L'arca olearia
Oli della salute, meglio quello d'argan o l'extra vergine oliva?
Sempre più popolari, nei mercati di nicchia globali, gli oli vegetali che hanno proprietà salutistiche. Non c'è solo l'extra vergine d'oliva. Anche l'olio d'argan è apprezzato. Quale fa meglio alla salute?
30 giugno 2015 | R. T.
L'olio d'argan sta diventando sempre più popolare nei mercati alimentari di nicchia globali per le sue proprietà salutistiche.
L'olio di argan è l'olio estratto dai semi della pianta di Argania spinosa, endemica nella zona sud del Marocco. La raccolta dei frutti della pianta di Argania spinosa avviene nei mesi di giugno e luglio, occasionalmente, solo in alcune zone, nel mese di febbraio. Similmente all'olio vergine di oliva anche quello di argan viene estratto mediante procedimenti meccanici.
Le mandorle ottenute dall’apertura dei noccioli vengono lavorate attraverso una tramoggia che le macina e spreme progressivamente. L'olio ottenuto viene quindi filtrato. Una moderna macchina può estrarre sino a 10 litri per ora. Per ottenere l’olio di Argan per uso alimentare è necessario tostare preventivamente i semi.
Gli acidi grassi che compongono gli acilgliceridi sono principalmente l’acido oleico (43-49%) e l’acido linoleico (29-36%). La parte insaponificabile che rappresenta il restante 1% è composta da carotene, tocoferolo (vitamina E), alcoli triterpenici, steroli, xantofilline e polifenoli.
Proprio sui polifenoli si è concentrata l'attenzione del CNR iberico che ha voluto capire e valutare la biodisponibilità del contenuto di polifenoli e antiossidanti dell'olio di argan dopo digestione in vitro (con cellule Caco-2), in comparazione con l'extra vergine.
Analoga comparazione è stata svolta sul ruolo bioprotettivo della frazione di olio bioaccessibile contro lo stress ossidativo indotto.
Come era immaginabile, la digestione in vitro ha fatto aumentare il contenuto fenolico e l'attività antiossidante dell'olio bioaccessibile rispetto a quello iniziale.
L'incremento percentuale maggiore è stato dell'olio di argan ma, come valori assoluti, l'olio extra vergine possedeva una maggiore quantità di polifenoli.
I polifenoli dell'olio di argan erano però assorbiti in proporzione maggiore dalle cellule Caco-2 in vitro rispetto all'olio di oliva, anche se la differenza nell'attività antiossidante erano minima.
I ricercatori spagnoli hanno concluso che entrambi gli oli hanno la capacità di proteggere le cellule contro l'ossidazione, limitando i danni e riducendo la generazione di composti reattivi all'ossigeno.
Bibliografia
Isabel Seiquer, Ascensión Rueda, Manuel Olalla, Carmen Cabrera-Vique, Assessing the bioavailability of polyphenols and antioxidant properties of extra virgin argan oil by simulated digestion and Caco-2 cell assays. Comparative study with extra virgin olive oil, Food Chemistry, Volume 188, 1 December 2015, Pages 496-503, ISSN 0308-8146
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
La firma chimica dell'olio extravergine di oliva italiano svelata dalle tecniche analitiche avanzate
Un innovativo studio condotto dall’Università di Siena dimostra come la combinazione di analisi elementare e profilo metabolico possa migliorare l’accuratezza dei modelli di zonizzazione dell’olio extravergine di oliva italiano, superando le difficoltà legate alla debole correlazione diretta tra suolo e prodotto finito
12 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Mosca delle olive fuori stagione: l'importanza della dinamica di popolazione in primavera
Il ruolo cruciale della generazione primaverile della mosca dell'olivo. Il un cambio di paradigma: interventi mirati in inverno e primavera per ridurre drasticamente le infestazioni estive e autunnali, limitando l’uso di insetticidi e aumentando l’efficacia della lotta integrata
12 giugno 2026 | 15:00
L'arca olearia
Ondate di calore e siccità, ecco come cambia la fisiologia dell’olivo
L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore rappresenta una delle principali sfide per l’olivicoltura mediterranea. Temperature superiori a 40 °C riducono significativamente la capacità fotosintetica dell’olivo, aggravando gli effetti della carenza idrica
12 giugno 2026 | 14:00
L'arca olearia
L’impronta fenolica dell’olio extravergine di oliva si decide nelle prime tre settimane dopo la fioritura
L’attività di due enzimi chiave determinano la quantità di tirosolo e idrossitirosolo che saranno presenti nell'oliva e, infine, nell’olio. Durante la successiva maturazione, questi geni si spengono e il patrimonio fenolico dell’olio è essenzialmente un “residuo” di quanto accumulato nei primissimi stadi di sviluppo della drupa.
12 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Monitoraggio rapido dell’adulterazione dell’olio extravergine di oliva con oli vegetali più economici
Analizzate miscele di olio extravergine di oliva con olio di soia, olio di girasole e olio di mais alle concentrazioni del 2%, 5% e 10%. I parametri chiave per il rilevamento dell’adulterazione nei valori di K268, nel contenuto fenolico totale e nell’attività antiossidante
12 giugno 2026 | 11:00
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva e blockchain: tutelare il Made in Italy con la tecnologia
L’adozione della blockchain nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano potrebbe diventare una svolta contro le frodi e per la valorizzazione del Made in Italy. Superare lo scetticismo iniziale e concentrarsi su facilità d’uso, innovazione personale e condizioni strutturali delle aziende
11 giugno 2026 | 13:00