L'arca olearia

Ben 12 le denominazioni oliandole non supportate da alcun consorzio di tutela

Gli oli Dop funzionano bene al nord. Le aziende che producono oli certificati sono condotte in prevalenza da imprenditori con elevato titolo di studio

16 aprile 2011 | Ernesto Vania

Il 44% dei produttori italiani di oli a denominazione di origine protetta possiede il titolo di scuola media superiore. La percentuale di laureati si attesta su un valore del 32%. Il 19% ha un titolo di scuola media inferiore e solo il 5% possiede la licenza elementare. La percentuale maggiore di laureati è presente nell’Italia centrale con il 42%, seguita dall’Italia insulare con il 37%, mentre nell’Italia meridionale il 34% dei conduttori intervistati possiede un titolo accademico.

E’ quanto emerge dal rapporto sugli oli extra vergine Dop, a Denominazione di origine protetta, realizzato per Federdop – Olio dall’osservatorio economico di Unaprol e presentato al Sol di Verona. Dal rapporto emerge che l’età media del conduttore all’interno del campione di aziende monitorate è di 54 anni. I conduttori maschi gestiscono il 79% delle aziende olivicole che producono olio dop, mentre nell’Italia insulare sono le donne con il 43% ad assumere la responsabilità di conduttrici di azienda.

Dal monitoraggio realizzato da Federdop si evince che le province che presentano un maggiore numero di Dop sono Trapani e Siena. Su un totale di 39 oli Dop in Italia, vi sono attualmente 27 Consorzi di tutela costituiti. Di questi, 22 aderiscono a Federdop Olio (l’81%); 12, invece, le Dop che attualmente non sono supportate da alcun consorzio di tutela.

Gli oli Dop sono maggiormente valorizzati al Nord. I prezzi per il prodotto confezionato premiano quello ceduto alla ristorazione (8,38 €/kg). L’analisi regionale delle vendite in volume mostra che il 34% degli oli venduti attraverso al Gdo è acquistato in Lombardia. Segue per importanza l’Emilia Romagna (13%), Piemonte e Val d’Aosta (12%), Veneto (11%) e Toscana (8%). Il prezzo più alto è riscontrabile in Trentino, dove nel 2010 mediamente un litro di olio Dop/IGp è stato venduto a 13 €. Seguono il Veneto, la Liguria e la Toscana con un livello di prezzo pari a circa 11 €/lt.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Tendenze e proiezioni future della fioritura dell'olivo

Osservato un aumento della temperatura durante l'inverno che sta ritardando il soddisfacimento dei requisiti di raffreddamento dell'olivo, ma questo è compensato da una riduzione del periodo di forzatura a causa delle temperature più elevate osservate durante la primavera

17 febbraio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Caratterizzazione e differenziazione dell’olio extravergine di oliva calabrese

Ecco come si possono distunguere gli oli di Sinopolese, Roggianella e Ottobratica, attraverso un approccio chemiometrico integrato. Fenoli, tocoreroli, acidi fenolici e lignani, oltre che flavonoidi possono permettere di caratterizzare le singole varietà

17 febbraio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Qualità e composizione chimica degli oli di oliva da cultivar italiane in Marocco

Le cultivar italiane hanno mostrato livelli più bassi di contenuto fenolico totale e un contenuto di acido oleico inferiore rispetto alla Picholine. La composizione chimica dell'olio d'oliva dipende dalla maturazione e dalla cultivar e dall'interazione con le condizioni climatiche

16 febbraio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Valutazione antifungina degli oli essenziali contro Alternaria alternata su olivo

Gli oli essenziali e la loro miscela hanno mostrato un'elevata efficacia contro Alternaria alternata, l'agente causale delle malattie delle foglie di olivo. Gli inibitori più potenti sono gli oli essenziali di origano e timo

16 febbraio 2026 | 10:00

L'arca olearia

Piogge continue, alte umidità e temperature: allerta sull'olivo per le malattie fungine

Il danno principale causato dall'occhio di pavone sull'oliveto è la defogliazione prematura delle foglie colpite. Una corretta gestione agronomica è essenziale per ridurre l'incidenza della patologia, come delle altre patologie fungine

14 febbraio 2026 | 12:00

L'arca olearia

L’influenza delle temperature invernali e primaverili sulla fioritura, allegagione e produttività dell’olivo

Le condizioni ambientali nelle settimane e nei mesi precedenti la piena fioritura sono importanti perché possono influenzare sia la durata degli eventi fenologici sia l'intensità della fioritura. Anche le fasi successive possono essere influenzate dalla temperatura

13 febbraio 2026 | 17:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati