L'arca olearia
E' Xylella a causare il disseccamento degli olivi salentini
Secondo L'Efsa non ci sono più dubbi. E' Xylella fastidiosa la responsabile del Co.Di.Ro, ovvero il disseccamento rapido degli olivi salentini. Un ceppo del batterio a cui sono però resistenti vite, leccio e agrumi Cellina di Nardò molto più sensibile di Frantoio, Leccino e Coratina
29 marzo 2016 | C. S.
L'Efsa, in un recente rapporto pubblicato subito dopo Pasqua, ha confermato che è Xylella fastidiosa la responsabile del disseccamento rapido degli olivi salentini.
Xylella fastidiosa vr. pauca sarebbe in grado di infettare e portare a morte anche l'oleandro e il mirto ma non vite, leccio e agrumi.
Conclusioni a cui si è giunti a seguito dei risultati di uno studio di campo sugli ospiti di Xylella fastidiosa effettuati negli ultimi due anni in Puglia.
La ricerca è stata condotta dal Cnrt che ha esposto le principali colture perenni Sono state testate anche alcune specie forestali, tra cui il leccio, e specie ornamentali come l'oleandro e il mirto.
Il progetto di ricerca è stato finanziato dall'Efsa.
“I risultati dimostrano che è il ceppo di Xylella fastidiosa rinvenuto in Salento a uccidere le piante di olivo – ha affermato Giuseppe Stancanelli, capo dell'Unità salute di piante e animali dell'Efsa – grazie a questi risultati siamo in grado di valutare con precisionbe non solo il rischio di diffusione dell'epidemia pugliese, ma colmiamo anche lacune in merito alle piante ospiti e all'epidemiologica di Xylella fastidiosa pauca.”
Le piante di olivo inoculate con Xylella presentavano gli stessi gravi sintomi, come disseccamenti e morte, di quelle normalmente osservati in campo. Tuttavia viene confermato che non tutte le varietà reagiscono allo stesso modo. Ad esempio, il batterio sembra richiedere più tempo per colonizzare le cultivar Coratina, Leccino e Frantoio rispetto alla cultivar Cellina di Nardò, che è una delle cultivar più comuni della zona contaminata. In particolare i ricercatori hanno trovato concentrazioni significativamente più basse del batterio nei vasi xilematici di Frantoio, Leccino e Coratina rispetto alla Cellina di Nardò.
Occorrono però test su un numero maggiore di varietà per comprendere le diverse risposte fisiologiche dell'olivo all'aggressione del batterio.
Gli esperimenti sul campo hanno inoltre dimostrato che Philaenus spumarius, ovvero la sputacchina ampiamente diffusa in Puglia può trasmettere il batterio a olivi, oleandri e mirto.
L'infezione è stata rilevata fin da sei mesi dopo l'esposizione agli insetti, quando le piante erano ancora asintomatiche.
Al contrario nessuna delle piante di agrumi, vite o lecci sono risultati positivi per ylella. fastidiosa in seguito all'esposizione a infettiva dovuta a Philaenus spumarius. Nessuna infezione anche nel caso di inoculazioni dirette su queste specie, mentre ulteriori prove sono necessarie per le drupacee come pesco e susino.
Tutte le piante inoculate saranno tenuti sotto osservazione per almeno una stagione vegetativa, mentre gli esperimenti sul campo dureranno un massimo di 10 anni.
Oltre al contenimento di Xylella i risultati, ancora parziali ottenuti dalla ricerca, serviranno per sviluppare nuove linee di ricerca “con l'obiettivo di individuare varietà tolleranti o resistenti che possono essere coltivate dagli agricoltori nelle zone colpite” ha concluso Giuseppe Stancanelli.
Nell'ambito del programma di finanziamento comunitario della ricerca Horizon 2020 vi saranno programmi specifici per il controllo di questa malattia.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Un bioerbicida per controllare le malerbe dell'oliveto
Gli studi scientifici del Progetto HERBILAV confermano il potenziale erbicida dei sottoprodotti della distillazione della lavanda, aprendo nuove prospettive per il controllo delle malerbe in oliveto e oltre
17 luglio 2026 | 10:00
L'arca olearia
Stop alla dicitura olio extravergine di oliva per le miscele con olio vergine
Una nuova circolare del Ministero dell'Agricoltura chiarisce che le miscele di olio extravergine e olio vergine non potranno più essere commercializzate come "olio extravergine di oliva". Il provvedimento supera il precedente orientamento amministrativo che consentiva tale possibilità
16 luglio 2026 | 17:55
L'arca olearia
Cambiamento climatico e olivicoltura: le sfide per gli olivicoltori d'estate e in inverno
Le nuove proiezioni climatiche basate sui modelli CMIP6 delineano uno scenario complesso per l'olivicoltura europea. Aumenteranno in modo marcato i giorni caldi e siccitosi, diminuiranno le gelate ma anche il freddo invernale necessario alla corretta dormienza dell'olivo
16 luglio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Acciaio inox sotto stress nei frantoi: il rivestimento al nitruro di titanio migliora la resistenza
Il rivestimento in nitruro di titanio riduce significativamente il deterioramento dovuto allo scorrimento, ma si evidenzia il ruolo determinante della durezza del materiale di base nelle condizioni operative reali
16 luglio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Biostimolanti per l'olivo: strategie per massimizzare la produzione
Valutato l’effetto combinato di un biostimolante fogliare e dell’acido umico somministrato al suolo. Verificati incrementi significativi in termini di sviluppo vegetativo, stato nutrizionale, produzione per pianta e qualità dell’olio
15 luglio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Miscele olio di oliva e oli di semi, la frode si smarchera con i raggi infrarossi
Ecco un metodo semplice, veloce ed economico per smascherare le frodi alimentari più comuni: basta analizzare i rapporti di assorbanza di specifiche lunghezze d'onda
15 luglio 2026 | 10:00