'Università di Cordoba ha selezionato due cloni da utilizzare come portainnesto su olivo che sono altamente resistenti a tutti i ceppi di Verticillium dahliae, ivi compresi quelli più aggressivi e neodefolianti.
Le caratteristiche dei nuovi portainnesti sono l'elevata efficacia e resistenza anche in presenza di alte densità di inoculo dei diversi ceppi di verticilliosi, la stabilità nell'efficacia quanto vi è una co-infezione portata dal nematode Meloidogyne javanica, la compatibilità con le micorrize di Glomus intraradices (fungo utile a garantire un buono sviluppo vegetativo degli alberi), compatibilità con le cultivar iberiche Picual e Arbequina, alto grado di protezione da Verticillium per la varietà innestata.
I test effettuati dall'Università di Cordoba hanno permesso di coprire che i nuovi cloni sono altamente resistenti, conferendo resistenza anche all'innesto, anche al ceppo più virulento di Verticillium dahliae.
Inoltre i cloni sono perfettamente compatibili con tutte le strategie di controllo della verticilliosi presvisti dai disciplinari di produzione integrata.
I cloni sono già stati registrati dall'Università di Cordoba in tutta l'Unione europea.
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