L'arca olearia
E se il futuro del mercato oleicolo fosse l'extra vergine d'oliva in polvere?
Attraverso la gastronomia molecolare è possibile sperimentare nuove soluzioni, fortemente innovative, per trasformare i prodotti alimentari tradizionali. Ma con l'olio in polvere si aumentano le caratteristiche sensoriali? Come potrebbe rispondere il mercato?
06 marzo 2014 | R. T.
Chef e scienziati, insieme, per sperimentare nuove soluzioni gastronomiche e cercare di apportare innovazioni anche in prodotti fortemente tradizionali.
Tra i prodotti più tradizionali c'è certamente l'olio extra vergine d'oliva. Apparentemente si presta poco all'innovazione, se non per il packaging. Sono stati sperimentati, con qualche successo, gli oli spray ma il prodotto contenuto, e versato sul cibo, era sempre liquido.
Ecco allora che, grazie a una ricerca portoghese del 2012, proviamo a capire se l'olio extra vergine d'oliva può essere ricondotto a formule fuori dall'ordinario, tramutandolo in polvere e dandogli anche sapori, oltre che colori, diversi.
Portare l'olio extra vergine dalla forma liquida a quella di polvere è piuttosto semplice, come viene spiegato nella ricerca. Ogni 550 grammi di olio si dovranno aggiungere 1000 grammi di maltodestrina. Già al contatto si formeranno delle piccole particelle. Ecco quindi ottenuto il nostro olio extra vergine in polvere.
A questo olio, per la ricerca portoghese, sono anche stati aggiunti alcuni additivi. In particolare aromatizzanti (aglio, prezzemolo, origano, paprika) e un colorante alimentare rosso.

Considerando che l'extra vergine è un condimento, i diversi oli in polvere sono stati utilizzati per diversi piatti.
Questi gli abbinamenti suggeriti dalla ricerca scientifica.
L'olio in polvere tal quale per l'insalata di cetrioli. Quello con l'aglio per piatti di pesce o carne. Quello con origano per formaggi snack. L'olio in polvere con prezzemolo per le patate fritte. Quello con paprika per piccoli antipasti. Infine, l'olio d'oliva in polvere con colorante rosso sarebbe adatto per insaporire una grande varietà di insalate, soprattutto quelle dove può essere piacevole il contrasto di colore, come per lattuga, mais, cavolo bianco, asparagi.
I preparati sono quindi stati sottoposti all'attenzione di potenziali consumatori. Il campione era costituito da 66 persone, di cui 22 erano maschi e 44 femmine, con età comprese tra i 20 ei 80 anni .
Il 91% degli intervistati cucina regolarmente, il 98% di questi fa uso regolare di olio extra vergine d'oliva. Il dato non deve stupire visto che in Portogallo l'olio è prodotto tradizionale e quindi molto diffuso.
Ma acquisterebbero il nuovo olio in polvere? Il 68% ha risposto di sì e il 32 % ha detto di no.
La curiosità, insomma, l'avrebbe vinta sulla tradizione. Se poi la domanda si sposta sull'olio in polvere aromatizzato la percentuale di coloro che potrebbero acquistarlo sale al 71%. Un aumento derivato dal fatto che l'olio aromatizzato in polvere non viene interpretato come un concorrente diretto del prodotto tradizionale, ovvero l'extra vergine liquido.
Ma quali sono i gusti preferiti? Il 34% lo vorrebbe con aglio, 32 % con l'origano, il 25% con il prezzemolo e solo il 9 % con la paprika.
Bibliografia
Raquel P.F. Guiné, Ana Dias, Ana Peixoto, Maria Matos, Marta Gonzaga, Margarida Silva, Application of molecular gastronomy principles to the development of a powdered olive oil and market study aiming at its commercialization, International Journal of Gastronomy and Food Science, Volume 1, Issue 2, June 2012, Pages 101-106, ISSN 1878-450X
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Tendenze e proiezioni future della fioritura dell'olivo
Osservato un aumento della temperatura durante l'inverno che sta ritardando il soddisfacimento dei requisiti di raffreddamento dell'olivo, ma questo è compensato da una riduzione del periodo di forzatura a causa delle temperature più elevate osservate durante la primavera
17 febbraio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Caratterizzazione e differenziazione dell’olio extravergine di oliva calabrese
Ecco come si possono distunguere gli oli di Sinopolese, Roggianella e Ottobratica, attraverso un approccio chemiometrico integrato. Fenoli, tocoreroli, acidi fenolici e lignani, oltre che flavonoidi possono permettere di caratterizzare le singole varietà
17 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Qualità e composizione chimica degli oli di oliva da cultivar italiane in Marocco
Le cultivar italiane hanno mostrato livelli più bassi di contenuto fenolico totale e un contenuto di acido oleico inferiore rispetto alla Picholine. La composizione chimica dell'olio d'oliva dipende dalla maturazione e dalla cultivar e dall'interazione con le condizioni climatiche
16 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Valutazione antifungina degli oli essenziali contro Alternaria alternata su olivo
Gli oli essenziali e la loro miscela hanno mostrato un'elevata efficacia contro Alternaria alternata, l'agente causale delle malattie delle foglie di olivo. Gli inibitori più potenti sono gli oli essenziali di origano e timo
16 febbraio 2026 | 10:00
L'arca olearia
Piogge continue, alte umidità e temperature: allerta sull'olivo per le malattie fungine
Il danno principale causato dall'occhio di pavone sull'oliveto è la defogliazione prematura delle foglie colpite. Una corretta gestione agronomica è essenziale per ridurre l'incidenza della patologia, come delle altre patologie fungine
14 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
L’influenza delle temperature invernali e primaverili sulla fioritura, allegagione e produttività dell’olivo
Le condizioni ambientali nelle settimane e nei mesi precedenti la piena fioritura sono importanti perché possono influenzare sia la durata degli eventi fenologici sia l'intensità della fioritura. Anche le fasi successive possono essere influenzate dalla temperatura
13 febbraio 2026 | 17:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati