L'arca olearia

Un danno economico limitato ma un danno d'immagine incalcolabile

L'inchiesta del bravo Luigi Pelazza, inviato de Le Iene, ha svelato una truffa che il settore oleario italiano non merita e, soprattutto, non merita la Calabria olivicola. Il caso Fimetica va oltre lo spreco di denaro pubblico

23 marzo 2013 | Alberto Grimelli

La nota trasmissione televisiva d'inchiesta Le Iene ne ha combinata un'altra. In una recente puntata, infatti, il suo inviato Luigi Pelazza ha svelato un poco piacevole caso di spreco di denaro pubblico che ha direttamente interessato il settore oleario.

Il servizio di Luigi Pelazza può essere visionato qui.

Per chi non volesse arrabbiarsi oltre misura, riassumo brevemente la vicenda. Una onlus calabrese, la Fimetica, avrebbe ricevuto circa 50mila euro da istituzioni locali, provincia e regione in primis, per promuovere l'extra vergine calabrese in giro per il mondo attraverso un fantomatico campionato mondiale dell'olio d'oliva.

Il meccanismo abbastanza semplice. Ricevuti questi soldi una allegra combriccola si recava nei luoghi, spesso esotici e di fascino, presso cui si sarebbe dovuto svolgere questo campionato mondiale. Il servizio mostra cosa è accaduto a Dubai, dove, oltre a un po' di turismo, i membri della Fimetica hanno dato vita a una farsa di commissione di valutazione. Qui tra lazzi e frizzi si è scoperto che i risultati erano stati decisi altrove. Insomma il campionato mondiale sembrerebbe un semplice paravento per una gita di piacere.

A quanto risulta dall'inchiesta giornalistica, nel corso degli ultimi anni, la Fimetica avrebbe ricevuto, per tale attività, circa 50mila euro da diverse istituzioni locali.

Un classico caso di spreco di denaro pubblico che, in quanto tale, è sempre condannabile ed esecrabile.

Vorrei però andare oltre la semplice apparenza e guardare alla sostanza del problema. Già, perchè 50mila euro di soldi pubblici gettati al vento fanno certamente arrabbiare ma, personalmente, mi fa infuriare il danno d'immagine che questo scoop ha provocato.

Ovviamente non ce l'ho con Pelazza, che ha fatto il suo lavoro, tra l'altro in maniera equilibrata e precisa, ma con Fimetica e i suoi vertici che non credo si rendano conto delle conseguenze delle loro azioni.

C'è chi lavora quotidianamente per dare credibilità a guide, concorsi e iniziative promozionali per valorizzare l'olio italiano nel mondo. La perdita di attendibilità, a livello internazionale, di questo caso si ripercuote inevitabilmente sulla stragrande maggioranza sana del settore olivicolo oleario. Fimetica, nella peggiore delle ipotesi, ha dato ragione alle già tante ridde di voci che dicono che gli italiani “arrangiano” i risultati dei concorsi. Nella migliore delle ipotesi ci siamo pigliati dei cialtroni e delle persone poco affidabili e ancor meno professionali.

Non solo. Penso anche ai produttori che hanno affidato il loro olio, frutto di un anno di lavoro, per essere giudicato in una simile manifestazione. La rabbia e la frustrazione di aver affidato la loro “creatura” a persone con pochi scrupoli, che non hanno tenuto in minima considerazione i sacrifici e la passione degli olivicoltori e dei frantoiani che stavano dietro e “dentro” quelle bottiglie.

Fiducia, questa è la parola chiave. La fiducia degli altri operatori, a livello internazionale, che è stata inevitabilmente scossa, se non compromessa, dal caso Fimetica. La fiducia dei produttori nel sistema oleario nazionale nel suo complesso, già quasi pari a zero, a cui è stato dato un nuovo colpo, nella speranza che non sia quello di grazia.

50mila euro sono indubbiamente una bella cifra ma la fiducia non ha prezzo, ci vogliono anni per guadagnarla e pochi secondi per perderla.

Il vero danno, nel caso Fimetica, non è quello puramente economico. E' quello d'immagine.

 

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Irrigazione e fertilizzazione moderne dell’olivo: come aumentare resa e sostenibilità

L’olivicoltura moderna può contare su tecniche di irrigazione e fertilizzazione sempre più precise, in grado di coniugare produttività, risparmio di risorse e rispetto per l’ambiente. Ecco le indicazioni pratiche per gli olivicoltori che vogliono innovare senza rinunciare alla sostenibilità economica e ambientale

19 settembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Riprendono i consumi di extravergine di oliva a scaffale ad agosto ed è merito dell’olio italiano

Ad agosto, secondo i dati Nielsen, i consumi di olio extravergine di oliva italiano sono cresciuti di 3 milioni di litri mentre quelli di extravergine di oliva comunitario sono scesi di un milione di litri. Gli italiani non hanno soldi in tasca ma le offerte speciali a 3,99-4,99 euro non funzionano più

18 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

La nuova arma naturale contro la mosca dell'olivo: endofiti e composti volatili

Tre microrganismi endofiti, Alcaligenes faecalis, Aureobasidium pullulans e Bacillus amyloliquefaciens, inoculati nell'olivo inducono l'emissione di sostanze volatili che respingono le femmine gravide di Bactrocera oleae. La ricerca apre la strada a strategie di difesa sostenibile basate su biocontrollo e composti naturali

18 settembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Lo smartphone in frantoio: un alleato per misurare le impurità dell'olio extravergine di oliva

Perché è importante misurare le impurità nell'olio d'oliva e quali sono i metodi tradizionali. Un metodo semplice, economico e preciso per monitorare la qualità dell'olio in ogni fase della produzione, utilizzando solo la fotocamera del cellulare e un'applicazione gratuita

18 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Un caso straordinario: 28 anni di lotta curativa e immunizzante contro la verticillosi dell'olivo

Un trattamento chimico sperimentale, applicato per inoculazione diretta, ha mostrato effetti curativi e immunizzanti su un oliveto commerciale colpito da Verticillium dahliae, con incrementi produttivi persistenti anche dopo la sospensione delle applicazioni

18 settembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

L'olio essenziale di rosmarino contro la psilla dell'olivo

Dimostrata l'efficacia insetticida dell'olio essenziale di Rosmarinus officinalis contro Euphyllura phillyreae. Grazie all'elevato contenuto di eucaliptolo (1,8-cineolo), il trattamento si è rivelato letale al 100% entro 72 ore sulle ninfe e 24 ore sugli adulti

18 settembre 2026 | 10:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati

giovanni breccolenti

24 marzo 2013 ore 08:46

E le amministrazioni che hanno concesso i soldi e non hanno controllato nulla? E le associazioni di categoria? Perchè non hanno messo in guardia i produttori da questa fantomatica associazione e da questo assurdo "campionato del mondo"? Mi sta bene puntare il dito sui truffaldini primari ma non tralasciamo anche gli altri.E poi ci stupiamo del perchè un movimento per la prima volta al voto sbaraglia tutti gli altri!!!!!!

Dario Dongo

23 marzo 2013 ore 15:44

Urge un processo, rapido, una condanna e la sua esecuzione. Che almeno una volta il sistema giudiziario mostri la sua efficacia, e ci liberi dai delinquenti di turno. Un atto necessario per la salvaguardia degli interessi e reputazione calpestati