L'arca olearia
La produzione d'olio d'oliva cresce molto più dell'olivicoltura mondiale
In poco meno di trent'anni la superficie olivetata mondiale è cresciuta di poco più del 20% ma la produzione di olio d'oliva è raddoppiata. Negli ultimi sessant'anni si è passati da 1 a 3 milioni di tonnellate
14 gennaio 2016 | C. S.
La superficie mondiale a oliveto ha superato gli undici milioni di ettari, tutti o quasi, sotto l'egida del Consiglio oleicolo internazionale. Solo 240 mila ettari circa sono siti in paesi che non aderiscono all'organismo internazionale a tutela degli oli d'oliva.
Il 97% della produzione e il 96% dell'export è quindi sotto gli standard Coi.

Quello che impressione, negli ultimi dati diffusi da Madrid, è proprio la progressione dell'aumento della superficie mondiale a oliveto in rapporto all'aumento della produzione.
Negli ultimi trent'anni circa la superficie olivetata mondiale è cresciuta del 23%, passando da 9,1 e 11,2 milioni di ettari, mentre la produzione è passata a 1,5 milioni di tonnellate a 3 milioni di tonnellate, ovvero una crescita del 50%.
Quello che più impressiona, però, è la crescita della produzione mondiale di olio d'oliva negli ultimi sessant'anni, passata da da 1 a 3 milioni di tonnellate.

In particolare la salita più repentina si ha dalla stagione 1994/95 con 1,8 milioni di tonnellate, un aumento netto dopo alcune annate oscillanti, anche se il primo vero risultato record si ha solo nel 1996/97 con la produzione che ha sfondato la quota di 2,5 milioni di tonnellate per la prima volta nella storia.
Da qual momento la produzione è andata aumentano, sebbene con qualche fisiologica fluttuazione, fino alle 3 milioni di tonnellate raggiunte nel 2003/2004 e poi all'attuale record del 2013/14 con 3,3 milioni di tonnellate. Le produzioni più basse dell'ultimo decennio sono ambedue relativamente recenti, risalenti al 2012/13 e al 2014/15 con una produzione di 2,4 milioni di tonnellate.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio d'oliva, gli incentivi e i costi delle frodi: quando salta la fiducia, salta il premio di prezzo
Tra adulterazioni, etichette ingannevoli e controlli ancora troppo deboli, l’olio d’oliva si conferma uno dei prodotti alimentari più esposti alle frodi. Un nuovo studio internazionale fotografa una vulnerabilità strutturale della filiera: il problema non è solo criminale, ma economico, industriale e reputazionale
01 aprile 2026 | 14:00
L'arca olearia
Il trattamento fogliare per aiutare l'olivo durante le ondate di calore: più fiori e più olive
Ondate di calore durante la differenziazione fiorale, l’antesi o la fecondazione possono ridurre la vitalità del polline e compromettere l’allegagione, con conseguente calo di resa. Anche durante l’estate, temperature molto alte possono favorire cascola dei frutti
01 aprile 2026 | 13:00
L'arca olearia
Caratterizzazione fisico-chimica e sensoriale dell'olio di oliva di Leucocarpa in Tunisia
L'olio di Leucocarpa ha la più bassa acidità libera e il valore di perossido inferiore, indicando un'eccellente stabilità ossidativa, rispetto alla Chemlali e all'Arbosana. Il potenziale dell'oliva bianca come prodotto premium e che promuove la salute
01 aprile 2026 | 11:00
L'arca olearia
Olivo: la varietà Picual accumula più biomassa e carbonio della Arbosana
La scelta varietale e le pratiche di gestione agronomica dell'olivo dovrebbero tenere conto non solo della produttività, ma anche della capacità della pianta di accumulare biomassa e trattenere carbonio nel tempo
31 marzo 2026 | 11:30
L'arca olearia
Scorie d'acciaio come ammendante al suolo per migliorare la resistenza dell'olivo alla siccità
La prima conseguenza dello stress idrico è la chiusura degli stomi. Sul piano produttivo, ciò può tradursi in minore allegagione, cascola anticipata dei frutti, riduzione della pezzatura delle olive e cali significativi di resa in olio. L'uso di ammendanti industriali è fattibile?
30 marzo 2026 | 12:00
L'arca olearia
Batteri endofiti contro Xylella fastidiosa dell’olivo
Uno studio spagnolo ha analizzato quali ceppi batterici siano in grado non solo di inibire lo sviluppo del patogeno, ma anche di promuovere la crescita della pianta, aprendo così nuove prospettive per una difesa fitosanitaria più sostenibile
28 marzo 2026 | 10:00