L'arca olearia
Fioritura dell'olivo sotto stress
Ondate di freddo e poi di caldo. Siccità ma anche possibilità di piogge intense. Mai come quest'anno l'olivo è sotto stress proprio nel delicato periodo della fioritura
28 aprile 2012 | Alberto Grimelli
Dopo la gelata invernale che ha colpito diffusamente tutto il versante adriatico, i primi giorni di aprile si è verificato un brusco abbassamento delle temperature, proprio quando, quasi ovunque, si mostravano i primi abbozzi di mignola. Ora, a fine aprile e inizio maggio, assistiamo a un'ondata di caldo anomala, con temperature vicine ai 30 gradi.
Come se non bastasse l'autunno/inverno è stato particolarmente siccitoso ma, stando alle previsioni, ci aspetta un maggio piuttosto piovoso, con anche precipitazioni intense proprio nel periodo di fioritura.
Mai come quest'anno, dunque, l'olivo è sotto stress in periodo di fioritura.
Ricordiamo infatti che, per avere un decorso ottimale, le condizioni meteo migliori prevedono una temperatura diurna compresa tra i 20 e i 25 gradi centigradi, una ventosità diffusa e costante, poca pioggia, specie all'apertura dei fiori.
L'impollinazione avviene per via anemofila, ovvero il polline è portato dal vento, e una pioggia incessante potrebbe diminuire le possibilità di allegagione. La velocità di allungamento del tubetto pollinico, step indispensabile per la fecondazione, è fortemente rallentato quando le temperature superano i 30 gradi o scendono al di sotto dei 15 gradi.
In caso di elevata umidità dell'aria e di temperature miti, inoltre, si moltiplicano le probabilità di attacco di tignola durante la fioritura.
Come bisogna dunque attrezzarsi in una simile situazione?
Per gli oliveti con impianto di irrigazione è bene iniziare le irrigazioni, con dosi crescenti di acqua, tali da far riacclimatare la pianta a uno stato di buona disponibilità idrica nel suolo. Un eccesso idrico immediato potrebbe portare a scompensi in quanto potrebbe solubilizzare in tempi ristretti l'eventuale concimazione data al terreno. La pianta si troverebbe dunque con una sovrabbondanza nutritiva e idrica che potrebbe portare a disequilibri metabolici.
In caso di oliveti in asciutta, invece, non potendo contare su apporti idrici si dovrà cercare di sopperire con trattamenti fogliari. Discreti risultati hanno manifestato i prodotti a base di aminoacidi, più che il boro, poiché gli aminoacidi sono prontamente assimilabili e utilizzabili dalla pianta (più dell'urea ad esempio) con il risultato di avere una fonte di energia disponibile al momento dei bisogno. Attenzione a non eccedere nel dosaggio né a intervenire con più trattamenti di quelli consigliati. L'effetto potrebbe essere controproducente, con la pianta che si disequilibrerà a favore dell'accrescimento vegetativo a scapito della fioritura e allegagione.
Nutrizione e irrigazione sono insomma gli strumenti che gli olivicoltori hanno a disposizione per mitigare gli stress meteo e climatici che l'oliveto eventualmente di trova a sopportare.
Naturalmente è anche buona norma, in caso di oliveto inerbito, provvedere a sfalci regolari, per diminuire la competizione idrica e nutritiva, con regolarità quando l'erba supera un'altezza di 15-20 centimetri.
Ovviamente va prestata particolare attenzione alla tignola dell'olivo, eseguendo monitoraggi almeno settimanali sulle infiorescenze e verificando il numero di queste che sono avvolte da una sottile e traslucida ragnatela, sintomo più evidente di un attacco in corso. In caso di attacco sul 5% dei fiori è auspicabile un trattamento fitosanitario con Bacillus thuringiensis intervenendo quando il 50% dei fiori sono aperti.
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