L'arca olearia

Raccolta al via, ma attenzione agli attacchi tardivi di mosca delle olive

Gli attacchi tardivi comportano un decremento quantitativo e qualitativo delle produzioni. Occorre tempestività di intervento. Ma non c'è solo Bactrocera oleae. Quest’anno in diversi comprensori olivicoli sono stati osservati sui frutti i danni causati da Camarosporium dalmatica

02 ottobre 2015 | Giovanni Caruso

A poche settimane dalla raccolta gli olivicoltori si accingono a giocare una delle partite più importanti di tutta l’annata. È una partita da giocare in difesa. Si aspetta un’eventuale mossa dell’avversario e si cerca di reagire prontamente, in modo da contenere il suo attacco. L’avversario in questione, come avrete già intuito, è la mosca delle olive che, rimanendo in termini agonistici, è la vincitrice uscente dell’annata 2014.

Gli attacchi tardivi di Bactrocera oleae comportano un decremento quantitativo e qualitativo delle produzioni. Dal punto di vista produttivo una cascola tardiva dei frutti dovuta all’attacco di mosca non consente all’albero di compensare, come invece avviene per le cascole di luglio e agosto, il minor numero di frutti con un maggior peso medio della drupa.

D’altro canto, la permanenza dei frutti con foro d’uscita sull’albero è la principale causa del decremento qualitativo dell’olio. Infatti, la presenza di fori di uscita prodotti dalle larve mature espone i tessuti interni del frutto all’azione dell’ossigeno atmosferico inducendo un’accelerazione nei processi idrolitici e ossidativi. Per questo motivo, nei casi in cui l’obiettivo aziendale sia il raggiungimento di alti livelli qualitativi, prima di iniziare con le operazioni di raccolta sarebbe opportuno far cadere a terra i frutti con foro d’uscita mediante scuotimento dei rami. È bene far notare, inoltre, che quest’anno in diversi comprensori olivicoli, oltre ai danni causati dalla mosca olearia, sono stati osservati sui frutti i danni causati da Camarosporium dalmatica. Questo fungo causa delle depressioni circolari, brunastre e ben delimitate sul frutto. In alcuni casi, è stata proprio C. dalmatica la principale causa di cascola nell’oliveto. A titolo di esempio, la cascola causata da C. dalmatica e da Bactrocera oleae nel mese di settembre in oliveto intensivo della maremma toscana è stata pari al 29 e al 12%, rispettivamente, della cascola totale di frutti.

Come dicevamo in precedenza, la partita in questione richiede particolare attenzione nei monitoraggi in campo e tempestività di intervento.

Il primo passo è quello di stabilire, sulla base di alcuni parametri misurati sui frutti (indice di maturazione, contenuto in olio ecc..) e dei dati relativi alle annate precedenti, una data orientativa di raccolta. È evidente che, come spesso accade, perturbazioni e piogge improvvise possono modificare il calendario di raccolta. Tuttavia, una corretta stima del momento ottimale di raccolta risulta fondamentale per ottenere un buona resa in olio e un’elevata qualità del prodotto.

In caso di attacchi tardivi di B. oleae, una corretta stima della data di raccolta consente di capire se vi è o meno la possibilità di anticipare, e di quanto, la raccolta rispetto al momento ottimale. In alcuni casi, infatti, un anticipo di raccolta consente di sfuggire allo sviluppo delle generazioni di mosca più dannose che si verificano ad autunno. Allo stesso tempo, però, un eccessivo anticipo di raccolta comporta dei decrementi quantitativi e qualitativi delle produzioni. La raccolta anticipata è molto utilizzata nel biologico, ma anche l'olivicoltura integrata spesso adopera questa tecnica per evitare interventi larvicidi in un periodo in cui sarebbe problematico rispettare i tempi di carenza dei principali prodotti chimici in commercio.

Anche le tecniche di lotta adulticida, principalmente utilizzate in olivicoltura biologica, vengono spesso adottate in olivicoltura integrata in prossimità della raccolta, quando non è possibile utilizzare prodotti larvicidi per i motivi sopra citati. L’intervento adulticida è rivolto a contenere il numero di adulti e a ridurre il numero di nuove ovideposizioni. I metodi di lotta adulticidi, e i relativi prodotti, possono essere di diverso tipo e sono caratterizzati da una rapidità di effetto e da una durata differente. Ad esempio, i sistemi di attract and kill che prevedono la distribuzione del prodotto direttamente sulla chioma hanno una velocità iniziale di abbattimento superiore ai sistemi che utilizzano le trappole distribuite nell’oliveto. Di contro, le trappole riescono a mantenere più a lungo la loro capacità attrattiva e adulticida. È evidente che in prossimità della raccolta saranno preferibili i prodotti distribuiti direttamente sulla chioma, in quanto più rapidamente efficaci.

Una descrizione più dettagliata dei meccanismi di azione di questi metodi di lotta verrà fornita in un contributo del prossimo numero di Teatro Naturale.

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