L'arca olearia
Per abbattere i costi occorre scegliere il giusto sistema di raccolta
Per una corretta introduzione della meccanizzazione nell’oliveto è necessario conoscere le caratteristiche e le potenzialità delle diverse tipologie d’impianto perchè ridurre le spese si può nella maggior parte dei contesti olivicoli italiani
29 novembre 2013 | Daniele Sarri, Giovanni Caruso, Marco Rimediotti
Lunedì 11 novembre è stata condotta la seconda giornata dimostrativa organizzata nell’ambito del Progetto Integrato di Filiera “Un Filo d’Olio” (PSR 2007-2013 Regione Toscana, Misura 124 - MODOLIVI). La gironata, intitolata “La raccolta agevolata e meccanica dell’olivo”, ha riguardato i diversi aspetti della raccolta, fase estremamente delicata della filiera produttiva e che rappresenta la prima voce di costo per l’impresa olivicola.
La giornata ha avuto luogo presso l’Azienda Agricola Giganti a Rapolano Terme (Siena), realtà produttiva caratterizzata dalla presenza di diverse tipologie di oliveto: tradizionali, intensivi e ad altissima densità. In riferimento a quest’ultima tipologia di impianto, è utile evidenziare che, a differenza degli impianti superintensivi spagnoli, l’impianto è stato realizzato utilizzando cultivar locali con l’obiettivo di preservare le caratteristiche qualitative dell’olio toscano.
I lavori sono stati aperti dal Prof. Riccardo Gucci (Università di Pisa) che ha effettuato una panoramica sui diversi modelli di impianto e sulle problematiche gestionali dell’oliveto, con particolare riferimento alle operazioni di raccolta. In particolare, sono stati trattati gli aspetti agronomici, in termi di gestione del suolo e della chioma, per un’efficiente introduzione della meccanizzazione nell’oliveto. Ad esempio, una gestione del suolo che prevede una copertura vegetale facilita le operazioni di transito dei mezzi di raccolta nell’oliveto anche in periodi caratterizzati da frequenti piogge. In merito alla potatura, se si effettua la raccolta meccanica mediante scuotititrice è importante operare in modo di ottenere una struttura della pianta rigida in grado di trasmettere efficaciemente le vibrazioni per consentire un’elevata resa di distacco dei frutti. Per la raccolta con agevolatori, invece, occorre concentrare la produzione sulla parte esterna della chioma e contenere l’altezza entro i 5 m.
Le attività sono proseguite con una dimostrazione pratica di raccolta in continuo con una vendemmiatrice New Holland Braud presso l’impianto ad altissima densità (Fig. 1). La macchina presentata nasce per la viticoltura e la testata di raccolta oscillante è progettata per operare in una fascia di 1,5 m, mentre in queste tipologie di impianto sarebbero opportune altezze di lavoro maggiori per poter distaccare anche le olive poste nella sommità della chioma. Nonostante ciò, nella dimostrazione che ha interessato alcuni filari di olivi (cv. Leccio del Corno), la macchina ha operato in modo efficiente distaccando quasi completamente le olive senza danneggiarle e con minimi danni alle piante. I vantaggi conseguibili sono una elevata produttività, si stima circa 2,5-3 ha/ora, che permette di intervenire nel momento di maturazione ottimale e di conferire immediatamente il prodotto al frantoio.
Altri approfondimenti e dimostrazioni pratiche hanno riguardato gli agevolatori, che rappresentano un’importante risorsa per incrementare la produttività ed effettuare la raccolta in sicurezza eliminando l’utilizzo delle scale. Il mercato offre svariate tipologie di modelli che possono essere alimentati da motore a scoppio, elettrico o da compressori motorizzati o portati da trattori.
All’evento dimostrativo la ditta Pellenc Italia di Colle Val d’Elsa (SI) ha presentato l’agevolatore elettronico Olivion, alimentato da una batteria al litio ad alta efficienza, che garantisce una durata prolungata per tutta la giornata lavorativa, a cui possono essere collegati numerosi attrezzi per lo svolgimento di altre operazioni colturali (Fig. 2). L’utensile si dimostra efficace anche nel caso di distaccamento di frutti caratterizzati da elevata forza di ritenzione.
L’azienda Leonardo Carratù di Salerno ha presentato invece una soluzione innovativa, basata sul presupposto che in ogni realtà olivicola vi sia presente un decespugliatore (Fig. 3). L’idea brevettata consiste nel sostituire la testata di taglio con un gancio scuotitore, in grado di trasmettere una vibrazione alle branche dell’albero che causa il distacco delle olive che cadono diettamente sulle reti di raccolta.
La giornata dimostrativa è proseguita con la presentazione di cantieri per la raccolta meccanica delle Aziende Terenzi srl di Rignano sull’Arno (FI) ed Erreppi di Bevagna (PG). La prima deriva da un prototipo realizzato dall’Università di Firenze, in particolare per rispondere alle esigenze di agricoltori che necessitano di meccanizzare olivi allevati a vaso cespugliato, ricostituiti dai polloni dopo la
gelata del 1985 (Fig. 4). La pinza può essere predisposta su piccoli escavatori (20 q.li) e, abbinata ad un ombrello per l’intercettazione dei frutti ed un sistema di aspirazione e defogliazione, consente di realizzare un cantiere di raccolta integrato. Recentemente la testata è stata allestita su minicingolato per riuscire a meccanizzare gli oliveti non facilmente accessibili.
L’azienda Erreppi ha presentato un braccio con testata scuotitrice accoppiabile ad un qualsiasi trattore di potenza superiore a 55 cv. (Fig. 5).
Il braccio si contraddistingue per leggerezza (600 kg) e per l’ampia versatilità di manovra e per il sistema di generazione delle vibrazione che prevede due velocità in entrambi i sensi di rotazione. Questo, unito a masse eccentriche progettate con una forma asimmetrica, consente di ottenere quattro differenti livelli di vibrazione.
Un'altra fase estremamente delicata nelle operazioni di raccolta è rappresentata dal recupero a terra delle olive, che richiede tempi operativi, molto spesso non attentamente quantificati. Stime condotte dall’Università di Firenze hanno evidenziato come il tempo impiegato alla fase di recupero dai teli ed incassettamento costituisce mediamente il 50% del tempo di raccolta. Una soluzione innovativa che si prefigge lo scopo di risolvere tali aspetti per gli impianti tradizionali, è stata presentata dall’Azienda Bosco di
Garlasco (PV) (Fig. 6). Si tratta di un ombrello a movimentazione manuale o motorizzata con diametri disponibili di 4, 5 e 6 m ad apertura manuale. Nella parte sottostante presenta due contenitori che permettono un rapido stoccaggio del raccolto. Tale soluzione abbinata all’impiego di agevolatori o scuotitori, consente di evitare la stesura delle reti, agevolando le operazioni di recupero.
Le tecnologie per la raccolta costituiscono attualmente le soluzioni che possono contribuire alla riduzione dei costi colturali dell’olivicoltura nella maggior parte dei contesti olivicoli presenti sul territorio nazionale. Parallelamente allo sviluppo di nuove tecniche, tecnologie e macchinari, oggi risulta indispensabile l’aggregazione degli investimenti e il loro impiego su aree sufficienti, ed ammortizzarli con soluzioni quali lo sviluppo dei servizi di contoterzismo o dell’uso consortile, la formazione di esperti e operatori tecnici, l’accordo e l’aggregazione territoriale, la riconversione o ricostituzione strutturale degli impianti (laddove possibile e utile), la creazione di adeguati accessi nelle aree difficili. A monte delle valutazioni appena esposte per un’efficiente introduzione della meccanizzazione, sia in fase di progettazione che di conduzione, c’è la conoscenza del binomio pianta-territorio. Inoltre, ulteriori valutazioni si rendono necessarie nel caso della intensificazione colturale, poiché i vantaggi quali-quantitativi conseguibili con la raccolta meccanica in continuo possono essere vanificati da una logistica di lavoro non attentamente pianificata. Infatti, l’aumento di produttività e l’immediato conferimento al frantoio comporta evidenti incrementi di produttività e la necessità di soluzioni per lo stoccaggio temporaneo delle olive.
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