L'arca olearia
Oltre i polifenoli c'è di più. Andamento di squalene e steroli durante la maturazione delle olive
Non sono solo i polifenoli dell'olio extra vergine d'oliva a far bene al nostro organismo. Anche squalene e steroli hanno importanti virtù ed è importante conoscere la dinamica di accumulo di queste sostanze nella drupa nel tempo
22 ottobre 2015 | R. T.
Non ci sono solo i polifenoli. Non c'è solo l'acido oleico.
L'olio d'oliva è pieno di sostanze dalle innumerevoli proprietà benefiche per il nostro corpo.
Tra queste c'è lo squalene. Chimicamente è un triterpene ed è particolarmente presente nel fegato dello squalo, da cui il nome. Il contenuto in squalene in un olio può variare notevolmente, dai 200 ai 500 mg/kg. Tutto è dipendente da varietà e processo estrattivo.
Nel corpo umano, lo squalene è uno dei più importanti costituenti del sebo, una sostanza oleosa che mantiene idratato lo strato più superficiale dell’epidermide rallentando l’evaporazione dell’acqua. Poiché con il passare degli anni la produzione sebacea della cute si riduce, integrare nella dieta alimenti ricchi di squalene può contribuire ad attenuare i segni dell’invecchiamento. Lo squalene viene impiegato anche nella produzione di vaccini, per potenziarne l’attività grazie alla sua azione immunostimolante.
Attenzione meritano anche gli steroli vegetali. E' una classe di composti generalmente ben rappresentata nell'olio extra vergine doliva, con quantità significative, che arrivano fino a 1000 mg/kg. A livello intestinale i fitosteroli competono con il colesterolo presente negli alimenti che consumiamo, legandosi ai sali biliari, venendo assorbiti dall’intestino, favorendo quindi l’eliminazione del colesterolo con le feci, riducendone così l’assimilazione.
E' quindi anche bene considerare la dinamica di accumulo di queste sostanze nell'oliva per massimizzare gli effetti benefici dell'extra vergine.
Una ricerca spagnola, che ha analizzato l'andamento di queste sostanze durante la maturazione dei frutti, da settembre a dicembre, per Arbequina, Picual e due incroci tra queste varietà, fornisce un quadro abbastanza chiaro della dinamica di accumulo.
Il contenuto di squalene, contenuto nella polpa dell'oliva, è aumentato in modo significativo a partire da settembre (4102 mg/kg) per raggiungere il picco a novembre (4673 mg/kg), per poi mantenersi stabile a dicembre.
L'accumulo di steroli è invece continuo nel tempo. A settembre il contenuto era pari a 723 mg/kg per arrivare a 1188 mg/kg nel mese di dicembre.
Interessante, però, andare a esaminare la dinamica di accumulo di alcuni steroli. La concentrazione di β-sitosterolo, composto spesso usato nelle preparazioni mediche insieme con le statine per ridurre il colesterolo nel sangue, ha visto una riduzione nel tempo. Rispetto al totale degli steroli, infatti, rappresentava l'87,3% a settembre, per passare al 75,9% a movembre. Contemporaneamente aumentava la concentrazione di Δ5-avenasterolo, passando dal 7,2% di settembre al 18,6% di novembre.
Nel complesso, per le varietà esaminate, i ricercatori spagnoli consigliavano la raccolta precoce, a novembre, per conservare il massimo tenore di queste sostanze nell'oliva e nell'olio.
Bibliografia
A. Fernández-Cuesta, L. León, L. Velasco, R. De la Rosa, Changes in squalene and sterols associated with olive maturation, Food Research International, Volume 54, Issue 2, December 2013, Pages 1885-1889, ISSN 0963-9969
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Deficit idrico severo nell’olivicoltura in clima temperato: effetti sui composti biofenolici, sui pigmenti e sul profilo degli acidi grassi nell’olio d'oliva
La disponibilità idrica rappresenta uno dei fattori abiotici più influenti sulla qualità dell’olio di oliva. L’olio ottenuto in condizioni di deficit idrico severo ha mostrato concentrazioni significativamente più elevate di acido p-cumarico, acido ferulico, clorofille totali e β-carotene, mentre l’irrigazione ha favorito idrossitirosolo, tirosolo e fenoli totali. Il profilo degli acidi grassi è risultato alterato
10 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Solfiti in frantoio: è possibile fermare l’ossidazione dell’olio d’oliva
Sebbene l’uso sia vietato nella produzione di olio vergine ed extravergine, un nuovo studio ha valutato l’efficacia del metabisolfito di potassio nel bloccare la degradazione ossidativa. Aggiunto durante la frangitura o la gramolazione, l’additivo azzera i perossidi già a 1500 ppm, ma riduce fino al 33% il contenuto di fenoli totali
10 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?
Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica
09 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano
C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto
08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Intelligenza artificiale in oliveto: possibile la diagnosi dell'occhio di pavone dell'olivo
Un gruppo di ricercatori turchi ha sviluppato un metodo ibrido che riduce del 95% i dati necessari per riconoscere l'occhio di pavone sulle foglie di olivo, mantenendo un’accuratezza del 99,7%. L’obiettivo? Portare l’intelligenza artificiale direttamente in campo, su dispositivi a batteria ed economici, senza dover passare per il cloud
08 giugno 2026 | 14:00
L'arca olearia
La vulnerabilità economica degli oliveti tradizionali
Il termine “oliveto tradizionale” è largamente impiegato ma privo di una definizione scientifica condivisa. I parametri agronomici, come pendenza, densità di impianto, regime pluviale o irriguo, e le implicazioni per le politiche pubbliche e la certificazione degli oli di qualità
08 giugno 2026 | 12:00