L'arca olearia

La Bassa Acidità in etichetta finisce davanti all'Antitrust ma la pratica è insabbiata

Dall'aprile 2012 una segnalazione per “azioni ingannevoli” è ferma alla Direzione generale per la tutela del consumatore, direzione agroalimentare e trasporti dell'Autorità. Non è dato ancora sapere l'esito dell'istruttoria, se mai è iniziata. L'Italia è uno strano Paese

07 settembre 2013 | Alberto Grimelli

Strane anomalie italiane.

Nel maggio 2013 su Teatro Naturale segnalammo un'etichetta e una pubblicità che ci appariva sospetta, in violazione dell'articolo 5 del regolamento comunitario 1019/2002, dove compariva in bella evidenza la scritta “Bassa Acidità”.

Nè allora né oggi intendiamo fare il nome dell'azienda e dell'olio, anche se trattasi di segreto di Pulcinella visto che tale marchio è stato abbondantemente reclamizzato sia sulla carta stampata sia in televisione nelle settimane precedenti e successive all'articolo.

Pubblicità che è continuata anche dopo a un ulteriore approfondimento, reso pubblico, col Ministero delle politiche agricole, più in particolare col Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari - Direzione Generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari.

L'interpretazione autentica fornita da quell'ufficio era molto precisa e lasciava poco spazio ad equivoci: “In base all’art. 5, lettera d) del regolamento n. 29/2012 “l'indicazione dell'acidità o dell'acidità massima può figurare unicamente se accompagnata dalla menzione, in caratteri delle stesse dimensioni e nello stesso campo visivo, dell'indice dei perossidi, del tenore in cere e dell'assorbimento nell'ultravioletto, determinati a norma del regolamento (CE) n. 2568/91”.

L’articolo in questione non sembra derogare l’utilizzo nel dispositivo di etichettatura di marchi contenenti un riferimento all’acidità e, pertanto, devono essere considerati un mero riferimento che implica il rispetto della predetta disposizione comunitaria.

Del resto, quando il Reg. (UE) n. 29/2012 ha voluto prevedere una deroga per l’utilizzo di marchi comprendenti talune diciture disciplinate dallo stesso, lo ha esplicitamente previsto. Si veda in proposito il paragrafo 3 dell’art. 4, in riferimento alla designazione dell’origine, e l’ultimo paragrafo dell’art. 5, in relazione alle caratteristiche organolettiche

Nulla è avvenuto nel frattempo e l'olio in questione è tutt'oggi reperibile sugli scaffali dei supermercati. Si può dunque violare la legge impunemente?

Apparentemente sì, almeno stando a ulteriori documenti di cui Teatro Naturale è, nel frattempo, venuto in possesso e che riguardano la stessa vicenda.

Il dubbio che l'etichetta con “Bassa Acidità” non fosse regolare era venuta, prima che al sottoscritto, al Naf, ovvero il Nucleo Agro-alimentare e forestale del Corpo Forestale dello Stato.

Il 2 aprile 2012, infatti, il Corpo Forestale segnalava all'Antitrust l'etichetta in questione, rilevando che: “la generica indicazione “Bassa Acidità” presenti profili di illeceità relativamente a fattori della concorrenza...”.

Oltre al già citato articolo 5 del regolamento comunitario 1019/2002, è interessante notare che il Naf individua anche la violazione degli articoli 21 e seguenti del Codice del Consumo (Dlgs 206/2005).

L'articolo 21 del Codice del Consumo, intitolato “Azioni ingannevoli”, definisce “ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea a indurre in errore il consumatore medio...

La segnalazione del Corpo Forestale si chiudeva con l'invito a “predisporre gli approfondimenti più opportuni circa i fatti esposti”, valutando la “previsione per le possibili sanzioni alla ditta per il periodo di messa in commercio delle confezioni di olio che riportano sull'etichetta la dicitura “Bassa Acidità”, valutando eventualmente il ritiro del prodotto dal mercato.

L'Antitrust, con notevole sollecitudine, rispondeva in data 16 aprile 2012 al Corpo Forestale dello stato informando di aver aperto il fascicolo (n. PS8172), dichiarando che “il procedimento di accertamento necessita di tempi atti a garantire il contraddittorio con l'azienda interessata.”

Da allora sono passati 16 mesi, nel silenzio più assoluto, con l'azienda interessata che, evidentemente, ha potuto continuare indisturbata a commercializzare un prodotto che, stando agli atti, è considerato fuorilegge da due autorità di controllo dello Stato.

La medesima Autorità Antitrust ha però, nello stesso periodo, avuto il tempo di esprimersi sulla legge Mongiello, censurandola e chiedendo ai Presidenti di Camera e Senato di intervenire.

Davvero uno strano Paese l'Italia.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale

I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo

06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica

Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi

06 marzo 2026 | 15:00

L'arca olearia

Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?

La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane

06 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans

Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo

06 marzo 2026 | 13:00

L'arca olearia

SOL Expo conferma l'importanza di fare sistema per l'olio di oliva

Il Sistema Italia non è il Made in Italy ma anche la capacità di creare relazioni che fanno nascere business e progetti. SOL Expo si conferma la fiera internazionale dell'olio di oliva che dall'Italia si irradia per il mondo

06 marzo 2026 | 12:30

L'arca olearia

Efficienza di assorbimento dell’azoto nell'olivo: nessuna relazione con la vigoria vegetativa

Esiste una significativa variabilità tra le cultivar di olivo in termini di crescita vegetativa, contenuto totale di azoto e capacità di assorbimento del nutriente. Nessuna interazione rilevante tra cultivar e tipo di suolo

06 marzo 2026 | 12:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati