L'arca olearia

E' tempo di monitorare la tignola dell'olivo

Le condizioni climatiche possono favorire le ovideposizioni delle generazioni antofaga e carpofaga. La tignola dell'olivo può dunque rivelarsi pericolosa. Necessarie ispezioni in campo per monitorare l'eventuale attacco

28 maggio 2015 | R. T.

La tignola dell'olivo, il cui nome scientifico è Prays oleae, è un piccolo lepidottero che compie tre generazioni all'anno su olivo.

Generalmente la meno valutata è la generazione fillofaga, che colpisce le foglie, su cui si vedono i classici segni lasciati dalla larva minatrice. Il danno è limitato e non costituisce un pericolo per gli olivi, tuttavia la presenza di numerose gallerie sulle foglie può essere un indice di un'elevata popolazione da tenere d'occhio durante la fioritura dell'olivo.

Sono infatti proprio la generazione antofaga, che colpisce i fiori, e quella carpofaga, che si sviluppa a carico dei frutti, quelle più pericolose.

Generalmente l'ovideposizione durante la fioritura non è un pericolo, se non in presenza di mignolatura molto scarsa. L'olivo tollera molto bene danni, anche consistenti, ai suoi fiori con risposte fisiologiche che possono innalzare la percentuale di allegazione oltre il normale 5-8%.

In questa fase è opportuna qualche visita in campo per comprendere il numero di infiorescenze colpite. Generalmente la sintomatologie è facilmente riconoscibile. Sull'infiorescenza vi sono piccoli fili sericei, spesso visibili solo in controluce, che si intrecciano. Oltre il 35-40% di infiorescenze attaccate può essere necessario intervenire attraverso una lotta che, in questa fase, non può essere che biologica, mediante preparati a base di Bacillus thuringensis.

Molto più pericolosa è la generazione carpofaga, che colpisce i frutti. Le femmine del lepidottero depongono le uova sui frutticini appena formati. Dopo pochi giorni l'uovo diventa una larva ed è questa a penerare attivamente nel frutto, spesso distruggendo anche il seme. Raggiunta la maturità, mediamente nel mese di settembre, abbandonano il frutto, in prossimità del peduncolo, e si impupano tra le foglie. Non è raro che i frutti colpiti caschino anche precocemente (giugno-luglio), confondendosi con la cascola naturale. Ugualmente la cascola naturale di settembre può in parte mascherare l'uscita della larva.

La valutazione del danno sulle olive può essere eseguita tramite la raccolta totale del cascolato e l'individuazione della percentuale di frutti colpiti dall'insetto, mediante l'apertura longitudinale o trasversale della drupa. Moraiolo e Canino sono le cultivar che in Italia hanno evidenziato la maggiore suscettibilità varietale.

Al contrario di quanto avviene per la mosca delle olive non è mai stata definita una soglia economica di intervento univoca, variando in ragione del carico di frutti e della varietà.

Generalmente però si considera necessaria la lotta chimica o biologica al superamento del 10% di frutticini attaccati.

E' bene essere tempestivi nella valutazione dell'intensità dell'attacco perchè, una volta che la larva avrà raggiunto il seme, sarà inattaccabile da qualsiasi principio attivo. Ecco perchè trattamenti chimici eseguiti tardivamente, dalla metà di luglio in poi, si rivelano privi di efficacia.

Se in lotta integrata è possibile intervenire con principi attivi per contatto (deltametrina, cipermetrina) o citotropici (dimetoato, fosmet), in lotta biologica sono utilizzabili Bacillus thuringensis, piretrine naturali o azadiractina.

La tignola dell'olivo è normalmente controllata da molti antagonisti naturali ma anche da fattori ambientali. Il clima interferisce principalmente con la generazione carpofaga e quella fillofaga. Sulla generazione carpofaga hanno effetto letale le alte temperature e il clima siccitoso durante la fase delle ovideposizioni (da metà giugno agli inizi di luglio), sia sulle uova sia sulle neonate.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

L'olivo in Cina: qualità e composizione dell’olio di oliva in 98 varietà coltivate a Longnan

L'FS17 è stata indicata come varietà principale per una produzione stabile, Agiou Orous come varietà adatta alla produzione commerciale di oli da raccolta medio-tardiva e K2 e Lyuan Manzanilla de Sevilla come varietà interessanti per lo sviluppo di oli funzionali

14 marzo 2026 | 12:00 | Giosetta Ciuffa

L'arca olearia

Crescita, resa e qualità dell'olio di oliveti adulti coltivati con quattro diversi sistemi di impianto

A seconda della varietà di olivo, superintensivo e vaso policonico 5x5 metri possono dare la stessa redditività per ettaro. Una volta raggiunta la maturità, anche le cultivar più vigorose coltivate con sistemi 3D iniziano a dare buoni risultati, diventando altrettanto o addirittura più efficienti in termini di produzione rispetto ai sistemi superintensivi

13 marzo 2026 | 16:00

L'arca olearia

Effetti delle pratiche di gestione del suolo sulla fisiologia e sulla crescita di due varietà di olivo

Il sistema di gestione del suolo ha mostrato effetti principalmente sullo stato idrico dell'olivo. Alcuni parametri di crescita, come il volume della chioma e l’area della sezione del tronco, sono risultati influenzati sia dal genotipo sia dal sistema di gestione del suolo, evidenziando una significativa interazione tra fattori agronomici e caratteristiche varietali

13 marzo 2026 | 15:00

L'arca olearia

Ruolo dell'inerbimento spontaneo in oliveto: fissazione del carbonio e ritenzione dei nutrienti

L’introduzione di colture di copertura erbacee tra le file degli olivi è stata proposta come strategia agroecologica per migliorare la sostenibilità degli oliveti. L'inerbimento può accumulare più d 20 chili di azoto e potassio ad ettaro all'anno

13 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

I virus dell’olivo: da patogeni a potenziali strumenti di protezione delle colture

I sintomi associati alle infezioni virali negli oliveti includono lesioni clorotiche sulle foglie, defogliazione, deformazioni dei frutti e delle foglie, riduzione della vigoria della pianta e, nei casi più gravi, la morte dell’albero. E' però emersa una prospettiva innovativa: sfruttare le proprietà biologiche dei virus come vettori per applicazioni biotecnologiche

13 marzo 2026 | 13:00

L'arca olearia

Gli oli extra vergini non sono tutti uguali: Nextfuture lancia un nuovo sistema di tracciabilità avanzata

Nel settore dell’olio extravergine di oliva la tracciabilità non è soltanto un obbligo normativo, ma sempre più uno strumento di valorizzazione del prodotto e di trasparenza verso il mercato

13 marzo 2026 | 12:00