L'arca olearia
L'irrigazione dell'olivo in agosto, una pratica necessaria?
L'evapotraspirazione sta incrementando sensibilmente negli ultimi giorni a causa delle temperature e dell'irradiazione solare. E' necessario irrigare ora o è meglio attendere? Quali i benefici di un'irrigazione di soccorso?
17 luglio 2015 | R. T.
Le alte temperature, stabili sopra i 30 gradi in tutta Italia, e l'irradiazione solare particolarmente intesa, unitamente a tutte le altre condizioni meteo stanno facendo innalzare il livello di evaprotraspirazione dell'olivo.
E' ipotizzabile, in particolare nel centro-sud, che le riserve idriche del terreno che, nelle migliori condizioni, sono di 2000-3000 metri cubi ad ettaro, si siano esaurite o siano in fase di esaurimento.
Chi dispone di impianto irriguo ha già aperto gli impianti di più di un mese con turni irrigui che si sono via via intensificati, fino alla necessità attuale di 3-4 interventi alla settimana per restituire l'intero fabbisogno idrico dell'olivo.
Ma è davvero necessario restituire l'intero fabbisogno idrico?
In alcuni momenti fenologici, tra i quali sicuramente la fioritura/allegagione, può risultare molto utile per mettere l'albero nelle migliori condizioni e per favorire la massima allegagione dei frutticini.
Dalla fase dell'indurimento del nocciolo e fino all'inizio dell'inolizione, da un punto di vista fisiologico, assistiamo invece solo a una modesta crescita del frutto.
Questo è, insomma, il periodo della stagione estiva in cui l'olivo ha meno bisogno di acqua. Anzi, una riduzione dell'apporto idrico può anche essere utile, riducendo il rigoglio vegetativo, ivi compresa l'eventuale emissione di succhioni o polloni, e contenendo il vigore vegetativo delle cultivar più forti. Attenzione perchè stiamo pur sempre parlando di riduzione dell'apporto idrico, non della sua cancellazione.
In linea generale è possibile eseguire un'irrigazione in deficit, tra il 20% e il 50% dell'evapotraspirazione, senza nessun effetto negativo per l'albero o la produttività.
Come si calcola l'evapotraspirazione?
Oggi sono facilmente disponibili piccoli programmi che permettono di calcolare l'evapotraspirazione potenziale, quale quello messo a disposizione gratuitamente dalla Fao. L'evapotraspirazione potenziale, poi, dovrà essere trasformata in evapotraspirazione effettiva mediante la moltiplicazione con un coefficiente (coefficiente colturale) che per l'olivo varia da 0,5 a 0,6. E' bene utilizzare il valore più basso per impianti a più alta densità oppure in condizioni di caldo accentuato.
Se non si vuole proprio fare di conto, molti servizi agrometeo regionali mettono a disposizione gratuitamente i dati di evapotraspirazione potenziale ed effettiva. Riportiamo come esempio quello dell'Assam Marche.
Calcolato l'apporto idrico è importante, però, in questo periodo, stabilire turni di irrigazione piuttosto ravvicinati, ogni 2-3 giorni, poiché il volume di suolo interessato dall'irrigazione a goccia (il metodo più utilizzato su olivo) è tale da poter soddisfare le esigenze dell'olivo per un breve lasso di tempo. Volumi più abbondanti, allungando il turno, sono da sconsigliarsi. Infatti si possono creare, in terreni argillosi, condizioni asfittiche nell'area di suolo irrigata. Nei terreni sabbiosi, invece, potremmo avere perdite di acqua che va negli strati più profondi non colonizzati dalle radici dell'olivo.
E per chi non disponesse di un impianto di irrigazione?
E' bene sapere che, al contrario di quanto si creda, l'olivo è particolarmente sensibile all'irrigazione, nel senso che la produttività è fortemente influenzata da questa pratica. In caso di mancanza dell'impianto di irrigazione o scarsa disponibilità idrica, è comunque possibile utilizzare irrigazioni di soccorso, nella misura di 4-5 durante la stagione estiva, per volumi di irrigazione complessivi che devono comunque essere di 800-1000 metri cubi ad ettaro per poter notare dei benefici.
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