L'arca olearia
Ridurre i danni da occhio di pavone intervenendo per tempo
E' possibile utilizzare degli induttori di resistenza per frenare lo sviluppo della malattia. Ionifoss e Blok5 possono attenuare i danni sulle foglie dell'olivo
13 luglio 2013 | Claudio Cantini, Vittorio Volpicelli
L'occhio di pavone (Spilocaea oleagina) è la più importante malattia crittogamica dell'olivo, presente in tutti i principali areali olivicoli italiani. In annate particolarmente piovose ed umide, il parassita può provocare filloptosi molto spinte e una riduzione quali-quantitativa della produzione.
La malattia può essere efficacemente controllata mediante una gestione integrata dell'oliveto, che preveda interventi razionali con prodotti a base di rame in associazione a pratiche agronomiche preventive e di contenimento.
Tra queste ultime, l'applicazione mirata di formulati “induttori di resistenza” può contribuire a incrementare significativamente la resistenza della pianta nei confronti del patogeno.
Con tale finalità è stata condotta dal CNR IVALSA una sperimentazione di campo, presso l'azienda sperimentale Santa Paolina di Follonica (GR), in un areale olivicolo particolarmente sensibile all'occhio di pavone.
Metodologia applicata e formulati sono stati messi a punto dalla società CIFO.
Materiali e metodi
La prova è stata eseguita su un oliveto impiantato nell'anno 2002, allevato a vaso policonico con piante della cultivar Frantoio di origine clonale disposte alla distanza di 6x6 mt. Il campo è stato impostato adottando uno schema sperimentale a blocchi randomizzati, utilizzando 3 particelle (ripetizioni) di 4 piante ciascuna per tesi.
Le tesi a confronto sono state le seguenti:

I trattamenti sono stati eseguiti con pompa volumetrica a spalla utilizzando un volume di 10 lt/100 mp (=1000 lt/ha).
Per il resto tutte le tesi hanno ricevuto òe stesse pratiche agronomiche (concimazione di fondo, interventi fitosanitari, ecc.)
Risultati e commenti
I controlli sono stati eseguiti nel periodo autunnale esaminando 10 rami dell'anno su ciascuna pianta delle due tesi e calcolando la percentuale di foglie attaccate suddivise nelle seguenti classi:
0 = foglie senza sintomi
1= 0-10% dell'area fogliare attaccata
2= 10-25% dell'area fogliare attaccata
4= 25-50% dell'area fogliare attaccata
6= 50-100% dell'area fogliare attaccata
I risultati hanno fornito indicazioni interessanti.

Nonostante l'andamento stagionale estremamente siccitoso, quindi sfavorevole all'attacco del parassita, il testimone ha presentato un attacco di occhio di pavone sul 24% delle foglie.
Nella prima tesi CIFO, le due applicazioni fogliari effettuatea fine primavera hanno permesso di ridurre l'attacco del 64%, mentre nella seconda tesi CIFO, dove alle applicazioni di fine primavera è stata associata un'ulteriore applicazione verso la fine di settembre, la riduzione dell'attacco è stata del 90%.
Grazie all'azione sinergica di IONIFOSS e BLOK5, è stato possibile ridurre anche l'intensità di attacco del parassita e quindi l'entità del danno sulle foglie: mentre nel testimone l'8% delle foglie attaccate appartenevano alle due classi di danno più elevato (la 4 e la 6), questa percentuale è scesa al 4,5% nella prima tesi CIFO e allo 4,5% nella prima tesi CIFO e allo 0,5% nella tesi CIFO 2.
Inoltre, nel mese di marzo 2012, ovvero nell'anno successivo ai trattamenti, sono stati effettuati ulteriori controlli sullo stato sanitario delle piante: le piante trattate con i formulati CIFO presentavano un minore attacco di cercosporiosi (Pseudocercospora cladosporioides), malattia che sta causando problemi crescenti in varie zone olivicole. Il 51% delle foglie delle piante testimone risultavano colpite rispetto al 27% della tesi CIFO 1 e al 25% della tesi CIFO 2.
I risultati raggiunti ci spingono a proseguire in questa direzione, valutando l'opportunità di ulteriori sperimentazioni, soprattutto in vista delle prossime revisioni che riguarderanno i sistemi di lotta integrata (obbligatoria in sede CE dal gennaio 2014), per i quali si prevedono ulteirori limitazioni all'utilizzo di prodotti fitosanitari.
Per informazioni: CIFO Spa – Tel 0516655511 – Email: info@cifo.it; internet: www.cifo.it
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Gli effetti della grave carenza di boro sull'olivo sono una drastica riduzione della resa di materia secca
La tossicità di alluminio e manganese sono i fattori più importanti che limitano la sopravvivenza vegetale nei terreni acidi. Quando si applica la calce a terreni sabbiosi poveri di boro, si consiglia di utilizzare dosi moderate per evitare di indurre una carenza del microelemento.
24 gennaio 2026 | 13:00
L'arca olearia
La potatura dell'olivo: l'effetto della tecnica e dello strumento di taglio sul danno ai rami
I tempi, la tecnica e l'intensità della potatura sono di fondamentale importanza per i processi fisiologici che si verificano all'interno della pianta. Scegliere lo strumento adeguato è ugualmente importante per evitare danni all'olivo
23 gennaio 2026 | 16:30
L'arca olearia
Il mercato dei crediti di carbonio per l'olivo è davvero redditizio?
Gestire correttamente l'oliveto per la produzione di crediti di carbonio ha comportato una rimozione netta del carbonio o una riduzione delle emissioni di 15 oliveti. I benefici per le aziende olivicole in cinque anni e la potenziale redditività
23 gennaio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Applicazione di un modello chemiometrico basato su 10 composti volatili per supportare il panel test dell'olio di oliva
Il modello si basa su un set di dati di 1796 campioni di 6 anni di produzione di olio d'oliva. 10 dei 71 composti volatili identificati sono stati selezionati in base al loro significato nella discriminazione della categoria commerciale di olio di oliva
23 gennaio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Valutazione dell'impatto dei prodotti fitosanitari in oliveto con trattamenti con drone o atomizzatore
L’uso di prodotti fitosanitari a base di spinosad è cresciuto rapidamente negli ultimi dieci anni ed è uno dei bioinsetticidi naturali più utilizzati al mondo. Lo spray aereo con drone ha ottenuto risultati leggermente migliori in termini di impatto ambientale
23 gennaio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Blockchain per l'olio extravergine di oliva Made in Italy: il premio di prezzo del consumatore
La nuova legge italiana per la tutela del marchio Made in Italy, la tecnologia blockchain potrebbe diventare uno strumento valido per migliorare la trasparenza e garantire l'unicità e l'eccellenza dell'olio d'oliva italiano
23 gennaio 2026 | 11:00