L'arca olearia

Si tirano le somme della campagna olearia e saltano fuori le sorprese

Rispetto alle previsioni di Teatro Naturale di settembre variazioni significative soprattutto in Spagna e Grecia per una stagione condizionata dal meteo. L'Italia conferma le indicazioni della vigilia con piacevoli riscontri sul fronte qualitativo

31 marzo 2012 | Alberto Grimelli, Marcello Scoccia

E' tempo di bilanci. La campagna olearia si sta per chiudere ovunque nel bacino del Mediterraneo e si tirano le somme.

Anche Teatro Naturale fa un esame dell'andamento della stagione, cercando di confrontare i dati delle previsioni del 24 settembre scorso (Le previsioni per la prossima campagna olearia. L'Italia si salva grazie alla Puglia) con l'andamento reale delle produzioni.

In Italia avevamo previsto 350 mila tonnellate e la produzione effettiva non dovrebbe discostarsi molto da quella prevista. Solo qualche migliaio di tonnellate in meno, a causa della mancata raccolta da parte degli olivicoltori, specie al Centro-Nord. Nel Sud è la Puglia a dominare la scena, come previsto, dove nel nord del barese si sono prodotti extra vergini di eccellente qualità. Qualche problema nel Salento, a causa della lebbra dell'olivo. Buone performance qualitative anche in Calabria, specie nelle province di Crotone e Catanzaro, dove Ottobratica e Sinopolese hanno prodotto extra vergini piacevoli e apprezzabili. Annata nella media per la Sicilia, sia sul fronte quantitativo, sia qualitativo.

E' sempre più Spagna da record con una produzione finale che dovrebbe sfiorare 1.600 mila tonnellate. Si tratta del record produttivo di tutti i tempi per il paese iberico, anche se vi è la sensazione diffusa che potrebbe venire infranto presto. Probabilmente però non nella campagna 2012/13, a causa di una perdurante siccità in Andalusia che sta preoccupando molto gli olivicoltori. Il risultato produttivo spagnolo ha certamente risentito di una resa estrattiva molto elevata, circa il 21% (con un incremento di quasi un punto rispetto alla stagione precedente), e del ritorno a una raccolta abbondante nella zona di Toledo dove il freddo non ha colpito. Si hanno così degli extra vergini di Cornicabra di eccellente qualità. Da segnalare l'aumento della disponibilità di oli di Arbequina, molto apprezzata soprattutto per certe tipologie di blend commerciali. In trend lievemente negativo solo la Catalogna per problemi di mosca e di lieve siccità.

Sorpresa in negativo è invece la Grecia, dove Teatro Naturale aveva stimato 280mila tonnellate. Saranno invece probabilmente non più di 240mila, soprattutto per i problemi durante la campagna olearia a Creta. Nelle aree di Iraklio e Heraclea, infatti, si sono avuti giorni di temperature molto rigide che hanno condizionato i raccolti sotto il profilo quali-quantitativo. Si stima una perdita solo in queste province per 15mila tonnellate di olio. Qualche problema anche nel sud del Pelopponneso per problemi di mosca olearia.

Più scarsa del previsto la produzione in Tunisia. Accreditata di 200mila tonnellate non ne dovrebbe produrre più di 160mila. Soprattutto nel nord del pese le continue piogge hanno sfavorito la raccolta, tanto che la campagna sta ancora continuando.

Anche in Marocco la produzione dovrebbe essere lievemente inferiore al previsto: 60 mila tonnellate.

Sostanzialmente confermate le stime per Turchia (200mila tonnellate) e Siria (150mila tonnellate).

Da segnalare, infine, oltre all'aumento esponenziale degli stock in tutti i paesi produttori, anche la sostanziale mancanza sul mercato di oli lampanti, con acidità medio-elevate. In queste settimane, infatti, il mercato di lampanti è mosso principalmente da contrattazioni di oli vergini che vengono declassati pur di essere esitati.

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