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Aflatossine nell'olio extra vergine di oliva, ecco il nuovo test

Una ricerca cinese ha individuato un nuovo metodo per cercare e identificare le aflatossine eventualmente presenti nell'extra vergine. Si apre un nuovo fronte in estremo oriente sulla salubrità dell'olio d'oliva?

04 febbraio 2016 | R. T.

Dopo gli ftalati, dopo il clorpyriphos e dopo altri parametri, più o meno discutibili, riguardati contaminanti dell'olio extra vergine d'oliva, dall'estremo oriente giunge la notizia che la Shanghai Normal University ha trovato un nuovo metodo per cercare e individuare l'eventuale presenza di aflatossine dell'olio extra vergine di oliva.

Ricordiamo che la aflatossine sono composti tossici prodotti da Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus. Questi due funghi si possono ritrovare sull'oliva e così le aflatossine si possono ritrovare sull'oliva e anche nei derivati, tra cui l'olio extra vergine.

Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus si insediano in particolare in presenza di scarsa areazione ed elevata umidità. Raramente la loro presenza produce quantità significative o misurabili di aflatossine, sia nelle olive sia nell'olio extra vergine di oliva. Vi possono tuttavia essere condizioni di processo, come l'accatastamento di olive per giorni, che possono favorire l'insediamento di varie muffe e quindi anche dei funghi del genere Aspergillus, con formazione di aflatossine che possono arrivare a contaminare l'olio.

Tali oli dovrebbero, normalmente, essere contraddistinti dal sentore di muffa, difetto organolettico che lo farebbe declassare a vergine o lampante, tuttavia la miscelazione di oli vergini con extra vergini, con attenuazione del difetto organolettico, potrebbe avere come conseguenza la possibilità di avere livelli di aflatossine misurabili anche nell'olio extra vergine di oliva.

In particolare, secondo lo studio cinese, potrebbe essere ritrovata nell'olio la aflatossina B1 che è considerata responsabile del carcinoma epatocellulare.

I ricercatori cinesi si sono concentrati sull'individuazione di un metodo sensibile, comodo ed economico, trovandolo nella spettroscopia elettrochimica a impedenza.

Hanno così scoperto che l'aflatossina B1 può essere individuata specificatamente, grazie all'abbinamento con un immunosensore, con un limite di rilevazione di 0,03 ng/ml.

A seguito di ottimizzazione id parametri sperimentali, quali pH e tempo di incubazione, è stato possibile analizzare quantitativamente la presenza di aflatossina B1 in campioni reali di olio d'oliva.

I ricercatori cinesi hanno sottolineato che il metodo potrà essere applicato per il rilevamento dell'aflatossina B1 nell'olio ma anche in altri prodotti agricoli.

Bibliografia

ChiLili Yu, Yang Zhang, Chenyi Hu, Hui Wu, Yayun Yang, Chusen Huang, Nengqin Jia, Highly sensitive electrochemical impedance spectroscopy immunosensor for the detection of AFB1 in olive oil, Food Chemistry, Volume 176, 1 June 2015, Pages 22-26

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