L'arca olearia

Olivicoltori e frantoiani in bilico: part time e conti in rosso. Ma il mercato dov'è?

Toscana isola felice? E chi l'ha detto? Anche in Terre di Siena si soffre ma non manca l'entusiasmo e la voglia di crescere, alla ricerca di sbocchi che premino la qualità. Ma cosa vogliono davvero gli olivicoltori? Lo abbiamo chiesto a Massoli Federico e Brignoli Clara

04 dicembre 2013 | Alberto Grimelli

Chi pensa alla Toscana come a una felice isola olearia resterà deluso. La crisi anche qui morde le caviglie. I costi salgono e gli olivicoltori faticano a vendere a prezzi realmente remunerativi. Certo, rispetto ad altri areali olivicoli, almeno si vende. Non si svende.
Non è esattamente quanto pensano gli olivicoltori della Dop Terre di Siena che si sono sfogati con giornalisti ed esperti del settore durante faccia a faccia che hanno permesso di comprendere a pieno punti di forza e di debolezza di un settore che non riesce a decollare e, anzi, è stretto d'assedio da scarsa cultura e troppe offerte speciali.
Ma cominciamo con ordine. Com'è andata la campagna olearia?
“Ottima qualità, per chi ha raccolto le olive entro il 20 novembre (data di inizio delle gelate notturne) e quantità buona con rese medie però scarse (circa 11 kg di olio ogni 100 kg di olive). L’olio extravergine d’oliva ha un sapore più dolce e delicato rispetto al consueto amaro-piccante dell’olio della provincia senese” ha affermato il presidente del Consorzio olio Dop Terre di Siena Franco Bardi.
Parole assolutamente confermate durante gli assaggi dell'olio nuovo. Una stagione da fruttato medio, con più piccante che amaro e la netta sensazione che l'abbondanza d'acqua abbia bruciato i profumi. Nonostante un profilo organolettico non in linea con la tradizione, il contenuto di polifenoli degli oli Dop Terre di Siena è buono, superando costantemente i 300 mg/kg con punte fino a 600 mg/kg. Extra vergini con lunga vita, insomma. Si tratta di oli più facili, che otterranno sicuramente maggiori consensi tra i consumatori che non nei concorsi. Buone le potenzialità per l'export. “In  Giappone per esempio – ci dice Bardi – l'olio Dop Terre di Siena si vende anche a 50 € per la confezione da mezzo litro perché a differenza del mercato interno la qualità è apprezzata e richiesta. Il mio consiglio è di ricercare anche nell’olio extravergine la massima qualità, visto che ne siamo produttori e che è un alimento che fa anche bene alla salute se consumato come condimento”.
Ecco il vero scoglio per i produttori. Il mercato. Viene allora spontanea una domanda a chi, dopo averti descritto la propria azienda, aspetta smarrito risposte. Ecco la domanda a bruciapelo: perchè dovrei comprare il tuo olio a 15 euro/litro e non quello in offerta al supermarket a 4 euro/litro?
Massoli Federico (Podere Ricavo – Cetona): per quello che scrivo in etichetta è quello che c'è dentro la bottiglia. E poi perchè il peggiore degli oli artigianali ha una qualità superiore a quello industriale.
Brignoli Clara (Az. Agr. Il Colle – Chiusi): perchè è Dop. E' certificato e tracciato. Ha una bassa acidità. Ho le analisi chimiche e il giudizio del panel test.
Basteranno al consumatore queste risposte? Fino ad oggi non è stato così. Eppure, facendo parlare questi olivicoltori, spesso part time, come i due intervistati, emerge passione e volontà, amore per la propria terra e per le tradizioni, tanta cura in campo e in frantoio. Informazioni e storie che vanno carpite, quasi che non fossero un valore, anzi il loro valore aggiunto. Concedono a fatica, fino ad aprirsi e allora diventano un fiume in piena, raccontandoti aneddoti, esperienze e ricordi. Ma non si poteva iniziare da lì?
Il mercato, nota dolente, insieme alla politica. Ecco allora la seconda domanda a tradimento. Immagina di essere Presidente del Consiglio e di poter varare un decreto urgente sull'olio. Cosa ci inseriresti?
Massoli Federico: agevolare, sia come burocrazia sia con aiuti, il recupero dei vecchi oliveti o di quelli abbandonati. Troppi abbandoni negli ultimi anni. Una generazione sta sparendo e con essa la nostra olivicoltura. Occorre tornare ad accarezzare la terra.
Brignoli Clara: introdurrei il tappo antirabbocco obbligatorio che impedirebbe di spacciare oli diversi per il tuo. E poi autorizzerei gli oli Dop a utilizzare sulle etichette indicazioni salutistiche e di gusto come elementi di valorizzazione.
Idee chiare e precise, per problemi vecchi della nostra olivicoltura.
Fa bene parlare con olivicoltori e frantoiani fuori da contesti troppo familiari per giornalisti ed esperti del settore, come i convegni, ma anche da quelli aziendali, con percorsi di dialogo e tour troppo organizzati e ripetitivi. Un faccia a faccia chiaro e franco, una formula nuova, che sicuramente verrà copiata ma che è stata sperimentata per la prima volta in Terre di Siena.
Sarà anche per questo che la Toscana è, nonostante la crisi e le magagne del settore, leader? Sempre un passo avanti, sempre a guardare avanti.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Azoto e olivo, dalla fisiologia alla fertilizzazione mirata

L'azoto resta l'elemento biogeno di maggiore impatto sulla produttività dell'olivo. Ecco un modello integrato fondato su tre pilastri: concimazione basale di precisione, applicazione fogliare nelle fasi critiche e attivazione biologica tramite microrganismi fissatori

21 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Abbacchiatori per olive, elettrici o pneumatici: efficienza di raccolta, ergonomia e costi nel 2026

Pettini elettrici a batteria, abbacchiatori pneumatici e teste a movimento oscillante non offrono le stesse prestazioni in ogni oliveto. Nel 2026, l'investimento per un abbacchiatore può variare da poche centinaia di euro a oltre mille euro per le configurazioni elettriche più complete. Il costo effettivo della raccolta, tuttavia, dipende soprattutto dalla produttività oraria della squadra e dal costo regolare della manodopera

21 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Pannelli OSB dagli scarti di potatura dell'olivo

Un nuovo studio dimostra che i residui della potatura degli olivi possono trasformarsi in pannelli strutturali ecologici, usando un adesivo naturale estratto dalle bucce di melagrana. Risultati conformi agli standard europei e prestazioni meccaniche in crescita con l'aumento della resina bio

21 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Inerbimento dell'olivo: gli effetti nel breve periodo in aree aride sono limitati

Confrontati oliveti di 15 e 50 anni, valutando gli effetti di favino, miscuglio veccia-avena e terreno nudo sulle proprietà fisiche e chimiche del suolo. Le differenze tra gli appezzamenti risultano più evidenti dove c'è l'inerbimento, ma sono influenzate anche dalla storia gestionale dei terreni

20 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Paste di olive difficili, come migliorare l’estrazione dell'olio e recuperare ogni punto di resa

Paste troppo fluide, emulsioni persistenti, olive ricche d’acqua o caratterizzate da una bassa estraibilità mettono alla prova il frantoio, riducendo l’efficienza del decanter e aumentando le perdite di olio nei sottoprodotti. Anche un incremento di resa di pochi decimi di punto può generare un vantaggio economico significativo, ecco come

19 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Micorrize e batteri alleati dell’olivo contro la siccità

La combinazione di funghi micorrizici arbuscolari e batteri promotori della crescita vegetale può contribuire a mantenere attiva la rizosfera dell’olivo in condizioni di forte stress idrico

19 ottobre 2026 | 11:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati