L'arca olearia

L'olivicoltura toscana deve recuperare la sua centralità e riscoprire i suoi territori

A pochi giorni dalla rielezione di Fabrizio Filippi a presidente dell'Igp Toscano, i programmi e i progetti per il prossimo tirennio: “voglio un rinascimento dell'olivicoltura toscana, a partire dai suoi territori.”

19 giugno 2015 | Alberto Grimelli

La Toscana olivicola sta accantonando l'annata disastrosa che ha portato a una riduzione della produzione fino al 90% e guarda con speranza al futuro, a partire dalla buona fioritura e allegagione in quasi tutti i suoi areali.

Proprio in coincidenza con questo momento topico della campagna olearia toscana, è avvenuta la rielezione di Fabrizio Filippi a presidente del Consorzio dell'Igp Toscano. Un Consiglio fortemente rinnovato quello del Consorzio ma che manterrà, per i prossimi tre anni, ai vertici la dirigenza uscente. Fabrizio Filippi sarà affiancato da Franco Bardi (Siena) e Marcello Dragoni (Firenze).

Abbiamo voluto sentire il rieletto presidente delll'Igp Toscano per capire cosa accadrà nei prossimi tre anni.

- Impossibile guardare al futuro senza volgere lo sguardo, almeno per un momento al passato. Cosa ha imparato e cosa ha da imparare l'olivicoltura toscana dalla scorsa campagna olearia?
Soprattutto che è ora di cambiare passo. Bisogna cominciare a considerare l'olivo una coltura agraria e trattarla come tale. Per troppo tempo è stata un semplice complemento alla vite, al grano o ad altre coltivazioni. La scorsa campagna ha insegnato che non è possibile andare in oliveto solo per raccogliere le olive, ma devi dedicarci tempo e attenzioni.

- Basterà più cura degli oliveti per risollevare le sorti della Toscana?
Certo che no. Occorre un rinascimento olivicolo della regione. Servono interventi strutturali profondi. Occorre avere un'olivicoltura moderna, con campi divisi per varietà Forse occorre anche imparare a raccogliere per cultivar. C'è molto lavoro da fare.

- Per gli oliveti tradizionali nessuna speranza?
Al contrario, bisogna pensare come rimettere a coltura i 4 milioni di alberi che oggi sono trascurati o abbandonati. Si tratta del 20% del patrimonio olivicolo regionale. Impossibile lasciarlo al suo destino, anche solo per motivi fitopatologici. La nostra Xylella può essere l'abbandono. Ma c'è di più ovviamente. Rimettendo a coltura questi oliveti possiamo avere un immediato aumento produttivo, necessario per incrementare l'export.

- Olio certificato Igp Toscano, naturalmente...
All'estero e per il mercato nazionale il brand Toscano è indispensabile. Occorre certo una valorizzazione estrema di questo marchio, per rafforzarne l'immagine e la forza evocativa. Sui territori, però, il brand Igp Toscano non basta.

- Ci sono le Dop e le sottozone dell'Igp
Pensavo a qualcosa di ancora più incisivo. Occorre che ripartire dai territori, con iniziative ed eventi che rievochino, sul territorio, i valori culturali della zona. Allora perchè non realizzare eventi per l'olio delle colline di Volterra, di Capalbio o di Reggello? Occorre riscoprire il valore di questo prodotto a partire dal territorio. Dispiace dirlo ma è andato un po' smarrito.

- Ma è possibile utilizzare indicazioni geografiche non contemplate nel disciplinare?
Siamo stati il primo Igp regionale. Ora altre regioni, e mi fa piacere, stanno seguendo il nostro esempio. Sicilia e Calabria, ma anche Puglia e Marche. Bene, secondo me, è tempo di fare una battaglia per riappropriarci anche dei nostri territori, senza paura. Che i ristoratori, i negozianti, ma anche i cittadini, siano orgogliosi del proprio olio e tornino a consumare quello. Per insegnare la nostra cultura olivicola e gastronomica al mondo bisogna non perderla localmente.

- Non si rischia di chiudersi a riccio nel mondo globale?
Il rinascimento dai territori non significa chiudersi al mondo, anzi. Proprio il Rinascimento ci insegna che i commerci generano grande ricchezza ma il punto di partenza deve essere ben chiaro. L'origine deve essere certa. Poi occorre dialogare, confrontarsi. Vorremmo creare un premio dedicato al miglior Igp Toscano come momento di confronto tra produttori e con il Consorzio. E andare all'Expo. Stiamo pensando a una campagna nelle ultime settimane dell'Esposizione Universale. Titolo: Igp Toscano, sono tornato. Per allora potremo far degustare l'olio nuovo e ridare slancio alle vendite, in Italia e all'estero.

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