L'arca olearia

L'Igp Toscano entra in Federdop: strategia comune per difendere l'extra vergine italiano

Più del 90% della produzione certificata nazionale oggi sotto un'unica bandiera. “Un obiettivo a cui lavoravo da molto tempo” ha dichiarato Silvano Ferri, presidente Federdop

26 gennaio 2013 | Alberto Grimelli

Le voci circolavano ormai da diversi mesi, l'Igp Toscano, vera Cenerentola del mondo a denominazione d'origine italiano, si sarebbe apparentato.

La ratifica è avvenuta lo scorso 23 gennaio con il Consiglio di Federdop che ha sancito l'ingresso del 40% dell'olio certificato nazionale nella Federazione delle denominazioni d'origine.

“Era un obiettivo su cui lavoravo da molto tempo – ha dichiarato Silvano Ferri, presidente Federdop – fin dallo scorso Vinitaly-Sol ho lanciato messaggi chiari e inequivocabili a tutte le denominazioni d'origine, senza distinzioni. Non è più tempo di andare divisi.”

A raccogliere l'invito è stato Fabrizio Filippi, presidente dell'Igp Toscano. “La nostra è un'indicazione geografica protetta e non una Dop ma il nostro disciplinare è tanto rigido e rigoroso da essere assimilato a quello di una denominazione d'origine. E' ora di smettere di fingere che non sia così solo per causare incrinature nel sistema olivicolo-oleario del nostro Paese.”

Con l'ingresso dell'Igp Toscano salgono a 23 i Consorzi aderenti a Federdop, da nord a sud.

Fanno infatti parte di Federdop i Laghi Lombardi, il Veneto, Brisighella, la Riviera Ligure, il Chinati Classico, Terra di Siena, Umbria, Sabina, Aprutino Pescarese, Colline Teatine, Petruziano Colline Teramane, Dauno, Terra di Bari, Collina di Brindisi, Terra d'Otranto, Penisola Sorrentina, Colline Salernitane, Lametia, Monte Etna, Val di Mazara, Valli Trapanesi e Sardegna, a cui si aggiunge il Toscano.

Secondo gli ultimi dati disponibili di Ismea, Terra di Bari e Toscano rappresentano, da sole, quasi il 70% dell'olio certificato italiano e, oggi, si ritrovano sotto lo stesso tetto. Per il peso e la rappresentatività, ricordiamo che l'Igp Toscano associa circa 11000 olivicoltori e frantoiani, in molti credevano che queste due realtà volessero fare una politica propria, smarcandosi e distinguendosi.

“E' imperativa una strategia comune – invece sostiene Filippi – occorre una valorizzazione complessiva del vero extra vergine italiano. Le Dop, e inserisco anche l'Igp Toscano, non possono più far finta che il mercato complessivo sia completamente svincolato da quello delle denominazioni. Un condizionamento c'è, è inevitabile. Occorre quindi fare una politica unica, di tutela del vero extra vergine italiano, che ha nelle Dop il fiore all'occhiello.”

“Mi sarei aspettato – chiosa Ferri – qualche frizione e dissenso all'interno del Consiglio Federdop per l'ingresso di una indicazione geografica. Così non è stato. Una splendida prova di coralità, pluralità e senso di maturità delle nostre denominazioni che hanno ben compreso il momento storico che stiamo vivendo e le sfide che ci attendono.”

Oggi il 90%, o più, dell'olio certificato nazionale è insomma sotto lo stesso tetto. Un primo importante passo è stato compiuto ma per comprendere meglio l'evoluzione di questo percorso occorrerà attendere il Sirena d'Oro, ovvero il tradizionale e annuale appuntamento sorrentino delle denominazioni d'origine. Con l'ingresso dell'Igp Toscano in Federdop, da quest'anno, potranno aderire al concorso anche le aziende toscane.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olio d’oliva carbon neutral: dalla teoria alla pratica, una sfida possibile

Il mercato statunitense premia la sostenibilità, ma la vera carbon neutrality richiede un approccio olistico che superi le attuali certificazioni e affronti criticità concrete, dalla gestione del suolo allo smaltimento dei reflui

09 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Potatura e forme di allevamento dell'olivo in zone aride: strategie per ottimizzare produzione e qualità

In aree aride la potatura dell'olivo rappresenta molto più di una semplice operazione colturale: è un vero e proprio strumento di regolazione fisiologica per mantenere l'equilibrio tra attività vegetativa e produttiva, migliorando l'efficienza nell'uso dell'acqua e la penetrazione della luce all'interno della chioma

09 settembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

La rivoluzione sostenibile dell’estrazione dell’olio d’oliva, dall'estrazione per pressione all'anidride carbonica supercritica

L’industria olearia si trova ad affrontare una duplice sfida: da un lato, la crescente pressione ambientale legata alla gestione delle acque reflue e dei sottoprodotti; dall’altro, la necessità di preservare il massimo valore nutrizionale e la stabilità dell’olio

08 settembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Fungicidi per l’olivo: ecco quali funzionano meglio contro la cercosporiosi

Analizzata l'efficacia di 18 fungicidi contro il Pseudocercospora cladosporioides. I risultati offrono un quadro chiaro per scegliere i principi attivi più efficaci e gestire la resistenza, passando da una lotta "a calendario" a una gestione sostenibile e mirata.

08 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

L’olio d'oliva si “costruisce” in campo: come clima e agronomia determinano la resa finale

Temperatura, disponibilità idrica, rapporto foglie/frutti, nutrizione minerale, carico produttivo e momento della raccolta intervengono direttamente sulla capacità della drupa di accumulare sostanza secca e lipidi

07 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Scoperto il meccanismo cellulare che regola il distacco delle olive

Uno studio sull’olivo identifica i processi molecolari e cellulari che preparano il frutto al distacco naturale. A cambiare sono la comunicazione tra le cellule, il pH e la struttura delle pareti cellulari. Un ruolo centrale è svolto dall’etilene

07 settembre 2026 | 14:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati