L'arca olearia
Qualità dell'extra vergine, rese e problematiche di una campagna olearia che sta chiudendo tra alti e bassi
Un tour virtuale per l'Italia olivicola e oleicola per comprendere le specificità di un'annata che si è aperta con molti dubbi ma che ha riservato anche molte sorprese positive. I dati, le opinioni e le impressioni di chi vive in un punto di osservazione privilegiato: i frantoiani
08 dicembre 2012 | Alberto Grimelli
Questa campagna olearia si è aperta tra dubbi e perplessità. La produzione complessiva è in calo ma l'Italia si presenta quantomai frastagliata con singole microaree che registrano invece incrementi produttivi anche significativi.
Anche sul fronte qualitativo ci si attendeva qualche criticità a causa di un clima troppo caldo e secco durante tutta l'estate ma poi sono arrivate le piogge tra settembre ed ottobre a rasserenare gli olivicoltori. Finite le piogge è cominciata la campagna olearia sotto un benaugurante sole e temperature record per il periodo, un'annata che si sta chiudendo sotto acqua battente e con temperature in picchiata.
Di tutto un po' è capitato quest'anno e per comprendere come è andata veramente occorre interpellare chi ha vissuto quotidianamente al lavoro questa campagna: i frantoiani. Lo abbiamo fatto attraverso un tour virtuale per l'Italia olivicola e olearia, cominciando dal Sud.
“La qualità dell'olio è buona – conferma Pietro D'Amico titolare dell'oleificio Il Frantolio di Cisternino (BR) - Tra le caratteristiche organolettiche, si avverte più accentuato l’amaro. Effettuiamo la lavorazione subito dopo le 12 ore dalla raccolta, e questo contribuisce ad avere più qualità. Si raccoglie fino alle 13 e poi si effettua la lavorazione. Sono piccole attenzioni che però fanno la differenza. Abbiamo linee estrattive diversificate e puntiamo alla qualità, ottenendo un prodotto pulito, molto ricco di clorofilla e di polifenoli. Quest’anno abbiamo avuto una buona produzione fino ai primi di novembre. Buona la resa tra il 15-18%. La campagna è andata bene, solo all’inizio abbiamo avuto un lieve attacco di mosca olearia.”
A confermare l'annata positiva anche Emilio Saracino, presidente della Cooperativa Nuova Generazione di Martano (LE): “La qualità è buona. Purtroppo le temperature elevate hanno un po' condizionato l'inizio della campagna olearia. Poi le piogge. Cellina di Nardò e Leccino si presentano quindi più dolci del solito. Discrete le rese che all'inizio erano del 15% ma c'è molta variabilità. A ridosso delle piogge si sono anche abbassate al 10-11%.”
Ci spostiamo dunque sulla principale isola olivicola italiana, dove incontriamo Mario Marino, amministratore del frantoio Soal di Santa Maria di Licodia (CT): “Il principale problema di quest'anno è stata l'abbassamento produttivo. Qui il crollo produttivo è stato del 50%. La qualità dell'olio è nella media degli ultimi anni, con amaro e piccante in buon equilibrio. La resa è stata di circa il 15%.”
Ci spostiamo un po' a nord. “L'olio quest'anno è eccellente – afferma invece Laura De Parri, dell'omonima azienda di Canino (VT) - dalle caratteristiche amaro e piccante in armonia, profumi di carciofo, mandorla, un risultato di qualità eccellente dal fruttato verde. Le rese sono state intorno al 12/13%. Oltre al mal tempo, non ci sono state grosse problematiche rispetto allo scorso anno, durante il quale avevamo avuto olive secche e attacchi di mosche.”
Un salto oltre il Tirreno per incontrare Francesco Locci, titolare dell'Oleificio Locci a Dolianova (CA) e presidente di Aifo Sardegna: “E' stata un'annata abbastanza regolare. Una particolarità è il problema di smelmamento che abbiamo riscontrato con le paste di Nocellara del Belice, cultivar siciliana che è sbarcata anche in Sardegna. La resa è stata notevolmente più bassa rispetto allo scorso anno. La media è del 15%, siamo quasi 4 punti sotto rispetto allo scorso anno. Gli oli sono però eccellenti anche per l'assoluta assenza della mosca. I primi, dove gli oliveti non erano irrigati, avevano un po' di legnosità ma è stato un fenomeno assai limitato.”
Per la Toscana ci siamo rivolti invece a Piero Gonnelli, titolare del Frantoio Santa Tea di Reggello (FI) e presidente di Aifo nazionale: “Le rese di questa zona sono state buone, un 20% sopra rispetto allo scorso anno e intorno al 16-17%. E' stata un'annata nel complesso positiva, anche se con una produzione più bassa rispetto al solito. L'olio è di buona qualità, forse meno profumato dello scorso anno ma con piccante e amaro lievemente più accentuati. Un buon equilibrio nel complesso.”
E nell'Italia olivicola del nord come è andata la campagna olearia? Ci risponde Franco Boeri dell'oleificio Olio Roi di Badalucco (IM): “La campagna è stata qualitativamente eccellente, come risulta già dai primi dati delle analisi effettuate. Rispetto alle campagne precedenti, probabilmente a causa dell’estate molto calda e lunga, le olive stanno ritardando l’invaiatura, molte olive verdi e che conferiscono all’olio un leggero amaro, dovuto appunto all’oliva un po’ acerba, che denota una maggiore percentuale di polifenoli. Per le rese siamo dai 16/20% con punte di 24% (la Taggiasca ha una resa sempre maggiore rispetto alle altre olive). Fortunatamente la campagna si sta svolgendo bene, grazie anche alla scarsità di piogge, e stiamo raccogliendo con tranquillità e a pieno a ritmo.”
Il tour virtuale per l'Italia olivicola e olearia continua sul prossimo numero di Teatro Naturale. Ringraziamo intanto Aifo, Alfal Laval e Pieralisi per la collaborazione prestata.
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Accedi o RegistratiMassimo Bernazzi
10 dicembre 2012 ore 16:13Toscana,provincia senese,Trequanda . produzioni a macchia di leopardo,con variazioni indotte da cultivar,esposizione ecc.In generale produzione quantitativa inferiore del 20 % e più rispetto a quella dell'anno scorso.Rese relativamente scarse per le olive raccolte fino ai primissimi giorni di Novembre.Qualità buona: fruttati medi,amaro accentuato in conseguenza della scarsa *diluizione* dei polifenoli,piccanti medi in base a cultivar e periodo di raccolta.
lamberto cano
08 dicembre 2012 ore 10:50siamo piccolini,ma speravo faceste qualche intervista anche in friuli!
Alberto Grimelli
13 dicembre 2012 ore 09:56Buongiorno,
il tuor virtuale per l'Italia olivicola-olearia continuerà anche sabato prossimo, 15 dicembre.
Sarà mia cura offrire uno spaccato quanto più possibile ampio della campagna olearia ma comunque, attraverso i commenti, e come già fatto dal Sig. Bernazzi, ognuno può ulteriormente contribuire.
Cordiali saluti